Flower power, paganesimo e moderna psichedelia: Floralia!
di Donato Zoppo
FLORALIA "Migrazioni psichedeliche di suoni in movimento" Tra Flower power, paganesimo e moderna psichedelia
a cura di Donato Zoppo
Dedicato alla memoria di Jerry Garcia
"Psichedelia meno Misteri uguale Psicosi". Porterò sempre con me questa lapidaria affermazione di Matteo Guarnaccia. Ricordo anche un'affermazione di Angus Young, celebre chitarrista degli AC/DC, il quale demolì la psichedelia e il movimento flower power perchè troppo legato alla droga, che distrusse troppi musicisti. Eppure l'assunzione di droga era altro, vero strumento "gnostico", oracolare, una sorta di "I Ching" chimico per conoscere se stessi. Lo stesso clichè "Sex, drugs & rock 'n roll" va rivisto alla luce di quella filosofia lisergica. Musica per l'anima e lo spirito: con l'avvento del progressive - che amo e che amiamo - la musica si limiterà ad innaffiare solo la mente. Nella sua icasticità Guarnaccia nasconde il senso di quel movimento, che apparve così, all'improvviso: "c'era questa porta che venne spalancata da Dio, e la luce inondò il mondo, un'impressionante quantità di luce, all'inizio accecante, quindi una meravigliosa visione di un mondo meraviglioso cominciò ad essere realizzata e per un anno e mezzo sembrò che fosse veramente possibile" (Ron Thelin).
Vi invitiamo a leggere "The summer of love" (Stampa Alternativa). Probabilmente la "Summer of love" del 1967 non è mai esistita, eppure quell'improvviso e fulmineo sprazzo di luce è servito a far germogliare una pianta che ancora oggi mantiene salde le sue radici. Il progetto FLORALIA ne è una testimonianza. Tale progetto - 4 volumi pubblicati tra 1996 e 2003 - racchiude in sè il senso di quel movimento psichedelico: è sicuramente una parte di quella filosofia, poichè si tratta di un lavoro musicale tuttavia i partecipanti, nell'assorbire e respirare umori e sensazioni, testimoniano in modo eccellente lo spirito della psichedelia. Uno spirito di libertà, creatività, misticismo e trasgressione.
FLORALIA VOLUME 1 On/Off Records 1996
Partecipano solo gruppi italiani:
Howth Castle Kryptästhesie Subterraneans Mirabilia Knot Toulouse Oak Angus Sunscape Backwards Acidi Tonanti Experimental Low-Fi Pop Oscillators Olographic Landscapes Gastel Etzwane

Perchè "Floralia"? Questo era il nome di un'importante festività, risalente addirittura agli antichi romani. Essi infatti salutavano l'avvento della Primavera con rituali e spettacoli in onore delle divinità della Terra, dedicando una settimana di festa (tra fine aprile e inizio maggio, Calendimaggio...) a Flora, la dea che "protegge tutto ciò che fiorisce" (Ovidio). "Il simile produce il simile": così gli artisti coinvolti celebrano la fioritura psichedelica, un risveglio di suoni e colori nel giardino della mente.
Quasi 80 minuti di musica con 13 gruppi italiani molto attivi durante gli anni '90, che presentavano brani inediti, registrati appositamente per la raccolta. E' piacevolmente lieve il post beat dei fiorentini Mirabilia, molto british, i concittadini Subterraneans invece incalzano con suoni ruvidi e fluttuanti. il bassista dei primi, Giacomo, mette su un combo molto accattivante: Experimental Low Fi Pop Oscillators, wah-wah rock di notevole impatto. Il vulcanico Angus (al secolo Maurizio Bidoli, il Bevis Frond italiano) si accosta a certo minimalismo, i suoi concittadini Oak prendono spunto da un viaggio lisergico nella "Taverna magica", con un freak rock di grande magnetismo. Non poteva mancare la più grande acid band degli anni '90, i lecchesi Krypthastesie, che incantano con la loro visionaria "Mara e la macchina del tempo". Il bassista Fausto si appropria della componente ambient e la sviluppa nel suo progetto solista Olographic Landscapes. Il chitarrista Dario Antonetti risponde con i Gastel Etzwane, alfieri di un'elettronica esoterica, dedita al trattamento di misteriosi frammenti vocali. Ancora da Lecco un'altra band tosta, più spostata sul versante acid rock, gli Acidi Tonanti, autori di due brani eccentrici, bizzarri e curiosamente filosofici. Da Milano i Sunscape (ora qualcuno di loro è con i Giobia), ruvido space rock sospeso nel tempo. Un'altra storica band psichedelica sono i piemontesi Knot Tolouse, presenti con l'intensa "Jamboree". Altrettanto storicai, da Torino, gli Howth Castle, Lalli e Stefano Giaccone: la magica "The Golden Lotus" è tra le vette della raccolta. Da Genova i Backwards, con due pezzi asprigni ma con un bel senso della melodia.
