Live
Big Wave Fest, 21 Settembre 2003
di Daniele Cutali

(4223 parole totali - 1995 letture)
  
vers. stampabile Versione stampabile


BIG WAVE FEST

PREMIATA FORNERIA MARCONI
DISTILLERIE DI MALTO
FINISTERRE
STEREOKIMONO


21/09/2003 – Piazza Zumaglini, Vercelli

di Daniele Cutali
in collaborazione con
Pas Scarpato




Nel comunicato stampa della D&D Comunicazione, organizzatrice dell’evento e “braccio” produttivo e pubblicitario della PFM, ci veniva annunciato che Come sempre la festa è di chi è e di chi ci sarà. E grande festa è stata.
Il 21 Settembre, nella ridente cittadina di Vercelli - nella bella cornice di Piazza Zumaglini in pieno centro storico per la precisione - si è tenuto il primo Big Wave Fest, manifestazione innanzitutto organizzata per inaugurare e festeggiare la nascita e l’ingresso nel mercato dell’Immaginifica, la nuova casa di produzione discografica gestita da Franz Di Cioccio e dalla D&D Comunicazione stessa, che fa a capo a Iaia De Capitani, consorte del batterista della Premiata.
L’organizzazione della giornata è avvenuta in modo impeccabile grazie all’unione delle sinergie congiunte tra la D&D Comunicazione, Radio Rock FM che non ha esitato a lanciarsi nell’evento facendolo presentare da Elena, una delle sue DJ, da C.A.S.M. Solo-musica.com, da Target Live, e con l’egida e il patrocinio del Comune di Vercelli.
Il Big Wave Fest, allo stesso tempo, è servito soprattutto anche da presentazione ufficiale al grande pubblico e alla stampa specializzata, per saggiare e “toccare con mano”, tre realtà emergenti del progressive nostrano. Tre differenti aspetti della stessa musica evolutiva e immaginifica, appunto, suonata dalla PFM stessa e prodotti dalla loro neonata casa di produzione.
Queste tre bravissime band, non proprio nuove, comunque, al mondo dei concerti e all’ambiente del rock progressivo anche con altre case discografiche, sono le Distillerie di Malto, i Finisterre e gli Stereokimono, gli unici quest’ultimi il cui loro primo cd per l’Immaginifica, Prismosfera, è già nei negozi, mentre i primi due sono ancora in sala di registrazione.

Arrivo a Vercelli: ore 16:00.
Domenica 21 Settembre è la “giornata ecologica senz’auto” e quindi il centro storico è chiuso al traffico, come per altre città piemontesi, Torino inclusa. E’ una magnifica giornata di sole con il cielo limpido e terso, per fortuna, e non si prevedono temporali di sorta come quello che ha rovinato l’ultimo concerto della PFM proprio a Vercelli.
Per il sottoscritto, che arriva proprio da Torino in auto, potrebbe sembrare un’insormontabile difficoltà, ma l’arrivo a Vercelli si è dimostrato senza alcun problema di sorta e il parcheggio è stato trovato subito in una piazzetta poco distante dal centro. Giusto una passeggiata di cinque minuti.
Piazza Zumaglini è poco distante dalla via principale che taglia il centro-città e, svoltato l’angolo, la vista dell’enorme palco che prende quasi metà piazza e che terrà a battesimo la manifestazione non è da poco.


Il grande palco del Big Wave Fest in Piazza Zumaglini a Vercelli.

