Il nuovo rock di Stefano Panunzi

di Donato Zoppo


Mick Karn, Markus Reuter e Gavin Harrison tra i suoi ospiti, in un piacevole album d’esordio
Il nuovo rock italiano ha un respiro internazionale: arriva Stefano Panunzi

Di Donato Zoppo

"E’ la musica che gira intorno", cantava Ivano Fossati qualche anno fa. Il musicista romano Stefano Panunzi – attento, preparato e colto - usa bene le sue orecchie e capta ciò che lo circonda: il nuovo album "Timelines" – primo tassello del suo progetto solista, coadiuvato dall’etichetta RES – è un buon esempio di come un musicista italiano possa produrre un lavoro dal respiro internazionale, attento all’evoluzione delle nuove sonorità, circondandosi anche di grandi musicisti. Mick Karn, Nicola Alesini ,Gavin Harrison, Markus Reuter, Giancarlo Erra e molti altri hanno collaborato con Panunzi, sostenendo un lavoro davvero piacevole, tra i migliori usciti nel 2005. Incontriamo Stefano, compositore poliedrico e raffinato.

Provieni dal Conservatorio e ti occupi di composizione per cinema e Tv, poi il flirt per la "popular music": il virus del rock ti ha contagiato?
Si, mi ha contagiato! Mi fa vibrare e mi fa emozionare, dandomi a volte anche un senso di totale coinvolgimento ed estasi. Ma non mi riferisco mai comunque al rock violento ed aggressivo, piuttosto per rock intendo, almeno nel mio modo di vivere e fare rock, l’uso di una determinata energia e pulsione, la passione e la vigoria che ci può essere all’interno di un confronto/dialogo tra strumenti e voci, senza mai però dimenticare di un certo equilibrio che per me è indispensabile all’interno dei brani.

"Timelines" è uno dei migliori album del 2005, musica italiana d’impostazione internazionale: cosa può invidiare il mondo alla composizione italiana?
Innanzitutto ti ringrazio per il bel giudizio, ma io credo soprattutto la grande voglia di dire e di fare, la creatività, la positività, il gusto per l’estetica, il grande bagaglio culturale che, più o meno consapevolmente, abbiamo dentro di noi.

E cosa la musica italiana deve imparare da quella internazionale?
Senza dubbio la professionalità, andare avanti per la propria strada senza troppi condizionamenti e credere a ciò che si fa, senza percorrere il carro dei "modaioli". Fare quello che piace può essere un’arma vincente. E pur nel rispetto delle proprie tradizioni musicali, non aver paura di convivere con le altre, ma confrontarsi e "contaminarsi".


Timelines

"Timelines" suona moderno, fresco, raffinato: cosa ti ispira di solito nella composizione?
Sarà cosa banale, ma essenzialmente un’emozione! Poi mi piace curare i suoni e le atmosfere.

Il tuo album vede la partecipazione di musicisti importanti, che hanno collaborato alla buona riuscita dell’album. E’ stato difficile chiedere il loro aiuto?
No! Ho proposto i brani ai diversi musicisti, ai quali sono piaciute le idee ed hanno collaborato. Tutto molto lineare.

Com’è avvenuta la lavorazione al disco: collaborazioni a distanza?
Per quanto riguarda gli artisti inglesi e la cantante giapponese si, tutto tramite CD "viaggianti" per posta. Con gli altri ci siamo visti a Roma, e quasi tutto è stato fatto all’Emerald Studio di Luigi Antonelli Colasanti (che ha curato anche l’artwork) e Fabio Fraschini. Poi una volta terminate le diverse registrazioni, le ho montate sul computer per l’editing e il missaggio.

Dacci un commento su alcuni tuoi ospiti. Mick Karn, bassista dei Japan e session man.
Grande musicista, ma soprattutto grande personalità e grande sensibilità.


Mick Karn

 

Markus Reuter, chitarrista dei Centrozoon.
Grande tessitore di atmosfere ambient, formidabile chitarrista.



