35 anni di 'Pawn Hearts': un grande successo a Guastalla

di Donato Zoppo


PAWN HEARTS DAY
Due giorni di studi dedicati al capolavoro dei Van Der Graaf Generator

La musica rock e la sua divulgazione. Un rapporto conflittuale, difficile, verso il quale negli ultimi tempi stanno arrivando segnali importanti. Il più recente ad esempio, riguarda il IV Incontro tra Musica e Filosofia, svoltosi lo scorso 3 ottobre a Venezia, che ha visto partecipi anche Riccardo Storti del CSPI e il sottoscritto, in qualità di operatori nell'area del rock progressivo. E' la testimonianza che l'area colta si sta muovendo con interesse e curiosità verso quella rock, che ha una storia di 50 anni e che necessita di qualcuno che la racconti. E' per questo che ultimamente abbondano volumi e guide sui 10, 20, 50 o 100 migliori dischi del rock, ma c'è ancora poco che vada verso una divulgazione più profonda, dettagliata, attenta, che tuttavia sia anche comprensibile a quei rock fans (probabilmente la maggior parte), che non masticano teoria musicale o composizione.



Emilio Maestri presenta il seminario

Un'iniziativa in questo senso, eccezionale e lodevole, è stata lanciata dal Peter Hammill & VDGG Study Group, un soggetto che da qualche anno si sta distinguendo per attività ormai lontane dalla logica del "fan" e sempre più vicine a quelle di uno "studente" che vuole capire, comprendere e fare sua la storia e il progetto di una leggendaria rock band come i Van Der Graaf Generator. Il rock ha la sua storia e i VDGG hanno contribuito con album indimenticabili quali Pawn Hearts, uscito nel 1971 e subito amato in Italia: all'insegna di questo rapporto così forte tra il nostro paese e la band di Hammill e soci, si svolgono le attività di questo gruppo di studi, come Dark Figures Running, l'imperdibile libro - curato da Marco Olivotto e Luca Fiaccavento - con i testi tradotti in italiano degli album del Generatore.


Il M. Ricardo Odriozola e Marco Olivotto

Per i 35 anni del celebre album, il gruppo ha deciso di organizzare una due giorni dedicata proprio al disco, mettendo in piedi un'operazione ambiziosa ma riuscita. In primis una mostra allestita nel Teatro Ruggieri di Guastalla (RE), con il più interessante materiale italiano sui VDGG, in particolare giornali dell'epoca, dischi e immagini. Dopo l'apertura della mostra si è svolta una prima parte del programma: gli attori Massimo o­nesti e Fiorello Tagliavini, con Gigi Cavalli Cocchi, batterista della prog band Mangala Vallis, hanno letto il lungo e avventuroso testo di A Plague Of Lighthouse Keepers, la suite di Pawn Hearts, accompagnati al piano da. M. Ricardo Odriozola, docente presso la Grieg Academy di Bergen, in Norvegia. Odriozola si è distinto negli ultimi tempi per aver compituo degli studi specifici su Pawn Hearts (è possibile il download a pagamento dal seguente sito: http://www.pawnhearts.ukf.net) e la scelta di "asciugare" e tradurre la suite, rimettendola alle tre voci, ha avuto l'obiettivo di esporre le tematiche e i meccanismi che furono alla base di quel magnifico brano.


Odriozola accompagna gli attori Tagliavini, Cavalli Cocchi e o­nesti

Il seminario avvenuto il giorno successivo (con l'assenza del conduttore Carlo Massarini per problemi familiari) ha proseguito su questo intento divulgativo: Paolo Carnelli ha spiegato caratteristiche e aneddoti che si celano dietro la celebre copertina di Paul Whitehead, a Marco Olivotto è stato affidato il compito di affrontare il contenuto del disco. I due interventi hanno dimostrato come sia possibile andare a fondo nella genesi, negli intenti e nei risultti di un singolo album, senza stancare nè annoiare. E' vero che un disco come Pawn Hearts si presta ad itinerari di continue scoperte, ma è altrettanto vero che l'abilità e la competenza del conduttore sono imprescindibili, e i due esponenti del gruppo di studio hanno saputo rendere appassionante la spiegazione. Il compito assegnato ad Odriozola era sicuramente più impegnativo, ma il Maestro ha avuto la capacità di esprimere concetti più difficili di armonia con fluidità, restituendo al publico il vero senso di un pezzo come Plague, ad esempio esponendo la "teoria delle o­nde", che a suo avviso sarebbe alla base delle dinamiche e degli arrangiamenti del brano. La sua naturale attitudine didattica è stata la chiave per seguire con viva curiosità le spiegazioni sulle tecniche compositive dei brani del generatore: probabilmente il segreto è qui, nel rimettere la musica a chi la conosce e la pratica come docente.



Ricardo Odriozola in azione...


Sono sempre più convinto che la fine degli anni '90 sia davvero arrivata, e con essa anche il termine di una lunga fase di semplice e appassionata riscoperta. Il rock in generale (e il prog in particolare) ha una storia e tanti segreti da raccontare, e ora tocca a chi ha gli strumenti, la competenza e - mai dimenticarlo - la passione, di spiegare e guidare, andando in profondità, entrando nei meccanismi compositivi senza paura di allontanare il curioso. Qualcuno dirà che iniziative del genere non possono convivere con lo spirito del rock, "perchè la musica deve farti emozionare", ma sappiamo bene che dietro l'emozione procurata all'ascoltatore c'è un compositore, la sua vita, il suo progetto, il suo mondo. In una parola: la sua arte.

Complimenti vivissimi agli "students" radunatisi a Guastalla: hanno saputo combinare le esigenze di studio e di conoscenza con quelle di una ottima divulgazione, e lo testimonia il folto pubblico presente. Attendiamo con piacere la pubblicazione degli atti.

http://www.phvdggstudygroup.it

 





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