Retrospettive
Il rock progressivo e la storia: Canossa
di Donato Zoppo

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Sette gruppi emiliani di rock progressivo si cimentano con un’opera ispirata a Matilde di Canossa
Il rock incontra la Storia: "Canossa"

Com’è affollato il panorama delle opere rock e dei rock-musical negli ultimi anni: si vede di tutto e di più, e gli appassionati hanno trovato recentemente pane per i loro denti con l’apprezzato "Dracula" della PFM, l’ultima grande produzione in questo campo, ma promette bene anche "Heroes Temporis" dei Magni Animi Viri. Questo è un amore sempre dichiarato, mai nascosto, da parte dei musicisti rock: cimentarsi con l’opera, con il teatro musicale, con una dimensione più impegnativa e composita è sempre stato un sogno, neanche tanto proibito, anzi realizzato con risultati più che dignitosi, impossibile non citare "The Wall" dei Pink Floyd, grandioso esempio di multimedialità. In campo progressive poi, le formule concept-album e rock-opera sono sempre state piuttosto vicine, quasi confuse: la recente produzione "Canossa Rock opera" (Maracash Records) - il rock progressivo emiliano di fronte alla propria storia - non si traduce in un allestimento teatrale, resta semplicemente legata al disco. Eppure è un progetto davvero interessante, per i soggetti che vi prendono parte e l’ispirazione.

I protagonisti sono sette giovani gruppi di Reggio Emilia, capitanati dagli "esperti" Mangala Vallis. Gigi Cavalli Cocchi - fondatore e batterista di questa popolare formazione, con cui collabora il grande Bernardo Lanzetti - ha lavorato alacremente da qualche anno, creando non solo un festival ma anche un circuito di collaborazione e scambio tra gli artisti. "Canossa" è ambientata nel 1077 e ispirata al celebre episodio della richiesta di perdono al papa Gregorio VII, impetrata da parte dell’imperatore Enrico IV, che si recò scalzo e supplicante sotto le mura del castello di Matilde di Canossa.

Ricorda Cavalli Cocchi: <<Che il rock progressivo sia uno strumento perfetto per raccontare certe storie o La Storia, è risaputo e da tempo utilizzato. Tre anni fa la mia passione per il Medioevo e per questa forma musicale si sono incontrate nello stesso progetto per dare vita ad un album che parla di un fiero castello e di una potente famiglia di quel periodo. La roccaforte per antonomasia della famiglia Canossa sorge proprio in provincia di Reggio Emilia, dove vivo. L’idea che a raccontare le vicende del castello fossero più gruppi, mi venne nel momento in cui mi accorsi che nella nostra provincia esistevano diversi gruppi dediti al rock progressivo. Così prima ho cercato di farli interagire creando "Re-Prog", il collettivo dei gruppi progressive di Reggio Emilia, poi organizzando il festival "Gong", giunto alla terza edizione, e poi proponendo alle sette band del collettivo l’idea di "Canossa">>.

Gigi Cavalli Cocchi

Determinante è stato l’apporto delle istituzioni e degli enti locali: la politica di promozione del territorio oggi avviene anche con prodotti editoriali multimediali - penso ad esempio allo strumento del cortometraggio - proprio come questo cd, patrocinato dalla Provincia di Reggio Emilia, che ha creduto fortemente nel progetto, come sottolinea Cocchi: <<Nell’arco di due anni grazie anche al supporto della Provincia di Reggio, sono riuscito a tessere le fila di un’avventura che è stata affascinante ma anche impegnativa. Ho passato molto tempo a documentarmi, leggendo diversi testi sull’argomento, poi sono passato alla parte più prettamente musicale e produttiva. Rendere omogeneo il lavoro salvaguardando le peculiarità di ogni gruppo è stato il mio primo obiettivo, poi coordinare i tempi e pensare alla parte visiva, la copertina ma anche l’inserto multimediale. Far interagire gruppi con modi e stili diversi, studi di registrazione, collaboratori esterni… insomma un bell’insieme di elementi che uno dopo l’altro sono andati al loro posto>>.


