INTERVISTA A STEVE HACKETT
LA CHITARRA SENZA LIMITI
E' con estremo piacere che ospitiamo su Movimenti Prog una delle figure più importanti in assoluto della musica Progressive inglese, un musicista che non ha bisogno di presentazioni: Steve Hackett.
In vista dell'imminente tour acustico di supporto al nuovo album "Wild Orchids" (tour che partirà Mercoledì 21 Marzo da Belluno, e passerà per Pisa, Roma, Savona, Pescara e Palermo), ho raggiunto telefonicamente il chitarrista per una intervista in cui ha ancora una volta dimostrato di essere, oltre che un musicista esperto e dotato di una mente incredibilmente creativa, una persona molto profonda, estremamente umile e disponibile. Per avere maggiori informazioni sul tour italiano (in cui Hackett verrà accompagnato dal fratello John e dal tastierista Roger King, visitate il sito ufficiale www.stevehackett.com).
Cominciamo con il nuovo album.
"Wild Orchids" è un'opera molto complessa. Quanto ci hai lavorato sopra? Quando hai capito che il lavoro era giunto a conclusione?
Credo di averci lavorato per un anno e mezzo. Non ho fatto tutto in una volta, tutto di seguito... ho cominciato con alcuni pezzi, mi sono preso il tempo di pensarci su, e poi ci sono tornato sopra in un secondo momento. Trovo che questo metodo aiuti ad avere una certa "distanza" dalla musica che componi, puoi essere più oggettivo...
Tutto rimane più "fresco"...
Si, penso che puoi essere più onesto con te stesso, a proposito di quello che vuoi ottenere, di quello che non vuoi ottenere... è come quando ascolti un album che hai fatto in passato, e pensi "Cosa avrei cambiato, cosa avrei fatto di diverso". Il tempo offre una prospettiva utile... sai, dici "avrei fatto questo, avrei fatto quest'altro, mi sarebbe piaciuto renderlo più 'fantastico', più 'originale'...". E qualche volta torni indietro e sistemi i dettagli delle canzoni, puoi cambiare... beh, puoi stravolgere completamente l'idea, e conservare le cose che veramente ti piacciono, e cambiarne altre.

Qual'è stato l'approccio che hai adottato nel comporre le canzoni di "Wild Orchids"? Componi sulla chitarra, o anche su altri strumenti?
Il più delle volte compongo sulla chitarra, ma molto spesso, ho la necessità di scrivere qualcosa quando non ho strumenti tra le mani. Il passare del tempo aiuta, allo scopo di scrivere un motivo, un testo... non esce tutto in una volta. Per cui, dipende da quello che voglio creare. Penso che ci sia bisogno di tempo, ma anche di suonare, semplicemente... mi piacciono le canzoni che si scrivono da sole, ma alcune volte non succede questo, non succede velocemente come vorrei. E' come "digerire" le idee che hai avuto... permettere al flusso di coscienza di venire in superficie. Non posso descrivere esattamente il processo di composizione, è diverso per ogni canzone. C'è una certa quantità di materiale onirico, e poi c'è una certa quantità di materiale da "sogni ad occhi aperti". E' un'idea che ti balena in testa... ci vuole tempo. Ti convinci che si tratta di un qualcosa di veramente forte. Questo momento di grande ispirazione è contrapposto al tempo che ti serve per lavorare sopra un'idea... devi regolare il corso di quel flusso. Comunque, non è un processo veloce, sebbene abbia realizzato tanti dischi...
Proprio l'altro giorno ricontrollavo la mia discografia, ho lavorato a circa 56 album. I miei dischi solistici, i dischi con i Genesis, vari album dal vivo... è un'enorme quantità di materiale. Tutto quello che posso dire, è che sono ancora motivato a fare musica.
Per cui non segui un metodo speficico per comporre... cambia su ogni album, su ogni canzone...
Si, cambia per ogni canzone, ogni canzone ha una sua energia specifica... mi piace pensare a "Set Your Compass", dove la strumentazione è molto scarna, c'è una chitarra a 12 corde, una o due chitarre, mi sembra anche un'arpa irlandese... abbiamo messo tutto insieme. Ma sono le voci ad orchestrare tutto il pezzo, è quasi un brano a cappella. Volevo che suonasse come il mare, le voci come le onde che si sovrappongono l'un l'altra... spesso ho un'immagine in mente, di qualcosa che cerco di trasmettere, è come dipingere con la musica. E' quasi come un film, le orecchie sostituiscono gli occhi... lavoro in questo modo, cerco di portare le persone con me in un viaggio, qualche volta verso una diversa epoca, o in un altro luogo...