Markus Reuter

 

Gavin Harrison, batterista frequentemente con Claudio Baglioni, ora in forza ai Porcupine Tree.
E’ una forza della natura, l’uomo-metronomo, credo che al mondo ci siano poche persone con il "trip" così elevato verso il ritmo e il timing.


Gavin Harrison

 

Peter Chilvers, vocalist dei No Man.
Musicista veramente molto raffinato, da far conoscere di più al grande pubblico. Tu devi sapere che tra gli amici è soprannominato "Lord" per il suo modo di essere e di parlare, per me lo è anche dal punto di vista musicale.

Giancarlo Erra, mente dei NoSound.
Quando penso a Giancarlo (che è nipote della mia maestra delle elementari!) penso ad un "Cat" (abbreviazione di Caterpillar), per la sua forza di volontà e di determinazione. Al di là delle sue qualità musicali, io credo che farà tanta strada proprio per questa sua grande qualità!

 


Giancarlo Erra

 

Il fiatista Nicola Alesini.
Guarda che veramente con un soffio anima gli oggetti! Ha un suono molto personale ed ipnotico, molto affascinante. Un grande personaggio.


Nicola Alesini

 

Nel 1997 hai fondato il gruppo Fjieri: cosa puoi dirci di questa band?
La band nacque insieme a Nicola Lori, che ha suonato il basso e la chitarra su "Timelines", ora stiamo nella fase del missaggio con il fonico Luciano Torani, "grande vecchio" della musica cult italiana (Consoli, De Gregori, ecc) e grande amante del prog.
Nel disco hanno collaborato Richard Barbieri, Mick Karn, Gavin Harrison, Tim Bowness, Nicola Alesini, Peter Chilvers, Suzanne J. Barbieri, Haco, che come vedi sono quasi tutti gli ospiti di "Timelines". Spero che l’album esca a metà anno, ma posso anticipare che si intitolerà "Endless".

Sei anche insegnante: com’è lo stato della musica nelle scuole italiane?
Purtroppo molto vincolato alle risorse del singolo insegnante, che a volte sono anche economiche! Le strutture sono molto deficitarie, i fondi ogni anno vengono dimezzati e così sono dimezzate anche le possibilità di acquistare i sussidi didattici. C’è tanta buona volontà e spesso da tutte le componenti della scuola, ma una grande povertà di fondo. Nel mio piccolo tento di sollecitare i ragazzi il più possibile, e nell’arco dell’anno scolastico organizzo sempre un paio di occasioni dove gli alunni hanno modo di esibirsi ed altre dove possono ascoltare i musicisti veri e propri.

 


Stefano Panunzi

 

Oggi la musica mostra evidenti segni di decadenza, non solo per la crisi del mercato discografico ma anche per la carente ispirazione. Cosa succede alla musica oggi?
Da ciò che ho potuto vivere personalmente e quindi ti parlo per esperienza diretta ho constatato molto provincialismo, poca o scarsa attenzione da parte delle etichette alle nuove proposte, e nessun budget per finanziare progetti, non parliamo delle radio "presunte" rock, che fanno sentire sempre i soliti noti e non hanno programmazioni interessanti, dove ti giri, un po’ un disastro.

Questa crisi investe anche le piccole etichette indipendenti: come si è comportata con te la trevigiana RES?
"Timelines" è stata una nuova esperienza per me e per l’etichetta RES, soprattutto per quanto riguarda l’affacciarsi sul mercato estero internazionale. Per certe cose è stato tutto da scoprire e quindi tutto una novità, ma devo dire che con RES, c’è stato un reciproco aiuto affinché le cose andassero nel migliore dei modi.

Il passo successivo a "Timelines" ne seguirà le tracce o ascolteremo qualcosa di diverso?
Senza dubbio ne seguirà le tracce, sto preparando un nuovo progetto con Nicola Lori, chitarrista dei Fjieri e all’occorrenza anche bravo bassista. In cantiere ci sono tante belle idee e credo che ci sarà, anche se in modo minore rispetto a "Timelines", qualche altra collaborazione illustre, che al momento è top secret!


Stefano Panunzi

 

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Donato Zoppo

 





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