FLORALIA VOLUME 2 On/Off Records 1997
Partecipano:
Atman (Polonia) Anna Nacher (Polonia) ZeN (Turchia) Humus (Messico) Frolic Froth (Messico) Ole Lukkoye (Russia) Earcandy (USA) Wobble Jiggle Jaggle Moonflowers (UK) Dunlavy (USA) Bag (USA) Iron Bong (USA) S/T (Germania) Tribe of Cro (Belgio) Krypthästesie (Ita) Lo-Fi Sucks! (Ita) TV Dinner (Ita) 
Ragazzi questo secondo volume Floralia comincia alla grande! Il collettivo freak di Bristol dei Moonflowers richiama nel nome i Santana ma va oltre, scrutando tra Saturno e le stelle e avvicinandosi molto alla filosofia dei Gong. The Tribe of Cro (dal Belgio) fa il resto, regalando la sua eccitante miscela cosmic-kraut. L'americano Dave Tor con i suoi Earcandy si sbizzarrisce tra fantasie barrettiane e progressive, i teutonici S/T miscelano acustico ed elettronico con humour. Segnaliamo anche la ballata cosmica dei texani Dunlavy, i pachidermici messicani Humus che sfiorano il freak doom e la loro filiazione acida Frolic Froth, strambo tecno-pop per Iron Bong, scoppia di salute il garage rock degli inglesi Wobble Jaggle Jiggle, fiammeggiante acid punk per i grandi Bag.
Quando l'Oriente incontra la psichedelia il risultato è affascinante: i turchi ZeN miscelano world music, tuoni acidi e danze derviscie. Non è esente da infatuazioni world/elettroniche nemmeno il russo Ole Lukkoje, anzi il suo sound testimonia una certa comunanza di suoni e timbri con la world music più ipnotica e ossessiva, come accade con il progetto In the Labyrinth. Stesso discorso per gli ottimi Atman, dalla Polonia con intelligenza, trance e sentimento. Dalle loro fila sbuca Anna Nacher ed entra in misteriosi territori di sperimentazione sciamanica. Che i gruppi stranieri siano più avanti? Non proprio: gli italiani se la cavano egregiamente, sono pochi ma confermano quanto offerto nel Volume 1. E' il caso degli onnipresenti Krypthastesie con la trappola magica di "Brevi amnesie". E' un peccato che non esistano più. Con TV Dinner incontriamo drones e minimalismo, psichedelia digitale e ricerca sonora: il duo di Saro Cosentino e Mino Di Martino (ex Giganti) ammalia e cattura. Dalle ceneri dei Backwards Pierpaolo Rizzo forma i Lo-Fi Sucks!: nome aggressivo ma musica dolce, per lenire gli animi più vigorosi.
FLORALIA VOLUME 3 WoT4 1999
Partecipano:
Cosmic Gardeners (Germania) AMP (UK) Ectogram (UK) Korai Öröm (Ungheria) Tom Kazas (Australia) OHM (USA) Tombstone Valentine (USA) In The Labyrinth (Svezia) Alquimia (MEX-UK) Smoking the Century Away (Messico) This Fluid (Grecia) Acid Mothers Temple (Giappone) Magic Carpathians (Polonia) Le Forbici di Manitù (Ita) 
Nel 1999 si estingue la on/Off e dalle sue ceneri nasce la Mizmaze, etichetta in (e di) espansione, attiva con Snowdonia, Lizard e WoT4. Quest'ultima produce il terzo volume "Floralia". Il salto di qualità è notevole, a partire dalla veste grafica e dal bel digipack; peccato solo che la presenza italiana sia ridotta ad una unità. Ma sbagliamo a voler indicare i partecipanti dalla loro provenienza geografica: le danze della psichedelia muovono ricordi antichi, comuni archetipi, smuovono il profondo di quel misterioso oceano dal quale tutti i gruppi qui presenti attingono.