Ascoltando il disco, ho avuto l'impressione che come sempre hai cercato di misurarti con tanti stili diversi, di implementare nuovi elementi alla tua musica. Pensi sia ancora possibile spingersi verso lidi inesplorati, creare qualcosa di veramente originale?
Mmm, penso che più invecchi, e più sei esposto alla musica, più sei a conoscenza dell'origine di ogni idea che hai... capisci che niente può essere veramente originale. Ma il responso emotivo che hai verso una particolare composizione può essere originale, e ovviamente, quando sei molto giovane e sei esposto alla musica per la prima volta, è il momento in cui sei pronto emotivamente per essa, perchè ciò può accadere prima che tu abbia mai avuto relazioni con altre persone... la tua relazione con la musica può rimanere intatta, si esprime in "volume" e parla di sentimenti, può andare molto oltre un rapporto romantico, è un linguaggio a parte, molto potente... che secondo me comunica innocenza, come altri linguaggi si applicano all'insegnamento, e come altri mezzi di comunicazione hanno un loro peso nella vita quotidiana... E' una descrizione di amore, credo.
La collaborazione con l'Underground Orchestra su alcune delle canzoni di "Wild Orchids" contribuisce a creare una certa atmosfera "cinematografica", da colonna sonora. Come ti comporteresti se un regista ti chiedesse di scriverne una?
Beh, in un certo senso ho scritto colonne sonore per molto tempo... per me stesso. Sono molto influenzato dalle colonne sonore. E' un qualcosa che magari potrebbe accadere, prima o poi. Molto del mio materiale è stato usato per dei film, di solito non era materiale scritto apposta per quello... è stato usato in documentari, o qualche volta per programmi televisivi.
Non so, forse un giorno accadrà, o forse non accadrà. Di certo non sarebbe qualcosa a cui dedicherei tutto il mio tempo. Ci saranno sempre tanti progetti che la gente non avrà bisogno di commissionarmi.
Com'è stato lavorare di nuovo con Nick Magnus?
Oh, molto bello, mi piace lavorare con Nick... era trascorso molto tempo senza che lavorassimo assieme, recentemente abbiamo ripreso a collaborare su diverse cose. Ho suonato su un suo album, "Hexameron", e sempre insieme a lui sul disco di mio fratello John, "Checking Out Of London"... è stato molto interessante. E' un mio caro amico, gli voglio molto bene.

Steve insieme al fratello John Hackett.
E a proposito del nuovo tour? Suonerai brani tratti da "Wild Orchids"? C'è una certa quantità di materiale che cambiamo spesso, lo show è spontaneo, ogni show è diverso. Non mi definisco un musicista Jazz, ma nei miei concerti ci sono improvvisazioni, in diversi momenti... è stata una conseguenza inevitabile del provare tutti questi approcci differenti nei miei lavori...
Supporterai il disco anche con un tour nel formato elettrico?
Sto cercando di organizzarlo, sto valutando l'aspetto economico...al momento, sono contento di suonare con il trio acustico, fare un diverso tipo di concerto. Non escludo nulla, credo che "Wild Orchids" sia un album che merita di essere portato in tour, è un disco molto dettagliato, fatto con il cuore.
Hai mai pensato di suonare dei concerti accompagnato dall'Underground Orchestra?
Non l'ho mai fatto, perchè l'orchestra è molto ridotta, è composta da poche persone, e di solito in studio sovrappongono le loro parti di modo che sembrino più elementi... sono molto orgoglioso della mia piccola orchestra, perchè sono dei grandi musicisti, suonano magnificamente. E quando lavori con ottimi musicisti il loro input è molto importante. Mi interessa molto capire cosa li motiva veramente. Mi piacerebbe lavorare con loro per tutto il tempo, se solo avessi l'opportunità di farlo. Comunque collaboriamo spesso insieme. Mi sono appena risentito con il trombettista dell'orchestra, Colin Clague, ha detto che il disco gli piace molto, sebbene non ci siano molte parti di tromba... la prossima volta mi assicurerò che le sue parti siano più corpose.
Ti scoccia se ti chiedo qualcosa a proposito dei Genesis?
No, non c'è problema.
Come ti spieghi il gran successo che i Genesis hanno sempre avuto qui in Italia?
Mmm, non so il perchè a dire il vero... forse perchè molto del materiale dei Genesis è radicato nella musica da chiesa, e in questo senso potrebbe essere un elemento familiare per il pubblico italiano. Tony Banks ed io eravamo molto influenzati dalla musica classica... la scelta degli accordi che tutti nella band adottavamo sicuramente dovevano qualcosa alla musica classica. Avevamo sempre le orecchie ben aperte, per tutti i tipi di musica, penso. E' tutto quello che posso suggerire.
