 Retrospettive | L'epopea dell'uomo vegetale di Donato Zoppo
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THE VEGETABLE MAN PROJECT L’EPOPEA DELL’UOMO VEGETALE (Oggetti Volanti Non Identificati) Complimenti per l’idea! Lo diciamo subito, senza mezzi termini. Di cosa parliamo? Basta andare nel sito dell’etichetta Oggetti Volanti Non Identificati e leggere: "OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI intende pubblicare, entro il 2030, ben 1000 differenti versioni di "Vegetable Man"", in 50 volumi. Ogni volume conterrà 20 versioni della canzone di Syd Barrett elaborate da varie bands e artisti di ogni genere e origine". Una grande idea, non solo un modo per omaggiare l’indimenticabile Syd Barrett ma soprattutto un modo per fare "movimento", per legare molte band di diversa estrazione in un progetto, per esporre i gioielli di un underground italiano (e non…) sempre più vivo e pulsante. E’ per questo che MovimentiProg ha deciso di fissare questa sorta di spazio-bacheca permanente, destinandolo ad annuali aggiornamenti fino al 2030. E non fate quelle facce stupite: pensate forse che nel 2030 MovimentiProg non ci sarà più? Poveri illusi… Diamo per scontato che sappiate chi era Syd Barrett. Nel caso in cui abbiate vissuto sulla Luna negli ultimi 40 anni vi ricordiamo che Roger Keith Barrett (Cambridge, 6 gennaio 1946) è stato il primo chitarrista dei Pink Floyd, mente geniale e "deviata" dell’album d’esordio "The piper at the gates of dawn". Waters e i suoi lo esclusero dai PF durante il 1968 a causa dell’instabilità alla quale lo condusse l’uso delle droghe. Lo sostituirono con un grande chitarrista, David Gilmour, ma persero per sempre quell’indefinibile atmosfera che sgorgava dai solchi del primo disco. Barrett - come Kevin Ayers, i primi Soft Machine, i Gong – esprimeva un mondo interiore fragile e stralunato, un caleidoscopio ricco di immagini allusive ma anche ingenue. Ha pubblicato due album imperdibili come "The madcap laughs" (1969) e "Barrett" (1970); il materiale inedito di quelle sessions fu poi pubblicato in "Opel" (1988).

Parliamo del brano, una scelta ben definita: non un brano a scelta ma un solo e preciso brano. Un modo per "spremere" il talento e la creatività dei partecipanti, costringendoli (anche in 10 secondi, vedremo nel secondo volume…) ad esprimersi nel migliore dei modi.
"Vegetable man" è una sorta di "santo Graal", un brano misterioso e introvabile, risalente al 1967 e rimasto inedito. Syd Barrett lo incise durante la sua permanenza nei Pink Floyd e rivelava abbondantemente la sua condizione psico-fisica e il suo stato d’animo all’epoca. E’ possibile trovare questo brano – con altri inediti anche dei Pink Floyd – nell’opera "Magnesium Proverbs", pubblicata dalla Gold Standards. Parliamo dei promotori: la OVNI è l’etichetta di due vecchie conoscenze: Dario Antonetti, fondatore degli ottimi Effetto Doppler, nati dalle ceneri dei pionieri Krypthastesie. Con lui Massimiliano Dolcini, anch'egli musicista, dal 1990 al 2000 con Gli Acidi Tonanti. I due hanno condiviso insieme l'ultimo anno di vita degli Acidi: Dario è stato il loro cantante per una lunga e intensa stagione live e per il loro CD di commiato "La Valle Della Morte". Prima di questo loro avevano all'attivo decine e decine di cassette autoprodotte. Fondata nel 2002, la piccola ma combattiva label dal proprio sito presenta anche una webzine ma concentra i propri sforzi nel progetto Vegetable Man.
