AREA
MUSICA E RIVOLUZIONE
Gianpaolo Chiriacò
Nuovi Equilibri
Stampa Alternativa 2005

Area
. Difficile parlarne, è l'esperienza più complessa dei nostri anni '70, un progetto e un modo totale di concepire l'arte, più che un gruppo jazz-rock. Un'esperienza per certi versi accostabile a quella dell'Art Ensemble Of Chicago per contenuti, tensione creativa e sviluppo musicale. Anche la letteratura a proposito tende a distinguere i vari aspetti: politica, musica, vocalità, estetica rivoluzionaria e arte grafica. Il breve testo di Gianpaolo Chiriacò può considerarsi un'agevole introduzione per approfondire il mondo Area: traccia i temi salienti presentando una biografia (accuratamente commentata con approfondimento musicale sulle opere) e un'analisi sui vari linguaggi utilizzati dagli Area nella loro miscela musicale.Questa seconda parte è la più interessante del lavoro poichè l'autore individua le idee-forza nell'estetica musicale degli Area, pur tenendo presente che quella di Stratos e soci era "opera d'arte totale". Linguaggi adeguatamente sviluppati in ogni album: il carattere mediterraneo (es. "Cometa rossa"), l'impronta jazzistica (es. "Diforisma urbano"), le composizioni "in forma estesa" (es. "L'Internazionale"), il recitativo frammentato (es. "L'abbattimento dello Zeppelin"), l'operazione concettuale (es. "Lobotomia"), la forma (quasi) canzone (es. "Gioia e rivoluzione").
Ma Area era anche "International POPular Group", espressione esemplare della controcultura italiana: l'autore coglie con nettezza e acume le tipicità di questa commistione musica-slancio rivoluzionario, ripercorrendo vicende decisive come l'esperimento di "Lobotomia", il provocatorio rifacimento dell'Internazionale, in particolare la vicenda di "Caos", vero esempio di quel "riappropriamoci della musica" che fu slogan ricorrente durante le contestazioni ai concerti a pagamento. Con "Caos" gli Area intuirono la possibilità di crescere come musicisti da soli (il nuovo concetto di improvvisazione senza ascoltare l'altro) e con il pubblico (al quale venivano consegnati dei cavi collegati ai sintetizzatori).
Chiriacò colloca l'esperienza Area nel movimento dell'underground e della controcultura italiana degli anni '70: per rendere più comprensibile una partecipazione fortemente critica - e per certi versi quasi aliena - il libro contiene anche un interessante cd dell'ultimo festival di Parco Lambro (26-29/6/1976), al quale parteciparono anche gli Area (presenti sul cd con "Gerontocrazia"). E' l'occasione per riascoltare lo spaccato di un'epoca ma anche l'eterogeneità di quel movimento musicale, che vedeva le trascinanti tarantelle di Taberna Mylaensis e Canzoniere del Lazio, le canzoni ruvide di Ricky Gianco e Finardi, il finissimo jazz-rock di Agorà e Tony Esposito, le visioni cosmiche dei Sensation's Fix.
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