C’è gran fermento tutt’attorno e lo staff è impegnatissimo a portare freneticamente a termine la costruzione del palco, mentre di lì a qualche minuto sarebbe cominciato il soundcheck da parte dei tecnici.
Noto in un angolo a lato del palco un gruppetto di persone e ne riconosco qualcuna. C’è Franz Di Cioccio che chiacchera con qualcuno della sua scuderia tra i quali Fabio Zuffanti e Agostino Macor (Finisterre e La Maschera Di Cera), Cristina Atzori, Antonio Severi e Alex Vittorio degli Stereokimono, e infine Franco Vassia fondatore e patron della fanzine-rivista Nobody’s Land e scrittore storico del progressive.
Riesco ad avvicinarmi a Franz in un momento in cui è da solo, per consegnarli il libretto- guida “Racconti a 33 giri” scritto grazie alle forze combinate e alle sinergie di Movimenti Prog, del Centro Studi per il Progressive Italiano e di Wonderous Stories, e nel quale sono state stilate le schede di “Storia di Un Minuto” e de “L’Isola di Niente” dal sottoscritto. Gli spiego brevemente i progetti attuali e futuri del CSPI, cosa che feci anche quando lo intervistai al telefono per raccogliere gli aneddoti riguardanti i dischi recensiti, e del movimento che stiamo facendo noi appassionati per cercare di tenere viva questa musica e uscire dallo status di “carbonari”. Franz è palesemente interessato al libretto e mi fa i migliori auguri per tutti i nostri progetti. Poi mi indica dov’è Iaia De Capitani e mi avvicino a lei, presentandomi.
Lei si ricorda subito di me a causa di una fitta corrispondenza e-mail che abbiamo avuto nei giorni prima della manifestazione, e m’invita ad attendere per intervenire alla conferenza stampa che terrà Franz verso le 17:30. Intanto mi presenta agli Stereokimono, in quel momento non molto lontani, e scopro che sono personaggi molto interessanti tanto quanto è interessante la loro musica. Discutiamo reciprocamente un po’ sulle influenze musicali di noi tutti, le quali sono praticamente quelle di tutti gli appassionati di prog, e mi ricordano di come siano rimasti soddisfatti della recensione del loro cd, “Prismosfera”, su Movimenti Prog. E dal momento che io sono di Torino, mi ricordano anche che il 15 Ottobre terranno uno showcase per presentare “Prismosfera”, appunto, alla FNAC di Torino. Al quale non mancherò.

Mi aggiro ancora un po’ in Piazza Zumaglini, ammirando la celerità con cui viene terminato di montare il palco, vengono messe in posizione le transenne, viene fatto il soundcheck.
Ecco che arriva il mio “collega” Pas Scarpato (già conosciuto personalmente in occasione della manifestazione del CSPI “Impressioni di Settembre 2” a Genova) direttamente da Bergamo, in compagnia di Massimo Orlandini, patron del Camelot Club di Vigevano, e famiglia. Sarebbe dovuto esserci insieme a loro anche Raul Caprio di Kaliphonia, ma un contrattempo non gli ha permesso di muoversi.

Ore 18:00: leggermente e comprensibilmente in ritardo, ha inizio la conferenza stampa di Franz Di Cioccio per l’Immaginifica, la cui nascita è festeggiata proprio dal Big Wave Fest, coadiuvato da Iaia De Capitani, per la D&D Comunicazione.
Franz ha ribadito il concetto della filosofia dell’Immaginifica, la quale sottolinea il voler far diventare protagonista l’ascoltatore ampliando i suoi percorsi d’immaginazione e facendo leva sulla sua stanchezza verso i prodotti offerti dai mass-media odierni. L’obiettivo primario della neonata casa di produzione discografica è quello di volersi porre come alternativa principale alla musica di facile consumo e senza creatività artistica che offre il mercato adesso, cercando di dar voce ad un mondo sonoro senza schemi prefissati ed effetti studiati dal marketing arrivista e opportunista il cui intento è soltanto quello di fare business.
Franz ha aggiunto che dall’alto della sua esperienza ultra-trentennale nel campo della musica sarebbe suo desiderio di riuscire a seguire “direttamente” e molto da vicino tutti questi nuovi gruppi che escono o vogliono uscire dagli schemi, suonando musica evolutiva per l’immaginazione e per l’ascolto. Un “trainer” non da poco per tutte le nuove leve, no?
Interviene la simpatica Iaia, ponendo l’attenzione sul fatto che è intenzione della D&D Comunicazione ripetere l’iniziativa del Big Wave Fest, possibilmente allargando l’evento anche a gruppi non della scuderia Immaginifica in modo che possa diventare la festa di tutti quelli che della musica d’immaginazione hanno fatto la loro bandiera. Anche questa è un’ottima dichiarazione d’intenti e se tutti i buoni propositi verranno rispettati sarà una nuova alba per la musica che amiamo. Speriamo in bene.
Il rinfresco gentilmente offerto, tenutosi nello stesso bar situato dietro il palco dove si è tenuta la conferenza, è generoso e sostanzioso e ho fatto degli incontri molto interessanti, tra i quali Franco Vassia, il quale si è presentato lui stesso; Marcello Marinone, “collega” milanese e fondatore del portale Agartha Prog, e suo padre Davide, fonico e tecnico dei gruppi prog storici quali PFM stessa, Banco del Mutuo Soccorso, Locanda delle Fate e personaggio molto vicino al produttore Nico Papathanassiou, fratello di Vangelis.
Ne approfitto anche per farmi immortalare in una bella foto con Franz Di Cioccio in persona.


