 Interviste | MovimentiProg a colloquio con Bernardo Lanzetti di Donato Zoppo
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INTERVISTA A BERNARDO LANZETTIMUGNANO DEL CARDINALE (AV), 14 LUGLIO 2003 Ripubblichiamo integralmente l'intervista fatta a Bernardo Lanzetti lo scorso luglio 2003, scomparsa dal sito a seguito di alcune modifiche tecniche. Chiediamo scusa ai visitatori e la ripubblichiamo. La redazione MP. Era da tempo che MovimentiPROG attendeva di incontrare Bernardo Lanzetti. L’amatissimo ex vocalist di Acqua Fragile e PFM, ora impegnato in toto con la pittura e con la band degli Extra, è una persona tra le più amabili e simpatiche mai conosciute. Per MovimentiPROG erano presenti Lucio Lazzaruolo, Pas Scarpato ed il sottoscritto; dopo il concerto, l’intervista si è svolta in un clima di grande distensione e serenità, sebbene Lanzetti fosse atteso dai suoi compagni per ripartire al più presto. Già prima dell’esibizione, il buon Bernardo si era intrattenuto per un’interessante chiacchierata con Pas, che lo ha messo anche in contatto telefonico con il nostro amico Massimo Orlandini (Camelot Club), ultimamente impegnato, con lo stesso Lanzetti e Gigi dei Mangala Vallis, come ospite in "Database", il talk-show con il pubblico della satellitare Rock TV. Dopo il concerto ed il meritato riposo, abbiamo rivolto a Bernardo molte domande: Donato: "Caro Bernardo, è andata molto bene con questo Glovox!" Lanzetti: "Sì, l’ho inventato 15 anni fa e la gente comincia ad apprezzarlo solo adesso!" Pas: "Ma lo hai brevettato?" Lanzetti: "Ma costa 50000 lire, cosa vuoi brevettare?" Donato:"Tecnicamente come funziona?" Lanzetti: "Sono due piezoelettrici che prendono le vibrazioni della gola dall’esterno. Il microfono invece prende i segnali di tutti quelli che suonano sul palco, quindi non puoi isolare la tua voce. Siccome poi il segnale va trattato e processato, se c’è il suono di una batteria, di un piatto, di un tamburello o di qualsiasi cosa non hai più il controllo. In questo modo passa solo la mia voce perché è a diretto contatto con il piezoelettrico. L’ho montato su un guanto perché altrimenti non potrei tenere in mano queste pastiglie, che fanno rumore. Le monto sul guanto, le metto sulla gola, apro l’interruttore e sono pronto, tutto qua!" Donato: "E’ interessante usarlo in un contesto di musica leggera." Lanzetti: "Sì, basta solo non abusarne e tutto va bene. Mi dispiace solo che nessuno lo abbia provato, ho solo un ragazzo di Rimini che è venuto su un giorno e ha voluto sapere tutto; lui lo ha provato. Purtroppo sono solo in questo esperimento". Donato: "Ma Steve Hogarth dei Marillion non ha usato qualcosa di simile?" Lanzetti: "No, non mi risulta, so che hanno dei microfoni ma tutto qui, non il guanto". Donato: "Una domanda provocatoria: una voce "importante" come la tua, alle prese con un repertorio leggero come questo, non rischia di non valorizzarsi?" Lanzetti: "Ti faccio un paragone: quando ero con la PFM facevamo dei concerti di due ore e cantavo solo mezz’ora! Separiamo quello che io sono musicalmente. Sono uno sperimentatore? Ok. Sono un autore? Ok. Sono un interprete e l’interprete fa tutto, per cui ho fatto queste cose leggere ma anche tutte le opere del Novecento. Ho fatto Gershwin, "West Side Story", ho lavorato con Gaslini. Certo non divento matto a cantare certa musica però serve, sono migliorato molto, infatti ho dei problemi con la lingua italiana che ho superato (ride, Ndr.)