THE VEGETABLE MAN PROJECT VOLUME 1 – OVNI 2002

Eccolo qui, il primogenito di questa lunga e prolifica figliata. 20 gruppi per 20 versioni diverse del brano di Syd. Le prime 500 copie del cd sono fatte a mano e diverse tra di loro: alcune hanno dei disegni, altre varie figure, insomma, "musica artigianale", come si faceva una volta… C’è di tutto, 15 artisti italiani e 5 from USA, inutile menzionare i partecipanti ma, dato che insistete, eccoli qui: 01. Gastel Etzwane 02. Pulp_ito 03. Effetto Doppler 04. Yulan 05. Kable (USA) 06. Mandragora 07. Drona Parva (USA) 08. Delavega 09. The Linus Pauling Quartet (USA) 10. Donna vegetable 11. Nick Bensen (USA) 12. Krut 182 13. Castemore 14. Menazone 15. Sixtynine and the continuous people 16. Max 17. Gnu 18. Potage 19. Annavoid 20. Tom Carter (USA) 20 brani per 20 occasioni: cantando sotto la doccia (Gastel Etzwane), traboccando elettricità (Kable, Nick Bensen), con piglio da big band strafatta (Linus Pauling), festeggiando in una radura (Castemore) o in un fumoso saloon (Gnu), navigando in un mare di loops (Menazone). Ipnotico art rock per i bravi Pulp_ito e i taglienti Annavoid, acid rock stralunato per Yulan, Sixyinine e Mandragora, rock cosmico per Tom Carter, punk acido per gli Effetto Doppler e mix acido jazz per Delavega. Pura stravaganza per Drona Parva, inquieta serenità con Donna Vegetable, fragore aggressivo per Krut 182. E i Potage la cantano in italiano! Un’esperienza talmente orgasmica da traumatizzare, da non perdere.
THE VEGETABLE MAN 10" PROJECT OVNI 2003

20 gruppi non bastavano a Dario e Mau: ne mettono in mezzo 60. Incredibile. Ma per rendere ancora più incredibile il tutto i partecipanti hanno a disposizione solo 10 secondi… Il risultato? La "canzone delle canzoni". Un affresco tanto imponente quanto irto e complesso, affascinante quanto vasto, c’è da smarrirsi. Non più singoli brani di omaggio ma un puzzle composto con casuale maestria. Inutile cercare tra i solchi del vinile (ottima scelta anche questa!), il bello è proprio lì, nel non capire quando finiscono i 10 secondi di Tizio e cominciano quelli di Caio.
Ci ricorda Antonetti che il 10" project non corrisponde al volume 2, ma si configura come una produzione parallela nell'ambito del project che probabilmente vedrà altre uscite "folli" del genere in futuro. Il CD volume 2 è uscito il 21 marzo 2004 (n° di catalogo OV 003). Quanti nomi! Domina il tricolore come nel volume precedente ma a svettare è un grande, Hugh Hopper, bassista dei Soft Machine, invitato non a caso: Hugh era presente (con Wyatt e Ratledge) nel primo disco di Barrett. Altri nomi? I nostri Stereokimono e Breakfast, l’onnipresente Makoto, chitarrista dei grandi Acid Mothers Temple, i cosmici Mandra Gora Light Show dalla Germania. C’è di tutto, dal punk all’ambient, dal noise alla psichedelia passando per il progressive e tuffandosi nell’improvvisazione, lambendo il free jazz. Ovviamente tutto condito con la necessaria dose di follia. E di genio: l’ultima traccia (OVNI Ensemble) è il succo dei 