Mirandi: le Orme e la pittura

di Donato Zoppo


LEANDRO TONINO MIRANDI

Le Orme, il dinamismo cosmico e la pop-art

Incontriamo il pittore che si ispira allo storico gruppo veneziano

Le Orme, come tutte le grandi prog band, hanno sempre avuto un rapporto intimo con l’arte e la pittura. Dai tempi di "Uomo di pezza", il loro gioiello del 1972, numerosi pittori si sono cimentati nel creare per loro affascinanti copertine: Mac Mazzieri, Lanfranco, Paul Whitehead, Voltolina. Copertine in linea con il contenuto del disco, anzi, parte integrante dell’album. Tutto secondo i dettami del rock progressivo: il disco non è mera raccolta di brani ma organismo vivente, microcosmo che palpita di vita propria, nel quale l’ascoltatore si tuffa e si immedesima.

Negli ultimi anni è stato invece un pittore ad ispirarsi alla musica delle Orme - dall’impianto descrittivo, dal taglio spesso cinematografico, dai toni fiabeschi e dalla vena talvolta visionaria. E’ Leandro Tonino Mirandi, "il pittore del cielo, il pittore della verità", come ebbe modo di definirsi.

Mirandi proviene da Teramo ma vive e opera a Roma: è stato un allievo di Aldo Nicolini ed è considerato tra i maggiori interpreti della "Pop art" di Andy Warhol e del nostro Mario Schifano. E’ un pittore di grande prolificità e conta centinaia di mostre, sia personali che collettive.

Il suo rapporto con le Orme e in generale con il rock progressivo è profondo, stretto, vitale. Le Orme sono per lui fonte di costante ispirazione. Il Maestro ci ha gentilmente fatto omaggio di due dei suoi cataloghi: per noi è stato un grande impatto vedere come la musica delle Orme interagisca con l’arte figurativa. E’ un procedimento diverso da quello delle copertine dei dischi, dalla "cover-art". Mirandi è persona inquieta e il suo temperamento interpreta e filtra la musica di Tagliapietra e soci.

Appassionato di astronomia, nel 1995 ha inaugurato la mostra "Gli astri e il loro dinamismo cosmico", con 100 opere esposte. Tra queste, 13 erano ispirate a "Felona e Sorona": una sincera e originale rivisitazione del capolavoro delle Orme. Il giornalista Augusto Giordano dice di lui: "Mirandi sulla tela butta il colore lontano, nell’infinito e nello spazio, e non torna mai indietro". E’ difficile aggiungere altro, se non una considerazione su come le visioni dell’artista abbiano modificato la percezione comune dei due pianeti dell’opera. Chi immaginava un Felona sorridente e sereno e un Sorona triste e cupo rimarrà colpito: la coraggiosa tecnica mista di Mirandi (olio, acrilico e smalto su tela) è lontana da un ordinario descrittivismo o da qualsiasi fantasia naif, le sue opere si affidano all’intuizione di chi le guarda, fanno appello alla sua irrazionalità.



In occasione del Giubileo del 2000, Mirandi ha dato spazio ad una triplice ispirazione. "Il Fiume" delle Orme, i luoghi natii del suggestivo entroterra di Teramo (Isola del Gran Sasso, San Gabriele, Trignano), Roma, centro della cristianità e fulcro del Giubileo. Partendo dal fascino della ricerca del recente album delle Orme e passando per il recupero di suggestioni di luoghi cari, Mirandi ha realizzato 24 opere, una sorta di "poema giubilare" che ha riscosso grande attenzione.

Abbiamo detto di pittura e progressive, ma si potrebbe azzardare il termine "pittura progressiva". Per le opere in questione Mirandi ha deciso di collaborare con un altro apprezzato pittore, Ercole Bolognesi. Un’intuizione geniale per una "pittura a quattro mani": diversi per cultura, età e temperamento, i due artisti hanno scelto un perfetto terreno d’incontro per i loro diversi stili. Basta dare un’occhiata a "Prima acqua" o "Chiesa d’asfalto": felice, sereno, disteso e morbido Bolognesi (appassionato autore di un realismo spesso fantastico), inquieto, impulsivo, turbolento Mirandi, la cui storia personale evidenzia il turbamento dell’insoddisfazione e la perenne ricerca del meglio.




Nel catalogo sono presenti anche numerose foto delle Orme, che l’artista segue da anni con fedeltà. Il gruppo veneziano è anche presente nelle sue mostre, fotografato spesso con lui in una reciproca dimostrazione d’affetto. Tutto ciò testimonia che le emozioni suscitate dalla musica attecchiscono diversamente in ognuno di noi. Un fan delle Orme come Mirandi ha tirato fuori tutto il suo mondo interiore: le Orme sono state solo un’occasione, uno stimolo, uno strumento per la inimitabile creatività dell’artista.


http://www.toninomirandi.it

http://www.le-orme.com

Donato Zoppo





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