Il sottoscritto con l’entusiasmante e “mitico” Davide Marinone (seduto) e suo figlio Marcello.
Franco Vassia.


MovimentiPROG incontra Franz Di Cioccio.

Il Big Wave Fest è un evento importante nel panorama progressivo italiano, e la presenza di capisaldi dell’ambiente è massiccia. Mi vengono presentati Gianluca Renoffio (anche webmaster del sito ufficiale del Banco) e Roberto Cangioli entrambi della redazione di Paperlate e ne approfitto per chiedere loro quando uscirà il prossimo numero dell’ottima rivista.
Poco prima dell’inizio del concerto noto in piazza anche una faccia a me molto conosciuta e che mi fa piacere vedere perché sottintende la sua sensibilità a eventi del genere. E’ Roberto Cassetta, nuovo e bravo bassista degli Arti & Mestieri reduce dal Prog Day negli Stati Uniti di fine Agosto. Corro subito a salutarlo e fotografarlo per l’occasione.


Roberto Cassetta, bassista degli Arti & Mestieri, la cui presenza ha nobilitato l’evento del Big Wave Fest.

Ore 19:00: Entriamo nel vivo della manifestazione. Apre le danze un gruppo di Vercelli voluto sul palco e probabilmente imposto dal Comune, i Pouty Lips. Una band che si rifà al glam-rock più spinto ed estremo con richiami al primissimo Bowie di Ziggy Stardust (magari gli si avvicinassero anche solo un po’), all’Iggy Pop più trasgressivo e all’Alice Cooper più duro, prendendo a piene mani da entrambi il trucco di scena, con venature pesanti di hardcore da spaccare le orecchie. Gruppo assolutamente da dimenticare, anche e soprattutto per la volgarità gestuale espressa dal cantante, completamente fuori luogo e tempo.
Ecco che finalmente sale sul palco Elena, famosa “voce” di Radio Rock FM, accompagnata da un suo collega forse più ferrato in materia prog, per aprire ufficialmente la manifestazione presentando i motivi di un evento del genere, spiegando a sua volta ciò che sta dietro alle intenzioni di Franz Di Cioccio e annunciando infine il primo dei tre gruppi della scuderia Immaginifica, le Distillerie di Malto. La gente in piazza latita ma si vedono comunque molti gruppetti di persone interessate.
Lascio per questa occasione la penna al mio collega Pas Scarpato, il quale ha voluto puntare la lente d’ingrandimento proprio sulle Distillerie di Malto, scrivendo un breve inciso.