…". Donato: "Passiamo all’arte figurativa. Sei un affermato pittore e le tue opere grafiche ritraggono sempre figure femminili. E’ un’ossessione o cos’altro?" Lanzetti: "sì, probabilmente è un’ossessione. Ho iniziato quando ero ragazzino, disegnavo tutto a china su foglio liscio. Poi un black out totale, per vent’anni, anche se mi interessavo di queste cose. Purtroppo non mi occupavo delle mie copertine, infatti ho delle copertine orrende perché non ho mai potuto seguire le cose. Poi un giorno una persona che mi è vicina mi ha regalato fogli e colori: ho ricominciato e mi sono accorto che praticamente ero un altro, uno che non conoscevo. Allora ho spinto tutto all’eccesso: disegnavo donne discinte come poteva essere Valentina di Crepax e ora che sono più adulto faccio tutto il più esplicito possibile. Sono andato avanti in questa direzione: ho iniziato con i pastelli, poi i gessetti ed ora l’olio. Molti mi chiedono come mai faccio questi soggetti: io rispondo che i vasi di fiori e la frutta li hanno già fatti altri con grandi risultati, è inutile che mi metta a competere con loro". Donato: "Ho visto anche tue opere che prendono ispirazione da copertine di album famosi." Lanzetti: " Questa è una cosa che faccio in parallelo, rivisitando copertine famose in chiave erotica ma naturalmente anche un po’ goliardica! Ad esempio da "The dark side of the moon" ho preso il triangolo "pubico", ho dipinto tutto il resto di rosa e ho scritto: "Pink Flesh - The dark side of the prune"! E’ una cosa molto goliardica (ride di gusto… Ndr.)! Un altro è il disco dei Clash con in copertina il cowboy a terra morto ed il cinese a cavallo: io ho disegnato due ragazze completamente nude, una a terra e l’altra a cavallo. Il titolo è "Give’em enough rope", cioè "dai a loro abbastanza corda": l’ho cambiato in "Give‘em enough robe", cioè "dai a loro abbastanza accappatoio"! Sono cose che ho fatto per scherzo, non le ha fatte mai nessuno e potrebbe essere una bella chiave." Donato: "Ma ti gratifica di più la musica o la pittura?" Lanzetti: "Secondo me la musica oggi è un’arte minore e soffre molto perché una volta era il veicolo per eccellenza delle idee e dei cambiamenti della società. Non solo, oggi è impensabile fare musica solo in testa: per fare musica bisogna fare una registrazione, poi va masterizzata, servono le attrezzature anche se si fa in casa. Per fare un disco decente servono almeno 30 milioni. Per fare un quadro servono 10 euro ed è completo, esiste anche se nessuno lo guarda. Il disco non esiste se nessuno lo ascolta, la musica ha bisogno di un pubblico, la pittura no. Poi il fatto di riuscire a vivere con la musica o la pittura è un altro discorso." Donato: "Però la musica ha comunque una maggiore diffusione." Lanzetti: "Sì, però quando l’artista fa una cosa non pensa alla sua diffusione. Solo nella musica è condannato a dire: "Quanto venderò?". Un pittore fa il quadro e basta, non lo sa se lo vedranno a New York." Donato: "Ma l’artista non ha maggior soddisfazione se sa che c’è più gente che lo segue?" Lanzetti: " Certo, però io posso fare dieci quadri ma non dieci dischi perché 300 milioni non li avrò mai! Sarebbero da buttar via. Se una zia ricca mi regalasse 300 milioni sicuramente non lo farei un disco!". Pas: "E cosa faresti?" Lanzetti: "Ma non lo so, non li ho mai avuti, probabilmente un viaggio!"

Lucio: "Perché siamo arrivati a questo punto, dagli anni ’70 ad ora?"