Non so perchè, so solo che in Italia abbiamo ricevuto immediatamente un responso molto forte, e abbiamo sempre contraccambiato altrettanto immediatamente. Non vedevamo l'ora di suonare in Italia. Era sempre una grande avventura, non sapevamo mai quello che poteva accadere.
Era una situazione "selvaggia"...
Si, lo era! Quando vai in Italia ti apri completamente alla vita. Tutto ciò mi ha sempre affascinato...
Cosa ne pensi della reunion dei Genesis? E' vero che ti è stato chiesto di partecipare al progetto?
Mi è stato chiesto di partecipare, assieme a Peter Gabriel. Tony Smith mi ha chiamato, e mi ha chiesto "Saresti interessato a lavorare di nuovo con Tony, Phil e Mike, e Peter Gabriel?". Ci piacerebbe incontrarci tutti quanti per parlarne... e vedere se è possibile fare una cosa del genere. Potrebbe succedere, in futuro... fare qualcosa tutti e cinque insieme. Chi lo sa?
Il futuro è una costante sorpresa.
Si, esattamente. Il futuro è una strada aperta...

Parlando di reunion... cosa mi dici dei GTR? Tornerai mai a condividere il palco con Steve Howe?
Sai, tutto può succedere, ma non tutto è sempre possibile ad un certo punto... è stato molto tempo fa... più di 20 anni fa abbiamo fatto quell'album insieme. Di certo, non mi sento di chiudere la porta definitivamente...
L'album dei GTR uscì nel pieno degli anni '80... come ti sentivi come chitarrista in quel particolare periodo, dove le tastiere avevano un ruolo predominante nella musica?
Era un periodo in cui sembrava che le chitarre stessero diventando rare quasi quanto i batteristi. Ma, alla fine, non c'è mai stata una vera crisi per uno strumento come la chitarra, almeno qui in Inghilterra. E' uno strumento popolare, che i ragazzi comprano... beh, tutti vogliono diventare dei chitarristi, così sembra. E' un ottimo strumento, non appena pensi di aver visto ed ascoltato tutto quello che può essere fatto con la chitarra, ascolti qualcos'altro di nuovo, e realizzi che è ancora possibile fare molto di più con essa.
In vista del tour hai incorporato nuovi elementi nel tuo equipment?
No, non ho aggiunto niente di nuovo al mio equipment recentemente. Di solito, mi interessa di più tirare fuori qualcosa di nuovo, nuovi suoni, dalla strumentazione di cui dispongo al momento. Posseggo un certo numero di chitarre differenti, perchè me le mandano... sono abbastanza fortunato da non pagare niente per i miei strumenti, da un bel pò di tempo.
Cosa credi sia più importante per essere un buon musicista al giorno d'oggi?
Per essere un buon musicista credo che devi essere onesto con le cose che ami. Se fai cose di cui ti importa veramente, e di cui sei orgoglioso, hai la possibilità di fare un effetto positivo sulle persone. Ovviamente, questo è un ideale, tutti i musicisti hanno delle pressioni commerciali e... sai, qualcuno potrebbe preferire comporre opera, e invece scrive canzoni Heavy Metal... perchè pensa che potrebbe vendere di più, e io lo capisco, tutti devono farsi una vita. L'importante è che non ci si privi del divertimento nella musica che fai, e che non si pensi esclusivamente in funzione del posto da occupare nel mercato.
Per cui, direi che se hai bisogno di fare certe cose per viverci, cerca di mantenere qualcosa per te. Se solo due persone comprano il tuo disco... è sempre meglio che avere "l'effetto Van Gogh": produci molto materiale che ha successo commerciale, ma in fondo odii te stesso. Ho conosciuto molti musicisti che si sono trovati in questa condizione, che non erano orgogliosi di quello che facevano... non è bello privare la musica della tua anima.
Ti è capitato di ascoltare della nuova musica, dei nuovi gruppi recentemente?
Ascolto di tutto. Ho lavorato con Elizabeth Frazer e con i componenti dei Massive Attack su di un album, che credo sarà il disco solista di Elizabeth, e che spero finiscano di completare quest'anno. Si tratta di musica molto interessante, e ancora una volta diversa da quello che faccio di solito. C'è un'altra atmosfera, ho sperimento alcune nuove cose per loro. Ho visto i Massive Attack dal vivo qualche sera fa, ed è stato un concerto veramente interessante...
Steve, ti ringrazio infinitamente per la disponibilità dimostrata, è stato un vero piacere intervistarti!
Grazie a te, a presto!
Un ringraziamento particolare a Billy Budis per aver reso possibile la realizzazione dell'intervista.