Vercelli: Festa grande nella bella città piemontese per la prima edizione del Big Wave Fest promosso dal Comune ed organizzato dall’ottima D&D Comunicazione in collaborazione con Radio Rock FM e C.A.S.M. Solo-musica.com.
Sul palco, oltre la PFM, diverse new prog band a riscaldare gli umori della capiente piazza Zumaglini, vero teatro all’aperto nel cuore del centro storico. Ha presentato Elena di Ro…ma di questo si sa già tutto ed è inutile che io mi dilunghi oltre!
La mia attenzione desidero invece spostarla sull’ensemble Distillerie di Malto proposta al pubblico presente dagli inossidabili Iaia De Capitani e Franz Di Cioccio per la new label IMMAGINIFICA.
Ed espressione d’immaginazione è stata la performance del gruppo di Ortona: buona resa strumentale con sprazzi di indiscutibile originalità e di citazioni seventies, soprattutto dai primi Genesis. Pur peccando di una scialba immagine live (al prog si chiede pure questo!!!! – ricordate gli Osanna??!! ), gli strumentisti ed il cantante hanno saputo catturare l’attenzione dei presenti con ispirati tessuti di musica in contrappunto e tempi dispari nei punti giusti. Discreta dose di innovazione, tanta tradizione ed intelligente rielaborazione dunque! Il motore di tutta la struttura strumentale è risultato essere l’elegante batterista Maurizio Di Tollo – collaboratore pure della Maschera di Cera- che a tratti mi ricorda lo stile sintetico di Andy Ward dei Camel.
I curiosi e gli aficionados delle atmosfrere proposte dalle DDM hanno presente certamente il loro unico promo-cd dal curioso titolo Il manuale dei piccoli discorsi già interessante, nudo e crudo, così. Ma i nuovi arrangiamenti e l’ottima supervisione di Franz Di Cioccio (il fornaio) fanno compiere salti di autentica qualità ai sei ragazzi abruzzesi.
Attendiamo dunque con impazienza il loro primo ufficiale lavoro in studio, previsto in uscita per la fine di Ottobre di quest’anno, dall’ancor più impertinente titolo Il nuovo manuale dei piccoli discorsi. E’ logico quindi aspettarsi un vero distillato di creatività, rimembranze e good vibrations.
Auguri ragazzi!!

Anche il sottoscritto è pienamente d’accordo con quanto scritto da Pas e tutti non vediamo l’ora dell’uscita del cd delle Distillerie di Malto.


Le Distillerie di Malto impegnate nel loro live act.


Terminata la breve performance delle Distillerie di Malto, risalgono sul palco i dj di Radio Rock FM per annunciare una piccola pausa e la prossima band che si sta già preparando alle loro spalle.

E chi non ha sentito parlare dei Finisterre negli ambienti progressive? Il bravissimo bassista genovese della band, Fabio Zuffanti, con i suoi progetti multipli (La Maschera di Cera, Hostsonaten, Quadraphonic, LaZona, Merlin Rock Opera) è noto fin dal lontano 1993.
Ecco che allora è arrivato il momento di suonare per l’altro cavallo di razza della scuderia Immaginifica. Più che cavallo di razza si tratta di un destriero da corsa, se vogliamo mantenere il paragone. I Finisterre mettono mano ai loro strumenti e dimostrano di essere eccezionali e sopra le righe sia nell’esecuzione dei loro vecchi brani sia nel suonare l’unico pezzo estratto dal loro lavoro non ancora uscito. I ragazzi genovesi riconfermano ancora una volta la miscela a cui ci avevano abituati: energia, potenza, minimalismo e trionfalismo progressive, elettronica e un pizzico di post-rock tutti insieme che dal vivo rivelano tutta la loro bravura compositiva e tecnica.
Agostino Macor mi fa vibrare una corda interiore come ha sempre fatto con i suoi tipici tocchi tastieristici da classici anni ’70 che già usa ne La Maschera di Cera - e mi annuncerà dietro le quinte che il terzo lavoro della Maschera uscirà sempre per l’Immaginifica, mentre gli faccio autografare il loro primo cd – coadiuvato al pianoforte dal membro storico Boris Valle, bravo come non mai nei suoi fraseggi interiori. Zuffanti e Marco Cavani alla batteria sono un’ottima e corposa sezione ritmica con sostenuti cambi di tempo improvvisi e con gli spigolosi contrappunti alle melodie dei due tastieristi, mentre l’altro membro storico Stefano Marelli dimostra di saperci fare anche con la chitarra oltre a cantare e ad avere una grande presenza scenica.

Uno sguardo d’intesa con Marcello Marinone di Agartha per comprendere che se tanto ci dà tanto vogliamo soltanto immaginare quale capolavoro sarà il prossimo cd dei Finisterre.