Lanzetti: "E’ importante sapere che la musica di cui parliamo è registrata, sia Beatles che Mozart. E’ in mano alle case discografiche, che se decidessero di far morire Hendrix (che poverino è già morto), loro ritirerebbero i dischi, non li stamperebbero più e farebbero venire un ragazzino sconosciuto che fa cose alla Jimi Hendrix, che verrebbe dimenticato ed il ragazzino osannato." Lucio: "Quindi negli anni ’70 le case discografiche non sapevano bene cosa fare." Lanzetti: "Certo, sono state colte di sorpresa! Negli anni ’70 inseguivano gli artisti, oggi dicono: "quello lì del partito ha il nipote che deve fare il disco". Non ascoltano neanche il materiale, non sanno fare niente, tanto a cosa serve? Il disco lo fanno gli altri!" Lucio: "Mauro Pagani ha detto una cosa bellissima, che le case discografiche stanno diventando delle associazioni a delinquere che fanno circonvenzione d’incapace perché si rivolgono ai bambini." Lanzetti: "Allora, io sono considerato un personaggio scomodo, un rompicoglioni e pazzo perché lotto per i miei diritti. Ho letto nel DVD dei King Crimson alcune cose scritte da Bob Fripp. Dice che le case discografiche sono associazioni a delinquere, che i giornalisti sono asserviti al potere, e che se queste persone vogliono fare il loro business lo facciano pure ma non devono andare da lui! Io non ho mai letto una cosa così forte scritta da un musicista. Io ho lottato 9 anni e mezzo per avere i soldi di "Mass media stars" e ho preso 500.000 lire, vi pare giusto? E ancora, gli altri miei colleghi non hanno fatto nessuna azione legale e non hanno preso i soldi, quindi la casa discografica ha 2 milioni che non gli spettano, non sono loro! Ce li hanno da 30 anni, è comodo fare la casa discografica così!". Donato: "Allora ha ragione Fariselli, che disse che secondo lui non era cambiato tanto dagli anni ‘70". Lanzetti: "Beh, no, le case erano state colte di sorpresa, dovevano andare ai concerti a vedere i musicisti, nessuno andava in tv o aveva il demo, che demo? Non esistevano ancora i demo! Lucio: "Loro i musicisti li trovavano belli e pronti, come nel caso vostro!" Lanzetti: "Sì, però scopri che tu suoni e i soldi li beccava qualcun altro per gli arrangiamenti! Ti fanno il contratto di edizione: tu scrivi la musica ed io i testi, facciamo il disco e l’editore prende il 50% del tuo lavoro. Però quando eri a casa a comporre l’editore non c’era a portarti il caffè! Sì è trovato la pappa pronta e metà è sua. Non solo: è lui il padrone, non tu. Se lui decide che deve dare il pezzo per la pubblicità dello shampoo per cani non puoi dire niente. E’ lui che comanda: se lui decide che il pezzo non vuole farlo uscire ha ragione lui e tu non puoi fare niente. E’ l’editore il vero padrone, infatti in America tutti gli artisti fanno le loro edizioni, in modo da avere il controllo". Donato: "Questo potrebbe risolvere un po’ i problemi dei musicisti?" Lanzetti: "Ma no, ci sono così pochi soldi in ballo… Ti spiego: tu puoi farla la casa editoriale ma ci vogliono 20 milioni, magari il disco vende un milione e tu cosa fai? Vai in bancarotta… Donato: "E allora cosa può fare un musicista?" Lanzetti: "Non lo so, non voglio occuparmi del futuro, io mi do alla pittura. La regola è molto semplice: si fa musica, in tv, ovunque, dal vivo. Basta. Puoi anche registrarla la puntata ma quando registri la musica deve essere dal vivo, così chi non è capace sta a casa. Molti mi dicono: ma quello lì è diventato bravo. Ma scusa: se ad uno che non sa far niente gli danno 300 milioni il primo anno, poi gliene danno 400 il secondo, allora saprà far qualcosa, no? E’ mica difficile cantare? Se prendi un bambino e gli fai sentire il disco in tedesco lo canta in tedesco, se glielo fai sentire in inglese lo canta in inglese: è facilissimo imitare una cosa che sente. Poi ti portano in sala d’incisione e ti fanno fare il cd, una settimana per fare un pezzo, loro mettono a posto la voce, in 40 giorni è pronto. Lo porti a casa e lo impari ascoltando! (Noi ridiamo, Ndr.) E’ facilissimo cantare un pezzo di Mina alla Mina ma cantami una canzone che Mina non ha mai inciso e che senti per la prima volta, cantamela!!!" Lucio: "Si può dire che hanno ucciso la personalità dei musicisti." Lanzetti: "Ma sì, ormai è tutto finto, copiano tutto, le melodie, gli arrangiamenti, il sound, poi si mettono d’accordo se salta fuori qualcuno che scopre tutto…".

