E' L'ORA DEL CREPUSCOLO
John Orsi e il nuovo progressive di Providence
Raramente il nome di una città scatena tali risonanze. Providence. viene subito in mente la figura di H. P. Lovecraft, che nella sua città del Rhode Island ha partorito i capolavori di una letteratura visionaria, tra orrore cosmico e sottile ermetismo. A Providence vive e opera anche John Orsi, mente della It's Twiligth Time, un'interessante casa discografica autrice di molti lavori che segnaliamo all'attenzione dei nostri lettori.

John Orsi
Nel 1995 vede la luce Knitting By Twilight, un EP dell'omonima band con John Orsi (tastiere e percussioni) e Mike Watson (tastiere), in compagnia di ospiti come Manny Silva e Mike Marando. In copertina La ragazza che lavora a maglia di William Adolphe Bouguereau, che trasmette tutta quell'atmosfera neoclassica ma già sottilmente decadente che traspare dai suoni del gruppo, che porta l'ascoltatore nei misteri e nei segreti della provincia americana, quasi un American Gothic sonoro. Il lavorare a maglia, il tessere, è un elemento centrale nella poetica di Orsi, che lavora molto sulle tessiture, sull'intreccio percussioni-tastiere-chitarre, come in Subsequent Sorrow. Pezzi come Lisa (dedicata a Lisa Gerrard dei Dead Can Dance, altro nome assai influente nelle dinamiche sonore, basta ascoltare Blue ink for fountain pens) e la title-track mostrano una band attenta all'elemento sonoro, alle atmosfere fosche ed esoteriche, alla ricerca a cavallo tra gothic, King Crimson di marca belewiana (Spending the nights) e art rock. Un dischetto inquietante, poco luminoso ma assai affascinante.

Knitting By Twilight
Trascorrono due anni ma non cambia la proposta sonora dei KBT, che però si fa più concreta, più decisa, più attenta alla purezza sonora e al contempo alla connessione di diversi linguaggi. L'EP Heavy Hearts & Safety Nets vede il solo Orsi al comando, con episodiche apparizioni dei suoi. Se da un lato la solitudine esecutiva compromette la riuscita di alcuni pezzi (Talk of trust ad esempio), dall'altra è come se questa situazione avesse canalizzato meglio le idee dell'autore, che migliora il suo spettro umbratile e tenebroso, creando un clima davvero misterioso e quasi cinematografico. E' un disco che lascia maggiore spazio alla sperimentazione, come dimostra un pezzo quale Juliette, una sorta di ambient elettro-acustico, oppure l'imprinting minimalista di Song one; dall'altra parte l'accoppiata dark rock di Toy tools e Splinter.

Heavy Hearts & Safety Nets
Nel 1999 debutta la nuova band Overflower, con due lp poco noti, il fuori stampa Under the ivy e Flora and fauna. L'attività di John è variegata, non si limita solo ai KBT ma anche ad altri gruppi che vengono presentati con l'antologia Moments of suspicion, pubblicata nel 2003. Si tratta di Blueshift Signal (più vicini ad una sorta di new age rituale), Overflower e Incandescent Sky.
I secondi in realtà pubblicano un album già nel 2001, ovvero l'ottimo Water on Mars. Il quartetto vede Orsi alla batteria, Marc e Jay Bouchard al basso e chitarra, con Karen Orsi alle chitarre. Vengono meno le precedenti escursioni tastieristiche, il nuovo rock del gruppo si regge su affascinanti soundscapes chitarristiche, una sorta di art rock futurista e intricato ma sempre melodico, spesso legato anche con insistenza alla forma-canzone, come in Rita.

Water on Mars
Orsi marchia a fuoco il sound del gruppo, che esplode finalmente in gioielli come Rise and crawl e Thank you, drumming perentorio, liquidità psichedeliche e melodie malinconiche. Anche le armonie vocali sono semplici ed efficaci, affascinano i tappeti chitarristici, frutto di una ricerca sul suono che trova in Fripp e nel kraut rock i migliori riferimenti (vedi la title-track e Breezy).
Altro giro altra band, nel 2003 tocca anche al progetto Incandescent Sky, che già nel 2001 aveva espresso le sue idee con Radiate: è un ritorno alle tessiture dei primi dischi ma con un impianto più vicino al rock, ai progetti frippiani. Un'operazione dichiataramente crimsoniana, con una band di lusso: John Mac Neil (tastiere, synth, samples), Mehool Patel (basso e Stick), Don Sullivan (chitarre). Bastano pochi accenni di Caldera per capire che le atmosfere di Glorious Stereo sono diverse, altro che acqua su Marte... qui si fa tutto incandescente, magmatico, il suono esplode, sporco ma chiarissimo. Tutto ha il sapore della jam psichedelica, con suoni in libertà, corposi riffs di base e synths che svirgolano inarrestabili. Esempi migliori: Solid state e Divided by zero, stupisce il prog di SkyValue.

Glorious Stereo
A cavallo tra KC, Ozric Tentacles e Brian Eno, ma molto vicino allo spirito dei migliori Djam Karet, il progetto subisce una sosta. Un peccato perchè l'apporto creativo del drumming di Orsi, l'elettronica intelligente di Mac Neill e il chitarrismo asprigno di Sullivan avevano un tocco magico, che per il momento rimane fermo. Tuttavia si vocifera di un nuovo disco in arrivo... Ricordiamo che si tratta di una pubblicazione dell'etichetta Noisy Noise.
Il 2005 di Orsi lo ha visto attivo con il ritorno della band originaria, i Knitting By Twiligth, con il nuovo disco Someone to break the silence.

Someone to break the silence
Si tratta di un disco che fa da apripista per l'imminente nuovo lp An evening out of town, ed è un ritorno alle atmosfere più dimesse, minimali, essenziali dei primi Ep. Sigh ad esempio, nelle sue crescenti sovrapposizioni di chitarre, tastiere e cello, oppure il morboso romanticismo di She's not here. Mr. Santini è un inquietante laboratorio sonoro con la lancinante e furiosa chitarra di Mike Marando. Tutto risulta più intenso, fascinoso, comunicativo, ma senza smarrire quel clima di segretezza, rarefatto intimismo e mistero che caratterizza le composizioni più raccolte di Orsi.
Sempre nel 2005, John inaugura un nuovo tassello nella produzione personale. Si tratta del primo volume della serie The library of music, dal titolo Surface and features. altro non è che un progetto di pubblicazione di materiale vecchio, fuori catalogo, al quale Orsi tiene in modo particolare.

Surface and features
Il cd contiene tre brani risalenti al 1989, quando John pubblicò una cassetta con David Zinn, Peter Moore e Lee Piva. Musica strana, tra elettronica, minimalismo alla tedesca, le onnipresenti deviazioni frippiane, vaghi ricordi RIO per quegli accenni fiatistici pieni di sinistro sense of humour (Spending the days), i drones e la melodia di In a white room. Il legame con la nuova musica colta americana, quella della Cuneiform o dei Birdsongs Of the Mesozoic, è piuttosto evidente, e il fatto che si trattasse del 1989 la dice lunga sul talento di Orsi e dei suoi. Due bonus tracks recenti, con i soliti Marando e Sullivan, che testimoniano come il rapporto tra passato e presente non sia mai stato tagliato o alterato, vedi l'eccellente Way station.
Nuove cose bollono in pentola per John orsi e la sua It's Twilight Time, speriamo che sia la volta buona che anche il pubblico italiano si accorga di lui.
http://www.overflower.com
http://www.noisynoise.com