Fabio Zuffanti dei Finisterre col suo basso in mano, ed Elena di Rock FM (a destra).

Altra piccola pausa dopo il breve cardiopalma dei Finisterre, e risalgono sul palco Elena e il suo collega per annunciare l’unico gruppo che ha già pubblicato il proprio cd per l’Immaginifica: gli Stereokimono, un power-trio da Bologna. E la parola power è veramente azzeccata.
La potenza pura esplode sul palco quando già è buio. Mentre i fumi di scena si mescolano alle luci rosse dei riflettori lasciando intravedere solo le sagome nere dei musicisti, la scena che si viene a delineare è ipnotica e al limite della psichedelia tanto che dagli amplificatori sembrano uscire sonorità floydiane. Ma la psichedelia viene subito spezzata obliquamente (comprendo ora la denominazione data alla musica degli Stereokimono) da una potenza ritmica inverosimile e veramente strana per una normale classificazione. Avendo parlato circa un’ora prima con Cristina Atzori mi risulta incredibile adesso come una figura così piccola, che dà un certo senso di fragilità e dolcezza, sviluppi tanta energia in un singolo momento e con due sole braccia. Severi e Vittorio, invece, riescono a sviluppare nella cornice caleidoscopica e oscura allo stesso tempo di quel magico palco melodie alquanto verticali e oblique - ancora una volta - tanto strane quanto interessanti, indice di vere sperimentazioni sonore, e non riesco a capire come, al pari della Atzori, due sole persone riescano a produrre tante sonorità tutte insieme. Bravi e grandi promesse per il prossimo futuro del prog. Di Cioccio, che noto in alcuni momenti di euforia seguire il tempo degli Stereokimono mimando l’atto di suonare la batteria, ha un ottimo fiuto.

Purtroppo devo lasciare l’esibizione degli Stereokimono. Pas Scarpato attira la mia attenzione verso lo stesso bar di prima sul retro del palco, adibito a quartier generale per gli artisti, dove si sta preparando la cena a buffet e stanno arrivando gli altri componenti della Premiata Forneria Marconi.
Con la potenza sonora sprigionata dagli Stereokimono sullo sfondo, tutti noi addetti stampa e del fandom prendiamo posto ai tavolini nel dehor sedendoci insieme al vice-sindaco, ad altre autorità, a Di Cioccio e all’appena arrivato Patrick Djivas, una leggenda vivente del basso nel prog italiano prima con gli Area e poi con la PFM. Nel frattempo arriva anche Franco Mussida, che si siede lì con noi, e poco lontano c’è Lucio “Violino” Fabbri che discute con un conoscente, mentre passa velocemente a salutarci il maestro Flavio Premoli che si ritira nel suo camerino.
Ci servono i vassoi di tartine e libagioni insieme con le bevande, e si mangia chiaccherando in modo molto familiare tra noi tutti. Si avvicina anche Cassetta degli Arti & Mestieri, che presento a Vassia e subito intavolano un’accesa discussione sul futuro del progressive e lo stato del mercato e degli appassionati.
Una serata veramente immaginifica, per quanto mi riguarda. Praticamente ho cenato con la PFM colloquiando giovialmente con discorsi a base progressiva!



Il gruppo stampa. Da sinistra Pas Scarpato, Marcello e Davide Marinone, Franco Vassia, Massimo Orlandini e consorte. In piedi dietro Vassia, Gianluca Renoffio.


MovimentiPROG incontra Patrick Djivas.




Una delle migliori sezioni ritmiche del prog italiano.



Mussida e Di Cioccio. Francone gradisce una tartina.

Tra una chiacchera e l’altra si avvicina il momento clou della serata: il concerto della PFM. Gli Stereokimono hanno finito di suonare già da un pezzo e m’inserisco nel discorso intrapreso da Vassia con Cassetta degli Arti & Mestieri, mentre Di Cioccio, Djivas e Mussida si sono dileguati da un po’.
Dal fermento che c’è tutt’attorno si capisce che sta per cominciare il concerto. Io e Pas ci spostiamo nell’area transennata interdetta ai non autorizzati e ci godiamo da vicino l’inizio, dopo l’entusiasmante ed entusiastico annuncio di Elena di Rock FM che chiude la serata in bellezza presentando per la prima volta nella sua vita un gruppo della caratura della PFM.