Varietà è ancora la parola d'ordine. Solo così si può cogliere l'essenza del disco, che ospita artisti lontani eppure mai così vicini. Apertura mistica con il sitar dei tedesconi di turno Cosmic Gardeners, duo di giardinieri del cosmo. Un'altra coppia (AMP), stavolta da Bristol, penetra il cervello con la fusione psych-dance. Gli Ectogram dal Galles se la spassano con un vorticoso space-folk, Magistrale la performance delle Grandi Madri Acide dal Giappone di Kawabata Makoto, onnipresente eminenza grigia di ogni tributo alternativo: Acid Mothers Temple & The Melting Paraiso U.F.O. sempre sulla cresta dell'onda. Gli ungheresi Horai Korom sono un collettivo di 13 musicisti con una singolare avversione per i titoli dei dischi e delle canzoni, eppure per questa raccolta hanno fatto un'eccezione: "Welcome to the Hippie Future" sfida gli Ozric Tentacles e vola tra le orbite planetarie. Ancora, dalla Svezia i grandi In The Labyrinth, world/trance da manuale, impeccabili e meditativi come sempre. Altrettanto interessante l'esperimento di Anna e gli Atman sotto il nome di Magic Carpathians, ambient naturale e rituale, magari accostabile ai Dead Can Dance. Solo soletto dall'Australia un altro grande, Tom Kazas, che per l'occasione mette in mostra un curioso "robot rock"; il suo collega messicano Alquimia regala "Floralia", pura alchimia sonora, uno dei più evocativi. Gli Ohm, massicci corrieri cosmici dal Texas, sfidano ogni tecnologia con le loro impressionanti manopole. I conterranei Tombstone Valentine minacciano seriamente e lasciano il loro brano sul ciglio di un abisso. Dal Messico gli "agit-prop acidi" Basurto e soci formano Smoking the Century Away, trio dedito alla più magica e inquietante delle pozioni lisergiche. E la Grecia? dalle colonne del Partenone si diffondono aromi e spezie con This Fluid, quintetto alquanto stravagante, tra Zappa e il gothic rock. L'Italia? un solo nome, ma assai rappresentativo: Le Forbici di Manitù. Toscani, bizzarri, trasversali, oscuri. La loro "Division 6" è un omaggio a Jimi, Janis, John, Brian e tutti i grandi che non ci sono più.
FLORALIA VOLUME 4 Mizmaze 2003
Partecipano:
SOLAR MUMUNS (UK ) FIT & LIMO (Germania) EKTROVERDE (Finlandia) MANDIBLE CHATTER (USA) EFFETTO DOPPLER (Ita) BABA ZULA (Turchia) GROUP 2012 (Russia) SCHWARZ (Spagna) DONO CELESTE (Ita) MISSY ROBACK (USA) KAMINUMADA YOHJI (Giappone) MURDER IN THE CATHEDRAL (Francia) RAINBOHEMIANS (UK) TROTTEL MONODREAM EXPERIENCE (Ungheria) REPLIKAS (Turchia) LAZILY SPUN (UK) 
L'ultimo volume del progetto Floralia è senza dubbio quello più ambizioso e vario (con gruppi davvero da tutto il mondo), probabilmente perchè avvolto dalla straordinaria grafica psichedelia di Matteo Guarnaccia, che rende l'opera un vero gioiello visivo, dagli spiritelli incisi sul dischetto all'ìimperdibile Keith Richards tibetano all'interno del cd. Anche questa volta prevalgono numericamente i gruppi stranieri; su 16 partecipanti soilo due sono italiani, però si tratta di due gruppi di qualità. Dalle ceneri dei sempre presenti Krypthastesie (Dalsangre e Acidi Tonanti) nascono gli Effetto Doppler, autori di un acid rock poetico ma d'impatto. Probabilmente è qui che Dario Antonetti ha trovato ispirazione per la sua Oggetti Volanti e il tributo a Syd Barrett. I Dono Celeste sparano un rock cosmico di ottima fattura.
Dai Moonflowers ai Solar Mumuns, psichedelia e folk incontrano l'ambient più impenetrabile, per un'esperienza sonora di gioioso mistero. Un'altra manifestazione di quel grande collettivo è Rainbohemians, scanzonati e sorridenti freakkettoni con un goccio di Gong che mai guasta. Da Manchester i Lazily Spun, che stemperano il loro terrorismo sonoro tra collage e inquietante musica acustica. Non può mancare il gruppo turco, stavolta tocca ai Replikas, tra Zappa, Shankar e Stravinsky. Gli ormai superbi Baba Zula entrano in un cyber-pop robotico e ossessivo. Lo stesso approccio "multimediale" e avveniristico accomuna i turchi ai russi Group 2012, degni seguaci degli Orb. Dall'Ungheria i mitici Trottel Monodream Experience, etno-acid pop deluxe. Dalla Francia il trio Murder In the Cathedral, sferragliante psichedelia col cuore di carta vetrata. Il krautrock è degnamente rappresentato da Fit & Limo (Discolor), che dall'altare spaziale inviano al mondo un'intensa ballata mistica. Dalla Scandinavia gli eclettici Ektroverde, capaci di spaziare tra Canterbury e free jazz come dei moderni Centipede e con abilità. Post rock di notevole aggressività per gli spagnoli Schwarz, vicini ai King Crimson di metà anni '70 e sensibili ai ghirigori kraut. Giapponesi e americani? Ci sono, ci sono, tranquilli... I due Mandible Chatter coverizzano con amore gli Spacemen 3, Missy e Steve Roback (dei leggendari Rain Parade) vanno alla grande, con un sound che supera neo-psichedelia e Paisley Underground per bussare alla porta del cuore. E gli occhi a mandorla? Appena aperti quelli di Kaminumada Yohji, one man/one thousand brains band con le sue chitarre ammalianti.
http://www.mizmaze.it
mizmaze@tiscalinet.it
Donato Zoppo
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