Lucio: "Hai sentito cosa ha detto Gianni Morandi? Ha detto che i giovani non devono scaricare gli mp3 perché così le case discografiche non possono investire negli artisti. In realtà sono gli artisti che investono nelle case discografiche!"
Lanzetti:" Bravo! Secondo me le case discografiche meritano di essere derubate con gli mp3. Ma vi ricordate quando uscì il cd? Ricordo che il TG fece un servizio sulla Virgin a Londra: prima di entrare in fabbrica gli operai dovevano entrare in una camera di depurazione per togliere le particelle, si mettevano i guanti… Tutte cazzate! Il cd costa meno del vinile e loro lo vendevano a prezzo doppio. Esce il cd di Joni Mitchell di 25 anni fa e lo pago come se fosse uscito adesso! Il cd, con la copertina e tutto, costa 800 lire e tu mi hai fatto credere chissà che tecnologia c’era dietro! Ci facevano credere chissà che cosa e invece si scopre che è il vinile che costa! Infatti in America i vinili li fanno solo i grandissimi artisti, per cui le case discografiche ci hanno preso in giro tanti anni, hanno guadagnato soldi che non meritavano e meritano che la tecnologia gli si rivolti contro, anche perché loro non hanno mai fatto pulizia nelle loro case. A me mi sta bene che abbassino l’IVA però non puoi fare che il Ballo Del Qua Qua è uguale a Mozart, andiamo, siamo democratici… Tu oggi ascolti un disco di Madonna o Robbie Williams, sì, sono fatti bene ma cosa impari? Niente! Prendi un brano qualsiasi dei Beatles, "Blackbird" per esempio, com’è che fa? (mima la chitarra… Ndr.). Lucio: "C’è anche un altro aspetto, vogliono togliere l’IVA però c’è la tassa Disco TV!" Lanzetti: "Sì però l’autore non ci guadagna niente! Tutto il malcostume che c’è in Italia all’estero lo hanno copiato, ti faccio un esempio: in UK il playback è vietato se non sei iscritto al sindacato degli artisti. Se non hai il gruppo ti tocca pagarlo. In Italia c’è il tizio che chiama i suoi amici, va in tv, gli danno il gettone di presenza, si ubriaca e in tv fa finta di suonare. In UK fanno il disco poi prendono la nave e vanno in Danimarca o in Olanda, mettono il sax o altro: così il cd non è più inglese ma è un prodotto CEE e quindi possono mandare in tv i coglioni che fanno finta! E’ una scopiazzatura dall’Italia. Mi ricordo che una volta a Vota La Voce vinse Sandy Marton, che non canta! Anche Pagani, ha vinto il premio Tenco per un pezzo scritto e cantato da De Andrè, andiamo…" Donato: "Senti Bernardo, torniamo un attimo al passato: è vero che "Mass media stars" non passò mai in radio?" Lanzetti: "E’ vero, neanche quando in radio c’erano amici come Massimo Villa e Finardi. Io telefonavo per sollecitare il passaggio e lui mi diceva che il disco era in testa nella A! Però non fu mai trasmesso, tv niente, fu un peccato". Donato: "Era per via dell’inglese?" Lanzetti: "Mah, io ricordo che riguardo il primo lp Ciao 2001 (forse era Enzo Caffarelli) scrisse: ma come si permettono di cantare in inglese? Può farlo la PFM perché è stata in America, possono farlo i New Trolls perché cantarono i versi di Shakespeare. Allora io gli ho fatto la fotocopia del mio diploma di americano, della cittadinanza di Baton Rouge in Louisiana e di Bishop in Texas… ma perché io che l’inglese l’ho studiato non lo posso cantare? Siamo