20 brani del cd precedente… Ecco i 60 responsabili. Foto di gruppo, tipo matrimonio; seduti, inginocchiati, in piedi con le braccia incrociate come le figurine dei calciatori: 01. ESTROBOY 02. ELECTRIC ORANGE (GER) 03. TALK SHOW HOST 04. REPLIKAS (TUR) 05. POLYCHROME (CAN) 06. MANDOG (JAP) 07. MAX 08. TLEARY 09. MAUCONS 10. MONOCHROME (CAN) 11. HUGH HOPPER (UK) 12. MAXIMILIANO DI STEFANO 13. BLUE MASK OF PAN (UK) 14. DIE SCHWARZE PEST 15. DANIELE BRUSASCHETTO 16. LES LITTLE SEARCHERS (FRA) 17. STEREOKIMONO 18. MANDRAGORA 19. RES NìLLIUS 20. EFFETTO DOPPLER 21. EC (CEC) 22. OUR POOR NEIGHBORS (USA) 23. FLAMING FIRE (USA) 24. AIRFISH 25. JAN VAN DEN DOBBELSTEEN (NDL) 26. LAZYSOD 27. PLANET SUPERFLY (SWE) 28. BREAKFAST 29. VELVET AUBERGINE 30. BABA ZULA (TUR) 31. M 32. KAWABATA MAKOTO (JAP) 33. SIXTYNINE AND THE CONTINUOUS PEOPLE 34. SAWARA HAGNE 35. LAZY 36. LARSEN 37. LOW-PHILOSOPHERS ??? 38. SULA BASSANA (GER) 39. IN THE LABYRINTH (SWE) 40. KNIFEVILLE ENSEMBLE 41. NICK BENSEN (USA) 42. GALBU 43. MIRCO DELFINO 44. BABY ROBOTS (USA) 45. SWEDISH WHISTLER (SWE) 46. THE PSYCHOFRENIC OVERLOAD 47. ETERNAL ELYSIUM (JAP) 48. FLOORIAN (USA) 49. CLICK MEETS PULP_ITO 50. MENAZONE 51. MANDRA GORA LIGHTSHOW SOCIETY (GER) 52. POTAGE 53. CREVICE (USA) 54. TASADAY 55. ST 37 (USA) 56. TOM KAZAS (AUS) 57. GASTEL ETZWANE 58. THE LAZILY SPUN (UK) 59. IVONNE GUT 60. OVNI ENSEMBLE E in calce le riflessioni di Luca Ferrari, scrittore e giornalista musicale: Syd Barrett scava nel profondo di sé e trova in anticipo risposte sull’occidente alla deriva... nasci consuma e muori... la plastica galleggia nei liquami dell’anima – molto prima di Seveso e Chernobyl... è dissoluzione dello spazio-tempo, nell’attimo sacrale congelato della mano che afferra la carta di credito e indulge alla cassa dell’ipermercato... come si può trovare un posto in cui stare se tutto è business, baby? se ti senti già venduto, se ti hanno già venduto, ma non sai neppure bene a chi?... i dieci minuti, qui, di compressioni entropiche, cut-up allergizzanti, parafrasi sonore, cripto-visioni di sessanta artisti contemporanei per "la canzone delle canzoni", sono il tempo giusto in cui l’uomo vegetale si risveglia Golem all’alba sanguinante dell’eterno day-after dell’umanità finita schiava delle cose... Sul secondo lato del vinile non c’è inciso nulla ma c’è una bella spirale. Già che ci siete, lasciatevi ipnotizzare…
THE VEGETABLE MAN PROJECT VOL. 2 - OVNI 2004

"Vegetable Man" conta finora un bel po' di versioni. Nel giro di un paio di anni è stata "coverizzata a dismisura", battendo probabilmente le evergreen della cover come "No woman no cry" o "Knockin' on heaven's door". Si avvia alle 1000 versioni, come promesso dai ragazzi della Oggetti Volanti. Così anche Syd Barrett, che si ritrova in copertina trasformato in Krishna in un campo di ortaggi...
Il 2004 ci porta ben due volumi del tributo a Syd. Il primo è il Volume n. 2: 20 versioni diverse di "Vegetable man". insomma, cari amanti della varietà, se non vi fate sotto adesso...
