Il grande sogno del progressive-rock, quello di una "musica totale" e unica, ha sempre visto un particolare feeling tra musica e arte grafica. Non è un caso che l'epoca dell'art rock abbia visto grandi copertine e artwork, Paul Whitehead, Giger, Roger Dean e Marcus Keef, tanto per citare i nomi stranieri più importanti. In Italia una formazione come Le Orme ha valorizzato musicalmente il lavoro di un pittore come Walter Mac Mazzieri (indimenticabile la copertina di Uomo di pezza, il celebre Garbo di neve) o di Lanfranco, così la PFM con Caesar Monti e gli Area con il lavoro grafico della Cramps. Musica e pittura, un'accoppiata che dunque è esplosa nel progressive e che torna - forte, pulsante, palpitante d'emozione e di creatività - con Tonino Mirandi.

Mirandi al lavoro su un'immagine dei Genesis
Il Maestro Mirandi, abruzzese trapiantato a Roma, è un caso più unico che raro: un pittore che ama ascoltare prog a tutto spiano, e che usa questo rock come assoluta fonte d'ispirazione. L'ultimo ciclo pittorico - non a caso chiamato Ad Gloriam, citando il primo disco delle Orme - è una serie di lavori dedicati a molti artisti pop e rock, con una forte propensione per il prog (Orme e Genesis in particolare). Mirandi, allievo di Nicolini e Schifano, è un singolare esponente della pop art: nelle sue mani non passa solo il colore ma tutto un materiale che diventa opera d'arte, come nel caso di questi cartoncini computerizzati che tuttavia esprimono solo una piccola parte del suo universo pittorico. La sua ispirazione, benchè sia filtrata dallo spunto musicale, è sempre alta, come lo era in passato con le sue eccezionali opere "astronomiche" (ispirate a Felona e Sorona) o "fluviali" (ispirate alla spiritualità del Fiume).

Un ottimo esempio delle opere mirandiane: Le Orme, 30 anni di storia
Il suo nuovo catalogo- nato in collaborazione con la storica dell'arte Gabriella Granieri - non è solo una raccolta pittorica e fotografica ma anche l'occasione per entrare nel suo mondo: un cosmo nel quale il progressive è più di una passione, ma soprattutto motivo di vita e di espressione artistica. E' assai piacevole leggere non solo i pezzi di operatori dell'informazione prog (Gaetano Menna della Guida Prog Supereva, il sottoscritto) ma soprattutto gli interventi di prestigiosi critici d'arte (penso a Maria Teresa Palitta) che apprezzano sia l'interessante fusione musica-pittura, sia il valore e la spinta "pittorica", descrittiva e immaginifica del migliore prog-rock. "Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma": così il miglior progressive torna a chi lo ha ascoltato e assorbito, tanto da diventare sublime fonte d'ispirazione.
http://www.toninomirandi.it