C’è da dire subito che la serata è stata funestata da gravi problemi tecnici, prima col microfono di Elena la cui voce andava e veniva come per magia e poi, molto più grave, con alcuni black-out improvvisi che hanno bloccato di punto in bianco per ben tre volte la performance della Premiata. Ma i nostri in tutti e tre i casi sono riusciti ad improvvisare e imperterriti a continuare lo show, un grande plauso a Franz quale scafato showman intrattenitore e animale da palcoscenico pronto a tutto.
Si parte con “River of Life” quasi in sordina e dai sentori nostalgici, per passare subito a “Maestro della Voce” con Di Cioccio che sprigiona un’energia invidiabile da tutti i pori, e a ben 57 anni sembra un “folletto impazzito” che corre su e giù per il palco andando a dare i suoi magici colpi sui piatti della batteria suonata da Roberto Gualdi, prezioso sostituto mentre Franz fa il cantante.
Si prosegue con uno dei brani più belli della PFM dell’era Djivas, “La Luna Nuova”. Delicato, jazzato e di puro progressive è un brano d’inusitata magia poetica, con i bellissimi ingressi di Fabbri al violino.
Vengono poi suonate “Promenade the Puzzle”, annunciata da Di Cioccio come uno dei loro pezzi più elaborati con un testo insolito, e “Suonare, suonare”, dove il pubblico incomincia a scaldarsi e a cantare dietro le incitazioni del “folletto” Franz, rispondendo in modo molto partecipe.
Il maestro Premoli ci dà quindi una degustazione delle sue capacità tecniche con alcuni solismi di media lunghezza toccando e fuggendo i tasti d’avorio delle tastiere che tutti amiamo, minimoog compreso. I suoi assoli sfumano nella storica, dolce e suggestiva “Dove… Quando… parte I” per passare a “Banchetto”, la quale purtroppo viene interrotta dal primo black-out sul più bello.
Dopo un corri-corri generale dello staff torna la corrente elettrica, e molto elegantemente Di Cioccio annuncia che il black-out aveva interrotto il momento di gloria di Djivas per la canzone che avrebbero dovuto eseguire subito dopo. D’ora in poi si sarebbe andato avanti con improvvisazioni varie, quindi Djivas esegue con scioltezza e in modo preciso il suo solo di flauto per “Dolcissima Maria”.
Il concerto prosegue purtroppo con altre due interruzioni della corrente elettrica, con evidente nervosismo e intolleranza da parte di Mussida, Djivas, Premoli e Fabbri, interrompendo addirittura l’esecuzione de “La Carrozza di Hans”. Di Cioccio funge da saldante del gruppo, e quando torna la luce scherza sul fatto che le signore in casa avrebbero dovuto attendere per accendere le lavatrici e i tostapane. Lo spettacolo deve comunque proseguire, e il pubblico stava già cominciando ad inveire contro il Sindaco e la Giunta Comunale quando la PFM attacca con una lunga improvvisazione in puro spirito jazz-rock progressivo dove tutti danno il meglio di sé ma nella quale è Djivas a svettare, a causa della sua primeva estrazione dagli Area.
Un’esaltante compendio di bravura tecnica mai fine a sé stessa ma dove, invece, le scale di Premoli e le aperture di Di Cioccio portano al proseguimento da parte dei contrappunti di Djivas agli assoli di grande spunto di Mussida. Complimenti, perché non è facile vedere band che improvvisano in questo modo ai giorni nostri. Mi era capitato fin’ora solo col Banco del Mutuo Soccorso e con gli Yes. Spero che continui a non rimanere roba d’altri tempi e che le nuove leve ci si cimentino spesso.
Dopo le varie vicissitudini e peripezie elettriche, il concerto si avvia tranquillamente alla conclusione.
Con l’esplosiva ed energica “Si Può Fare” il pubblico è in visibilio e in pugno a Di Cioccio, vero e proprio istrione e guidatore delle masse. Nonostante “Si Può Fare” non sia gradita ai fan più intransigenti del progressive prodotto dalla PFM, a causa della sua orecchiabilità troppo marcata e quindi del successo commerciale ottenuto, è innegabile la carica adrenalinica che possiede. Un bellissimo e azzeccato medley con il conosciutissimo tempo incalzante di batteria di “We Will Rock You”, come omaggio ai Queen, con Di Cioccio che urla: “Questo è il rock!” non fa altro che incendiare il pubblico di Piazza Zumaglini. Sempre all’interno di “Si Può Fare”, che si allunga a dismisura, la PFM si concede ancora alle improvvisazioni più disparate, tra le quali una bellissima di violino da parte di Lucio Fabbri, che ci delizia con il suo suono e le sue capacità tecniche sfociando poi nella classicissima melodia del Guglielmo Tell facendo saltare la gente. Tornano poi con disinvoltura al tema principale per chiudere maestosamente con un finale mozzafiato.
Si passa ai classici che tutti aspettavano. “Impressioni di Settembre” cantata da tutto il pubblico presente in piazza è da brividi, soprattutto quando come al solito Premoli ci delizia con gli assoloni indimenticabili di minimoog di una delle canzoni più famose del rock progressivo italiano.
In conclusione di concerto, parte la lunga maratona dell’energico rock ‘n’ roll-tarantella mediterranea “E’ festa!”. La gente salta sugli accordi di chitarrona distorta di Mussida e sul solo di moog di Premoli. Anche qui giustamente si esce fuori dagli schemi prefissati del brano, allungandone il tempo, per far partecipare il pubblico a un simpatico giochetto il cui mattatore è sempre Di Cioccio, il quale nel frattempo ha anche presentato tutti i componenti incitando il pubblico a urlare sempre più forte al nome di ognuno. Franz ha diviso il pubblico in tre grandi settori e ognuno di essi deve urlare seguendo le semplici note in scala che fa al basso Djivas.
La frase che viene fuori unendo le parole urlate diversamente dai tre settori del pubblico, guidate dal “direttore” Di Cioccio e accompagnate dal basso di Patrick, è “Ce-Le-Bration!!!”. Ed ecco che parte “Celebration”, con una carica rock da far paura per terminare con 20 secondi di puro caos sonoro. Si finisce quindi in bellezza, riprendendo il tema di “E’ Festa!” con una chiusura che sprizza energia da tutti i pori e Di Cioccio scatenatissimo dietro alle pelli, mentre gli altri percorrono su e giù le tastiere dei loro strumenti eseguendo freneticamente scale su scale.
I saluti di rito e un altro concerto indimenticabile è finito.