Ecco la scaletta: 01. Enzima (italy) 02. Knifeville Ensemble (italy) 03. Kawabata Makoto (japan) 04. Les little searchers (france) 05. Larsen (italy) 06. Crevice (usa) 07. Swedish Whistler (sweden) 08. Daniele Brusaschetto (italy) 09. Mandog (japan) 10. Christian Rainer & Nark Bkb (italy) 11. Baby robots (usa) 12. Ronin (italy) 13. Tirlindana (italy) 14. Kech (italy) 15. ST 37 (usa) 16. La betoniera (italy) 17. Our poor neighbors (usa) 18. Ameba (italy) 19. Simone Bicego (italy) 20. Bugo (italy) 12 tracce su 20 provengono da artisti italiani e questo ci rende felici. E' vero che la produzione è tricolore, ma ciò non toglie che in terra italiaca l'amore per Barrett sia forte, viscerale. Il duo spaziale degli Enzima mima i Kraftwerk e i Tirlindana non sono da meno con il loro bizzarro tecno-pop. Eclettico acid pop per Knifeville Ensemble e Kech, suggestivo minimalismo per i Larsen e per il misterioso duo Rainer/Nark BKB. Un po' di ruvido rock blues per La Betoniera, Non mancano ritratti allucinati come quello di due solitarie one man band, cioè Daniele Brusaschetto e Simone Bicego, dei visionari Ronin, dei malinconici Ameba. Dallo spazio arriva l'entità Bugo, traduce il pezzo in italiano, lo suona e torna tra Saturno e il cielo delle stelle fisse...
Anche i giapponesi se la cavano bene, in primis l'ormai leggendario Makoto delle Madri Acide, onnipresente barrettiano, solo soletto nel suo studio con chitarre, sitar e organo. Solo chitarre - in un affascinante gioco di specchi - per l'altro lupo solitario, Keichii in arte Mandog. E gli americani? I Crevice, space rock band coi contromissili, escono dal seminato dedicando la loro cover a Sergio Leone e Dario Argento. I grandi cosmic rockers ST 37 colpiscono il bersaglio come sempre; Baby Robots e Our Poor Neighbors spaziano tra suoni aciduli, sognanti, talvolta blslacchi. Dalla Svezia con chitarre ficcanti gli Swedish Whistler, dalla Francia con elettricità post beat Les Little Searchers.
Non crediate di trovare 20 versioni 20 di "Vegetable Man": Barrett fa da scusa, da pretesto, da trampolino di lancio per la fantasia, l'ispirazione, la creatività, da immenso e profondo oceano nel quale cercare archetipi e farne musica. E' il più bel riconoscimento che un artista potrebbe avere.
THE VEGETABLE MAN PROJECT VOL. 3 - OVNI 2004

"Gli Uomini Vegetali camminano tra di noi. L'invasione forse è già quasi terminata, e noi non ce ne siamo accorti" (Mirco Delfino). E' davvero così: senza accorgercene, compare tra di noi un nuovo volume, il terzo, del tributo a Syd Barrett della Oggetti Volanti. Ancora una volta 20 versioni dell'ormai stravolta, sconvolta, stuprata ma mai così amata e adorata "Vegetable Man". 01. I/O (italy) 02. Le monochrome (canada) 03. Floorian (usa) 04. Alberto Motta (italy) 05. Storm of depression (italy) 06. Electric orange (germany) 07. In the labyrinth (sweden) 08. Berna Park Hotel (italy) 09. Jan Van Den Dobbelsteen (the netherlands) 10. Mondobliquo (italy) 11. Babazula (turkey) 12. New planet trampoline (usa) 13. Larsen Lombriki (italy) 14. Madcaps (italy) 15. Swedish whistler (sweden) 16. Hyperbubble (usa) 17. Znorty (italy) 18. Dario Antonetti (italy) 19. Low philosophers (???) 