Il lungo viaggio dei Lingalad
di Donato Zoppo
VOCI DALLA TERRA DI MEZZO: I SENTIERI DI LINGALAD Un viaggio tra Tolkien e il folk-progressive  I Lingalad
Il patrimonio letterario lasciato da Tolkien è di un'importanza incalcolabile, per il suo intrinseco valore ma soprattutto per aver ispirato artisti di ogni genere. In particolare la musica: gli appassionati del prog ricorderanno negli anni '70 lo svedese Bo Hansson e il suo Sagam Om Ringen, oppure il più recente Bilbo di Par Lindh. In Italia i longevi Compagnia Dell'Anello e i più giovani Ainur, anche i Mindflower hanno attinto a piene mani dal Signore degli Anelli, recentemente è nata l'Orchestra Sinfonica Tolkieniana. C'è però una formazione che più di altre ha sintetizzato l'eredità di Tolkien in un progetto complesso e suggestivo: i Lingalad. Il loro slogan è eloquente: "Musiche ispirate alla Terra Di Mezzo di Tolkien e alla magia del mondo naturale". E' chiaro che qui non c'è un discorso di semplice ispirazione, ma di vera e propria traduzione in musica di quell'esperienza non solo letteraria, ma anche dei valori e dei riferimenti che ne sono alla base. Il merito dei Lingalad è di esporre i temi tolkieniani per ciò che sono, evitando così annose (e spesso ridicole) controversie politiche. Ma c’è di più, poiché da Tolkien la band è andata oltre, creando un nucleo di temi ispirati all’uomo e al mistero della natura e del creato. Il modo migliore per entrare subito nella storia dei lombardi è vedere lo splendido DVD I sentieri di Lingalad, pubblicato nel dicembre 2004, tre anni dopo la sua nascita. E' un video "celebrativo", che mostra il meglio del gruppo dal vivo, con affascinanti videoclip e slide fotografici: un ottimo bilancio di una storia non lunga ma intensa, fatta di apprezzamenti dalla critica, riconoscimenti e vera notorietà internazionale, prodotti discografici di grande qualità.  I sentieri di Lingalad (DVD 2004)
Il DVD ha rappresentato per la band una vera e propria svolta, per la professionalità profusa nella realizzazione, per la resa di alcuni brani che puntano anche al grande pubblico, con ballate accattivanti come Seguo il sole, che nell’impianto vocale e nel trasporto quasi rock potranno ricordare ai più attenti i migliori Osanna. Non solo: alla matrice tolkieniana si affiancano riflessioni diverse sulla natura, affrancando la band dall'originaria impostazione. La Filmaker dei fratelli Piccioli (con l’ottimo Gigi Palumbo direttore della fotografia) ritrae alla perfezione stile e dinamiche del quartetto, con l’hobbit Giuseppe Festa a suo agio nel ruolo dell’affabulatore fuori dal tempo. Interessanti i backstage, che vogliono togliere i veli dalla magia dei videoclip per mostrare tutto il lavoro di produzione, irresistibile il "siparietto" di Il vecchio luppolo, con la band che traduce in chiave metal la sua Il vecchio lupo. La storia del gruppo ha inizio nel 2000, quando Giuseppe Festa pubblica Voci della Terra di Mezzo, una raccolta di canzoni nate da alcune poesie ispirate al Signore degli anelli. L'album riscuote immediato successo grazie al passaparola internazionale, e questo metodo rimarrà invariato anche per il gruppo, che godrà di ampia esposizione mediatica grazie all'entusiasmo degli appassionati in tutto il mondo. 13 brani eseguiti dal solo Festa per una poesia semplice, piena di fascino e di sapori antichi. All'origine le poesie dell'autore, ma Tolkien è quasi un pretesto per esprimere tutto lo struggimento, la compenetrazione tra uomo e natura, valore assai sentito dal naturalista Festa.  Voci Dalla Terra di Mezzo (2000)
L'impostazione è prettamente acustica: chitarre, flauti, tastiere di raccordo e sottofondo. Con i Lingalad si seguirà la stessa traccia, valorizzata dal collettivo e dalla bravura dei singoli. Il gruppo si approprierà di alcuni pezzi, riproponendoli anche dal vivo: la magnifica Lingalad, La foresta di Fangorn e Il grigio viandante in particolare, sono sicuramente due classici, tra le migliori cose partorite da Festa. Il disco arriva all'attenzione di Priscilla Tolkien - figlia del celebre scrittore - che invia una lettera di complimenti all'autore. Giuseppe Festa sarà anche invitato a Toronto a The Gathering of the Fellowship, una manifestazione alla quale sono presenti anche alcuni attori del Signore degli anelli, che apprezzano la sua esibizione con il flautista Tom Beringer. È questa la svolta per il musicista, poiché la stampa italiana e straniera dedica attenzione all’evento, che stimola i Lingalad a concentrarsi su nuovi lavori. Nel 2001 nasce la band, il cui nome in linguaggio elfico significa "canto degli alberi". Non avrebbero potuto trovare un nome più azzeccato. Fabio Ardizzone (basso), Claudio Morlotti (bouzuki, ghironda etc.) e Giorgio Parato (percussioni) accompagnano Festa e il successo è immediato: in particolare all'estero, i quattro raggiungono le vette di classifiche specializzate e si esibiscono in concerti tra Canada, USA e Europa del nord. Riconoscimenti lusinghieri e immediati che conducono il gruppo al primo album: Il canto degli alberi (2003). L'album resta nel cassetto e sarà pubblicato solo nel 2006, ma è un'ottima testimonianza dei primi passi della formazione.  Il canto degli alberi (2003)
La matrice folk-prog è qui ancora più evidente: si tratta ancora di composizioni di Festa ma stavolta viene meno il testo. 13 strumentali dedicati ancora una volta alle magie della natura, quelle che si esprimono nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, al quale il cd è dedicato. Disco autenticamente magico e soave, vede ancora un Festa dominante, ad esempio al flauto in Il faggio millenario e Valico Passaggio dell'Orso. Anche qui classici senza tempo come Navadrom e Prato rosso. Un disco imperdibile, per leggerezza, candore, pulizia. Ma soprattutto, un album che sfugge alle etichette e alle definizioni, per una musica di forte spiritualità, che trascende il tempo, come se ci fosse sempre stata, nascosta tra manti di foglie, cortecce invecchiate e valli avvolte dalla nebbia.