all’assurdo! Poi lui riconobbe lo sbaglio e la riscrisse". Lucio: "Senza contare che la pronuncia dei gruppi italiani non era perfetta…" Lanzetti: "Ma sì, anche io ne ho fatti di errori e ingenuità, però eravamo avanti. Poi abbiamo sempre dovuto lottare perché eravamo di Parma, sai, la città di provincia… Oggi c’è la squadra di calcio, il parmigiano, il Teatro Regio etc., ma prima se non eri di Torino, Milano, Napoli, Roma o Genova non eri nessuno. Ora la situazione si è rovesciata, se vai a Milano non c’è nessuno! Ad esempio, noi facciamo i cori: ti rendi conto che in Italia ci sono i New Trolls e noi a cantare e basta? L’Italia è il paese del bel canto e non canta un cazzo di nessuno! Perché è faticoso!!! Bisogna conoscere l’armonia, avere le voci bilanciate, bisogna sapere cosa fare e bisogna ricordare le parole, è faticoso! Con l’Acqua Fragile tutti i pomeriggi ci mettevamo a ripassare le parti, ci vuole una disciplina rigorosa, è una forma di filosofia quella del canto, ti annulli e diventi parte di qualcosa di più grande, di superiore. Pensa che quando nel coro ci sono uomini e donne si creano degli armonici particolari, è come se ci si alzasse da terra! E’ una levitazione, una cosa bellissima che nessuna droga ti può dare!". Donato: "Ultima domanda: cosa consiglieresti ad un giovane musicista?" Lanzetti: "No, consigli non ne do, il mondo cambia così velocemente… (Nel frattempo Lucio gli ricorda che il Notturno Concertante ha eseguito una cover di "Coffee Song", cosa che Bernardo ricorda… Ndr.). Pensa che con le mie conoscenze non sono mai riuscito a fare niente per nessuno, le cose cambiano troppo velocemente che non si sa bene cosa fare. L’unico consiglio è questo: se hai qualche dubbio mettilo da parte e continua a fare quello in cui credi. A volte mi dicono: ma tu devi avere fiducia nelle case discografiche, lasciale lavorare… ma io non posso, devo rompere i coglioni adesso, non posso dargliela la fiducia perché tra un anno mi ritrovo con il disco che non è distribuito e magari la casa fallisce! Ad esempio, la Ciao Records è fallita: mi chiama un giorno il curatore fallimentare e mi dice che gli devo 60 mila lire, io gli dico che loro me ne devono ancora 14 milioni… Allora mi dice che lì non avevano neanche più i mobili ma almeno cancella le 60 mila!!! (ride… Ndr.)".

Terminata l’intervista ed effettuate le fotografie e gli autografi di rito, Bernardo sale nel furgone per andarsene. All’improvviso scende e di corsa si avvicina di nuovo a noi: "Ragazzi dimenticavo di dirvi una cosa sull’Acqua Fragile! Ero a Londra nel ’74 ed incontrai un tizio, un italiano che mi riconobbe. Era il secondo tastierista dei Matia Bazar, quello con la erre moscia: mi disse che a Londra aveva trovato l’lp dell’Acqua Fragile "Mass media stars", importato in Inghilterra dagli Stati Uniti!".
Con entusiasmo ma anche con giustificato risentimento ci racconta dell’ulteriore azione legale per recuperare i diritti, dell’assurda richiesta del consenso degli altri quattro membri della band da parte della casa discografica, del lungo tempo vergognosamente occorso per risolvere la questione. E’ raro trovare persone di una simpatia e schiettezza del genere. Intervista raccolta da Lucio Lazzaruolo, Pas Scarpato e Donato Zoppo per MovimentiPROG. |