20. Kokoro mayikibo (italy) Mai come questa volta l'Uomo Vegetale trova la sua immagine: la copertina del mitico Peter Lindahl, deus ex machina di In The Labyrinth, che effigia l'Uomo Naso Di Carota tirare fuori dal suo cilindro ogni frutto della terra. Pomodori: rossi corposi, pieni di succo e polpa. In The Labyrinth: dalla Svezia passando per le Indie, musica per il corpo e per l'anima, per il cielo e per la terra. Con Baba Zula dalla Turchia entriamo definitivamente in Oriente, immaginate anche una danza del ventre e il gioco è fatto. Peperoni: gialli, rossi, verdi. Quanti colori! Un nome come Le Monochrome è una sfida a questa fiera variopinta... smanettando con le sue manopole l'artista canadese ci spiazza con uno stravagante trattamento digitale. Dal vecchio continente gli risponde l'olandese Jan Van Den Dobbelsteen, che rispolvera anche un organo Philicorda del 1962. Monocromatico è invece il punk d'assalto degli Storm Of Depression, estraniante l'esperimento di Znorty. Carote: arancioni, frutto prezioso che cresce sotto la terra e aiuta la vista. Come l'autunnale versione di Alberto Motta e quella ironica e disincantata di Dario Antonetti: ma quanti genii solitari ha ospitato nel corso dei volumi questo tributo? Tanti, come gli artisti con doppia identità: gli I/O diventano Kokoro Mayikibo, all'insegna di un "flower rock" piuttosto brillo. Cipolle: tanti strati, il cuore che fa bagnare gli occhi. Tra mille strumenti usati si destreggia il buon Luca Segalla dei Berna Park Hotel; colpiscono alla gola gli acidissimi Floorian, degni eredi della Summer of love; stimola il Kundalini il massaggio sonoro degli I/O. Cavoli: misteriosi, sotto ci nascono persino i bambini. Dei Low Philosophers non si nulla: peccato, perchè con poco realizzano molto. Da segnalare gli ossessivi Hyperbubble from USA e i tedesconi Electric Orange, bizzarria da manuale. Non da meno i folli Swedish Whistler. Legumi: fagioli, ceci, lenticchie, gioiellini del suolo. Larsen Lombriki, che nella terra vivono, la scuotono con un beat serrato, i Madcaps insistono con le loro iniezioni elettriche; gli americani New Planet Trampoline la elettrizzano ancor di più ma lassù, oltre la terra e oltre l'uomo, i Mondobliquo si sbizzarriscono assai.
THE VEGETABLE MAN PROJECT VOL. 4 - OVNI 2005 
"...l'Uomo Vegetale che era in me si è risvegliato. Più dominatore del Leone, più distruttivo di Marte, ha le sembianze di Syd Barrett e mille voci diverse, racchiuse in quegli strambi dischetti alla clorofilla" (Donato Zoppo). Con un pizzico di egocentrismo e un immenso orgoglio apro questa segnalazione citando me stesso: è l'introduzione che ho curato per l'ottimo Volume 4 del Vegetable Man Project, edito dagli amici della OVNI nel novembre del 2005. Anche questa volta 20 versioni 20 di "Vegetable man", anche queste volta 20 partecipanti 20, una lista succulenta, cicciona e succosa come le altre volte. A voi: 01. geloso (italy) 02. satantango (italy) 03. jacopo gobber (italy) 04. danielle lemaire (the netherlands) 05. marsicano sitar experience & pandit lao (brasil+india) 06. der bekannte post-industrielle trompeter (italy) 07. the future kings of england (uk) 08. goad / opendead eye (italy) 09. kevin (sweden) 10. gallery of lore (italy) 11. nonmipiaceilcirco! (italy) 12. miazia (italy) 13. labyrinth whistler (sweden) 14. my god is a fluorescent frog (italy) 15. kitchen cynics (uk) 16. beat babol (italy) 17. su/si_lab (italy) 18. milanoans (italy) 19. fantasyy factoryy (germany) 20. posthuman tantra (brasil)