 

Fabio Mora (Mangala Vallis)

Il rock si è avvicinato spesso alla storia (pensiamo alle opere di Rick Wakeman, a una certa ispirazione musicale dei Gentle Giant o del Banco), ma stavolta gli autori si sono perfettamente calati nella dimensione storica e narrativa, forti anche della loro presenza "fisica" nei posti narrati. Non è un caso che sia il rock progressivo ad esprimersi in materia: una musica così descrittiva e pittorica non avrebbe potuto fare di meglio per la sua natura, la sua origine e le sue caratteristiche strutturali. E infatti "Canossa" è un vero e proprio trionfo di sonorità new-progressive, con un buon equilibrio tra le esigenze narrative e la personale interpretazione dei gruppi.
L’epica apertura dei Mangala Vallis fa da apripista per le giovani band e le diverse proposte sul tema, come quella dei Trama Sonora, che miscelano suoni acustici e grande rock anni ’70. Molto soddisfatti questi ultimi: <<L’esperienza di "Canossa" è stata forse la più bella della nostra giovane storia musicale, un grande stimolo per la creatività e la crescita, un lavoro fatto da singoli per poi formare un tutt’uno. Tanti complimenti alle altre band ed a chi ha saputo così bene dirigere ed organizzare. Le belle recensioni finora sono il giusto compenso per i nostri sforzi>>.


Greta Fornasari (Trama Sonora)

I Sequencer mettono in mostra un possente sound genesisiano mentre gli Arcanoise propongono un brano più graffiante e ruvido, miscelandolo con atmosfere prog tipiche degli anni ‘90. Per loro si è trattato di <<una di quelle rare occasioni nelle quali le idee positive di vari gruppi riescono a tradursi in un lavoro musicale omogeneo. Partecipare con un proprio pezzo ad un concept-album di rock progressive pensato per il 2006 è qualcosa di eccezionalmente stimolante, ed al pubblico del 2006 abbiamo cercato di rivolgerci in termini di contenuti e di produzione, ma senza troppi compromessi. Fa sempre sorridere leggere commenti sulle riviste musicali sul fatto che un pezzo non dovrebbe avere una lunghezza superiore ai 5 minuti. Il nostro pezzo è uno dei più lunghi sull’album ma ha una sua lunghezza naturale: avevamo una storia da raccontare e lo abbiamo fatto, con un suo inizio, un suo svolgimento e una sua conclusione. Il feedback che abbiamo ricevuto da chi ha ascoltato il disco è stato molto positivo e stiamo ora lavorando ad un progetto solista Arcanoise che uscirà nella seconda metà del 2007>>.

Più scattanti e crimsoniane le note dei Type, i Master Experience si destreggiano con un art-rock ricco di sfaccettature e toni robusti, gli Oltremare con un neo-prog intenso, di buona fattura. Molto diretti questi ultimi: <<La musica può essere un ottimo business. Ma è certo che questo business sia riservato a pochi, pochissimi. Molte volte questo risultato è il frutto di un compromesso difficile da accettare. E allora chi non vuole rinunciare alla propria musica è, spesso e volentieri, costretto ad "arrangiarsi". Grazie al cielo il detto "l’unione fa la forza" funziona anche in questi casi e il progetto "Canossa" ne è un esempio. Per noi Oltremare questo percorso, oltre ad essere stata la prima esperienza in studio, ha rappresentato un premio al nostro credere nella musica, e soprattutto nella propria. Condividere con altre band queste stesse emozioni ed esperienze, ci ha arricchito come nessun altro compenso materiale poteva fare. Il fatto che ci siano persone che ti permettano e sopratutto ti spingano a vivere questo tipo di viaggio nel comunque venale e impietoso mondo della musica, fa sì che tali esperienze ti rimangano appiccicate al cuore come indelebili appunti di vita. Se lo rifaremmo? Troppo banale la risposta!>>.


Lorenzo Campani (Oltremare)

Non dimentichiamo l’artwork del cd. La copertina - davvero splendida - è una vecchia opera del compianto Augusto Daolio, indimenticato cantante dei Nomadi ma anche apprezzato pittore. Non è un caso che "Canossa" abbia guadagnato il premio "Prog Awards 2006" come miglior copertina dell’anno, assegnato da una giuria specializzata, composta da esperti e giornalisti di diverse testate.
Ma in generale i responsi sono stati estremamente positivi, come ricorda Gigi Cavalli Cocchi, che non si adagia sugli allori ma pensa all’immediato futuro: <<L’accoglienza che ha ricevuto il disco mi ha piacevolmente colpito e ricompensato anche di quei momenti dove sembrava che far collimare tutto fosse impossibile. Ora il mio impegno è rivolto a portare in concerto l’opera nei luoghi storici dell’epopea Canossiana. Un’altra sfida non facile, ma visto che il disco parla di sfide e lotte, mi sento in sintonia perfetta e pronto a continuare il viaggio>>.

http://www.re-prog.it

http://www.maracash.com

  

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