Oltre il Prog
Street Fighting Man: un incontro sul rock del '68 (F. De Lisio)
di Donato Zoppo

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STREET FIGHTING MAN - News, rivoluzioni e proteste nel rock del 1968

Un lungo resoconto sul' incontro condotto da Donato Zoppo alla Biblioteca Prov. di Campobasso

"I Beatles sono più famosi di Gesù Cristo", Jimi Hendrix che sbarca in Europa, i Jefferson Airplane che vanno in tv con il volto della fascinosa Grace Slick dipinto di nero per solidarizzare con i movimenti antirazziali degli Stati Uniti, il proto-punk degli MC5, ma anche quello che venne prima, e quello che arrivò dopo, annunciato, intuito, annusato, teorizzato, incanalato. Il ’68 è stato l’anno di svolta, della cultura occidentale e di certa musica, ma se andiamo a vederlo bene, da vicino, ci rendiamo conto di come in realtà si indichi convenzionalmente "il sessantotto" come un periodo storico, una fascia temporale che in realtà è significativamente più ampia, e può essere compresa solo se si considerano gli anni che lo precedettero e quelli che di lì a poco, ne avrebbero spento le illusioni più colorate e romantiche.



A spiegare questo ed altri concetti ci ha pensato Donato Zoppo, giornalista musicale, scrittore, collaboratore di varie testate. Invitato al ciclo di incontri sul sessantotto, promosso dalla Biblioteca Provinciale "P.Albino" di Campobasso, ha tenuto una lezione/incontro sul rock del mitico anno e sulle sue sfaccettature, non solo strettamente musicali. Al pubblico presente in sala, la cui maggioranza era piacevolmente rappresentata da giovanissimi, Donato Zoppo ha illustrato i momenti chiave del ’68, partendo dalla produzione musicale dei Fab Four ed allargandosi poi via via ad altre band, esplorando diversi territori musicali. Reduci dal soggiorno indiano, che doveva servire a ritemprare le membra e a trovare nuovi stimoli per la loro carriera, i Beatles tornarono carichi di influenze positive, che riverseranno sui dischi della parte finale della loro carriera, ma anche irrimediabilmente avviati verso la separazione. Il videoclip di Lady Madonna, con la quale si è aperta la lezione, è a tal proposito emblematico perché se da un lato vuole trasmettere l’idea di una band che ancora si diverte, ed è coesa almeno per ragioni di pubblica utilità, dall’altro mostra inevitabili crepe al suo interno.

Parole di grandi elogio, che hanno incuriosito i presenti (soprattutto i più inesperti), sono state riservate ai due dischi più importanti della produzione beatlesiana, e quindi per associazione inevitabile, della storia del pop: il White Album o se preferite "disco bianco", e il celeberrimo Sgt.Peppers Lonely Hearts Club Band, uscito nel 1967 ma sessantottino nella forma e nella sostanza. Per quest’ultimo c’è stato da parte del "docente" un invito alla lettura di Avant Pop 68, il volume pubblicato da Riccardo Bertoncelli, uscito nello scorso anno in occasione del quarantesimo anniversario della pubblicazione di Sgt.Peppers, al quale non possiamo che accostarci. Il White Album invece è stato omaggiato con la clip di Dear Prudence, e Donato Zoppo ha raccontato come il lavoro dei Beatles sia imprescindibile in quanto è la sintesi di tutto quello che i Beatles erano stati fino a quel momento, ma rappresenterà anche quello che i Beatles diventeranno fino al loro scioglimento, ovvero quattro personalità artistiche di diverso calibro, ingombranti ognuno secondo la propria caratura, che inizieranno sempre più a comporre e ad incidere separatamente, senza per questo perdere un grammo della loro cifra artistica.

Street fighting man, questo è stato il titolo che il giornalista di S.Giorgio del Sannio ha voluto coniare per la sua lezione, proprio come la canzone che i Rolling Stones scrissero, nonostante da molti fossero considerati estranei a determinate questioni politiche, e sociali, e che invece era una specie di modo per dire ai tanti ragazzi che in quei giorni popolavano le strade "in una certa maniera, siamo con voi". Jagger in persona partecipò ad alcune manifestazioni di protesta di quei tempi, e Street fighting man resta la testimonianza musicale migliore di quell’esperienza che il frontman diventato ultrasessantenne ancora oggi ripropone, in barba al tempo ed a molte altre cose, nelle scalette dei concerti della sua immortale band. La lezione è poi passata ad analizzare anche la scena californiana, con contributi filmati riguardanti i Jefferson Airplane, Jimi Hendrix e i Doors, con il videoclip di Unknown soldier che pur non essendo una canzone dichiaratamente politica, riesce ad esprimere in maniera incisiva, musicalmente ma anche dal punto di vista dell’impatto video, una forte carica antimilitarista. Donato Zoppo ha infatti saggiamente ricordato che Jim Morrison, leader del gruppo, non ha mai sopportato il padre che ha lavorato per anni in Marina, e che il suo profondo rigetto per le figure autoritarie, per istituzioni e per l’ordine costituito in generale deriva senza ombra di dubbio dal rapporto conflittuale con la figura paterna. Dal videoclip della canzone, inoltre, si evince come la finta fucilazione di Morrison, con il sangue che gli esce dalla bocca e va a sporcare i fiori che qualcuno gli ha posato ai piedi, divenne un simbolo difficilmente dimenticabile per tutti quelli che consideravano l’esperienza americana in Vietnam qualcosa di profondamente sbagliato.



Nel corso del pomeriggio si è poi avuto modo di esplorare anche il folk psichedelico della Incredible String Band, un gruppo di culto di quegli anni tuttora in attività, e degli MC5, il primo gruppo punk della storia (anche se, probabilmente, non lo sapevano). Il video dell’esibizione live del brano Kick out the jams è certamente preconizzatore di un certo modo di fare musica che esploderà nelle sue magnifiche e stravaganti sfaccettature nella Londra del’77, e prima ancora nella New York del ’76, quando i Ramones e una certa Patti Smith (moglie di Fred Sonic Smith, componente, guarda un po’…proprio del "cervello" degli MC5) infiammeranno la platea del CBGB’S, uno dei locali più famosi della storia.

Il tempo di due ore, che Zoppo aveva a disposizione, si è rivelato piuttosto tiranno, e ci sarebbero state molte altre cose da dire, e soprattutto da far ascoltare e vedere. L’alternanza tra aneddoti curiosi, proiezione di videoclip e consigli di letture con riferimenti bibliografici tempestivi è stata la carta vincente di un pomeriggio dove per i più anziani è stata grande l’emozione nel tornare a quegli anni di battaglie sociali, e scoperte musicali che hanno lasciato i segni, mentre per i più giovani si è trattato di un bagno salutare in un’epoca che probabilmente per loro vive nei racconti dei genitori, in qualche polveroso vinile degli zii ex fricchettoni, o nei racconti degli scafati fratelli maggiori, che seppur nati quasi sempre a giochi fatti gonfiano il petto perché dicono di saperne di più. E magari, dopo questa lezione, si sbagliano di grosso.

http://www.provincia.campobasso.it/biblioteca

Francesco de Lisio

  

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