E’ piuttosto tardi e Torino è lontana circa 70 km. da percorrere al buio nelle campagne vercellesi.
Mi congedo da tutti, salutando e ringraziando doverosamente Iaia De Capitani per la sua gentilezza per l’avermi concesso un accredito stampa e la possibilità di stare vicino a delle leggende della musica moderna, e sperando dentro di me di riuscire a mantenere i contatti con questa gente simpaticissima.
Si diceva che questo voleva essere il primo Big Wave Fest di una lunga serie, come quando si facevano i Festival all’aperto trent’anni fa. Speriamo vivamente nell’iniziativa, allora, e a rivederci alla prossima Festa di chi è e di chi ci sarà. Io posso dire: c’ero!

  

[ Torna a Live | Indice Archivio ]

Parte delle immagini contenute in queste pagine è stata reperita in altri siti internet, cercando di non ledere in alcun modo eventuali diritti di copyright; in caso contrario, provvederemo a rimuovere tali immagini su segnalazione delle persone interessate. Tutti i testi sono da considerarsi proprietà di MovimentiPROG, salvo dove diversamente specificato.
webmaster: Matteo D'Agord (con la collaborazione di Emanuele Kraushaar e Luca Abete)
Per contatti: staff@movimentiprog.net

Web site powered by PostNuke ADODB database libraryPHP Language