 Retrospettive | The Trip di Ferdinando Santonicola
(696 parole totali - 873 letture) vers. stampabile  | |
 I TRIP NEL '70
La primissima formazione dei Trip risale al 1967 ed è tutta inglese. I suoi membri sono Arvid Andersen (bassista), Jan Broad (batterista), William Gray (chitarrista) e [udite udite!] Ritchie Blackmore (chitarrista), che subito dopo questa brevissima esperienza andrà a fondare quel mostro sacro del rock che ha nome Deep Purple. Anche se questa formazione non ha avuto lunga vita e non ha lasciato alcuna "testimonianza scritta" (come 45 giri o altro) è importante perchè ha al suo interno Arvid Andersen (che negli ambienti del blues londinese di metà '60 ha già suonato con membri degli Yardbirds e dei futuri Led Zeppelin), il quale rimarrà nel gruppo fino al '73 (scioglimento ufficiale dei Trip). Inoltre, scorrendo l'esiguo materiale inerente questi Trip "embrionali", si riscontrano tutte quelle velleità che accompagneranno il gruppo: un'attitudine "underground" estrema ed una ricca e peculiare ricerca di sonorità uniche ed inimitabili. Nel '69 avviene la defezione di Blackmore e Broad, i "nuovi acquisti" della band sono Joe Vescovi (tastierista) ed il ventiduenne Pino Sinnone (all'epoca percussionista da soli tre anni); grazie a questa felice contaminazione di elementi italiani con altri inglesi si incomincia ad intravedere l' ossatura storica della band.
 ATLANTIDE
Con la firma del contratto (1970) con la RCA, il gruppo comincia a cogliere i primi (timidi) successi, rafforzati dalla partecipazione nel film "Terzo canale avventura a Montecarlo", dove i Trip interpretano loro stessi sullo sfondo di un'improbabile trama farsesca, ricca di scenette a dir poco agghiaccianti... La casa cinematografica decide che per i membri della band non è prevista alcuna retribuzione, in ragione di ciò Vescovi tronca ogni rapporto con essa: il progetto che vuole i Trip protagonisti di altre pellicole è sfumato per sempre. Comunque sia questo film rimane (ovviamente) un "must" per i fans del gruppo d'ogni generazione e si fa apprezzare per la sua iconografia di marcato stampo hippie. E' dello stesso anno il 45 giri "Bolero Rock" e l'LP "The Trip - Musica Impressionistica" [RCA].Nel 1971 David Gray e Pino Sinnone dopo l'uscita dell'album "Caronte" [RCA] decidono di abbandonare la band (che in Italia ha pochissimo seguito, così come in Inghilterra). La sezione ritmica, l'anno successivo, viene quindi affidata al giovanissimo Furio Chirico. Sinnone appenderà le bacchette al chiodo per poi riprenderle (a distanza di oltre trent'anni) nel progetto Gualtiero Accornero Blues Band. Nel '72 i tempi sono maturi per l'uscita di un nuovo LP (lo storico "Atlantide" [RCA]). Con una formazione a tre di chiaro stampo Classic Prog, i Trip si impongono agli occhi della critica come drastica risposta "underground" a formazioni più blasonate quali Emerson, Lake & Palmer, Le Orme e Atomic Rooster (solo per fare qualche piccolo esempio....). Su tutte spicca l' istrionica figura di Joe Vescovi, che si pone al centro dell'attenzione come virtuoso delle tastiere in grado di rivaleggiare con grossi nomi del calibro di Keith Emerson, Dave Greenslade e Rick Wakeman. Sono di questo periodo le prime soddisfazioni legate ad un discreto successo di pubblico.
 JOE VESCOVI (1972) Nel 1973 esce sul mercato quello che sarà l'ultimo lavoro dei Trip, ovvero "Time Of Change" [Trident Music]. Mai titolo per un album fu così profetico: la band cambia etichetta (la fallimentare Trident Music), il successo consolidato con Atlantide non riesce a perpetuarsi ed inoltre Furio Chirico (che grazie al suo talento suscita gli "appetiti" di molti musicisti) decide di dedicarsi ad altri progetti; figurerà così nella formazione di "Arti & Mestieri".
L'anno successivo (1974) i membri "sopravvissuti" si rivolgono a Nunzio Favia (batterista). Ma questo nuovo terzetto ha vita breve, sembrano essersi spente le idee nella fucina creativa dei Trip; dopo pochi mesi la band si scioglie, Vescovi si unisce dapprima agli Acqua Fragile e poi ai Dik Dik (dove lo seguirà anche Favia). Arvid Andersen torna in terra di Albione per dedicarsi a progetti personali, poi si trasferisce in pianta stabile in Svizzera, dove tutt'ora risiede, dedicandosi, fra l'altro, all' hobby dell'archeologia. L' attività musicale di Joe Vescovi dura tutt' oggi negli ambienti del pop-rock con la sua band Shout!.
Sito Amatoriale: http://thetrip.altervista.org |