Ma cos'ha di speciale questo quarto volume? la varietà delle versioni, l'eterogeneità, quel sense of humour che traspare e che distingue questa operazione dalle altre, compresi i tanti progetti-concept che vanno tanto di moda nel mondo del progressive rock contemporaneo. Anche stavolta ci sono nomi di un certo peso, ad esempio i lanciatissimi Future Kings of England con la loro cover ossessiva e ficcante, i Fantasyy Factoryy del grande Alan Tepper, che sfodera una versione in puro heavy-psych anni '70, i longevi Goad di Maurilio Rossi che incontrano i giovani Open Dead Eye per una versione al confine tra art rock ed elettronica. E sotto la sigla Labyrinth Whistler troviamo Peter Lindahl degli In the Labyrinth, con un approccio stralunato, acido e molto Sixties. Gli italiani si comportano molto bene: i due Miazia (con Alex Vittorio degli StereoKimono) fanno il verso ai Kraftwerk con un trascinante synth-pop, i Gallery Of Lore graffiano con il loro tagliente noise-rock, lo stupefacente duo Der Bekannte Post-industrielle Trompeter si allinea alle sperimentazioni fiatistiche di Theo Travis e Steve Lawson, un altro duo dal nome Beat Babol viaggia alla grande con un pop tanto zuccheroso quanto sferragliente di rumore, il terzo duo Su/si_lab si cimenta con un notevole collage sperimentale di suoni naturali e concreti; quante coppie in questo cd, i due My God is a fluorescent dj ci incantano con una cover acustica, bucolica e campestre. Nonmipiaceilcirco! tira fuori dal cilindro una versione alternativa e contaminata assai, alla quale fa da contraltare il felliniano ensemble dei Milanoans, degni eredi dei Gatto Marte con il loro elegante jazz d'annata. Infiamma le casse lo psycho-noise d'assalto dei Satantango, il solitario folletto Jacopo Gobber colpisce con la sua versione minimale e scheletrica, i Geloso chiudono la rassegna tricolore con un acid rock fiammante e spedito. Di fronte all'arsenale italiano gli stranieri si difendono bene: il progetto Kevin vede di nuovo Lindahl con uno tra i migliori brani, una rilettura fluttuante e piena di percussioni, l'olandese Danielle Lemaire si sbizzarrisce con suoni ossessivi e frequenze disturbanti, il suo alter ego brasiliano Posthuman Tantra suona elettonica dell'apocalisse e i connazionali Marsicano Sitar Experience incantano con il loro raga barrettiano, i Kitten Cynics si lanciano in un pop elettronico "aereo". http://www.oggettivolanti.it
THE VEGETABLE MAN VOL. 5 (Yellow Shoes Records, 2007)  Stavolta, il volume 5 del progettone vegetale, assume un altro senso. Il 5 luglio 2006 Syd Barrett è scomparso, e alla gioia dei precedenti volumi si affianca un senso di mesta celebrazione, ma anche di sincera tristezza per la scomparsa del grande diamante ispiratore. Anche questa volta, grandi e piccoli nomi dell'underground internazionale: 1 Sula Bassana (GER) 2 Guignol (ITA) 3 Banda Putiferio (ITA) 4 Wolf-107 (GER) 5 Gretel E Hansel (ITA) 6 Mighty Teachers (SWE) 7 Adracne (ITA) 8 J.C. And The Mallerband (NDL) 9 Sex Tourists (AUS) 10 Valerio Rivoli one Man Band (ITA) 11 Mr Suede (SWE) 12 Tleary And Bear Claw (ITA-USA) 13 Destroy Beethoven (ITA) 14 Next Exit To Nowhere (BEL) 15 NC-17 (USA) 16 Trespassers W (NDL) 17 Problem (AUS) 18 Luca Miti And Alessandro Cerratti Sextet (ITA) 19 Hello Daylight (ITA) 20 M.O. Regressive Experience (ITA) E anche questa volta, chi più ne ha più ne metta. Varietà di esecuzioni, una fotografia superba di tanti agitatori del sottoterra musicale, da Sula Bassana di Dave Schmidt che interpreta il pezzo ricordando Set The Controls For the Heart Of The Sun ai Mr. Suede del solito Peter Lindahl, freak-folk a tutto spiano. Passano alla storia del progetto il coro lisergico dei bambini con i M.O. Regressive Experience e lo swingone folkeggiante della Banda Putiferio, l'elettronica pe(n)sante di Luca Miti e Alessandro Cerratti, il doom-folk dei Mallerbrand o la ballata alcoolica degli Hello Daylight. http://www.myspace.com/darioantonetti
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