 Lingalad in concerto (2002)
I Lingalad non sono solo un raffinato ensemble da studio, ma soprattutto una live band da non perdere, per questa sua capacità di alternare energia ed eleganza, magia narrativa e coinvolgimento emotivo. Nell'estate del 2002, quando il gruppo era nel pieno di questa nuova stagione concertistica, viene registrato Lingalad in concerto - Voci dalla Terra di Mezzo. Dal vivo si colgono tutte le sfumature che la band sa regalare, l’emotività e le melodie arcane e struggenti, la complessa semplicità di una proposta musicale fatta di una combinazione di chitarre acustiche, flauti e violini, con l’inserimento sempre saggio di strumenti fatati come il bouzuki, il dulcimer e la ghironda.
L’atmosfera estatica di La via prosegue senza fine e L’oscura profezia, le narrazioni sempre più coinvolgenti del Grigio viandante e Lingalad, l’irresistibile Filastrocca Hobbit e la melodia senza tempo e senza fine di Navadrom. E’ la storia di un mondo dimenticato, fatto di elfi, nani e stregoni, di strade avvolte dalle brume, di contee e di alberi che custodiscono le foreste, di valori che il postmoderno – nella sua drammatica omologazione – ha smarrito per sempre. Il prodotto successivo alla pubblicazione del DVD - simbolo dei "rinnovati" Lingalad" - è Lo spirito delle foglie. E' questo il primo vero album del gruppo, dopo il debutto solista di Festa, il disco dal vivo, con brani di quest’ultimo, e Il canto degli alberi chiuso nel cassetto fino al 2006.  Lo spirito delle foglie (2005)
Con questo disco Festa e i suoi lasciano alle spalle i temi del passato per farsi tramite tra la natura e l’ascoltatore: è Lei che parla attraverso le canzoni, dedicate a lupi, aquile, foreste e luoghi magici. Si percepisce subito una chiave musicale e narrativa più semplificata e accessibile, senza smarrire gli incanti dei dischi precedenti. I Lingalad si avvicinano ad una forma-canzone (vedi Cuore di pietra, Seguo il sole e la title-track, i brani più rappresentativi del disco) che ricorda Renga senza diventare mai banale, arricchita come sempre da testi intensi e avvolta nell’artwork di Maria Chiara Rossetti, autentica magia visiva. A cavallo tra le tavolozze fiabesche del passato e un pop-folk levigato ed elegante, gli attuali Lingalad puntano ad un pubblico più vasto e hanno le carte in regola, per l’approccio melodico e una cifra stilistica sempre personale, grazie all’attenzione al dettaglio strumentale, all’amalgama flauto-chitarre, alla veste ritmica leggiadra e mai invadente. Da menzionare magnifici episodi come Polvere d’incanto, in cui entrano in gioco umori celtici. Non mancano mai i consueti pastelli strumentali: Luci nell’ombra e Oltre il mare, l’incalzante Verso Nord, sono l’esempio più lampante, con il gruppo che fa da trampolino per il vibrante flauto di Festa. Il 2006 dei Lingalad è stato molto intenso: la pubblicazione del Canto degli alberi, classificato al secondo posto del concorso nazionale Toast Records al MEI, poi i consueti concerti internazionali (con un nuovo invito a Toronto per The Gathering of the Fellowship) che rendono i lombardi sempre più noti. Il gruppo si fa conoscere dagli appassionati del progressivo partecipando alla rassegna genovese Rockland, Giuseppe Festa pubblica con Larcher il suo romanzo I boschi della luna, i Lingalad interpretato – spiazzando tutti! – She loves you dei Beatles e ancora tante novità sono in arrivo.
Lingalad
Ho viaggiato per giorni e giorni Tra immense foreste e brughiere deserte Ho dormito sotto le stelle E ai piedi di grandi abeti Ho acceso fuochi sotto i raggi della luna crescente Ed ora sono qui in questa conca scura Sotto rami imponenti Accanto ad una fonte che dicono magica Qui troverò forse il senso a una vita fuggente Ma il silenzio che mi inonda la mente Lascia il posto a delle voci sommesse Che si fondono in un solo respiro Sulla pelle come mille carezze Il vento tra noi lo sai porterà Strane parole, nuove realtà Il vento che poi tra noi si alzerà Musica diventa già Sono avvolto da un velo di strane visioni Ed immagini vaghe E porto dentro al cuore la forza di un sogno Nato tra le ombre di un bosco e la vita reale Il cammino che mi aspetta domani Sarà forse su una strada diversa Ma la Via che mi appare ormai chiara Ora so che non sarà mai più persa Il vento tra noi lo sai porterà Strane parole, nuove realtà Il vento che poi tra noi si alzerà Musica diventa già
Lingalad website: www.lingalad.com
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