Autore: AINUR
Titolo album: Lay of Leithian, Lays of Beleriand Part II
Nazionalità: Italia
Etichetta: Electromantic Music
Anno di pubblicazione: 2009

Voto medio: 8


Recensito da Daniele Cutali

Gli Dei di Tolkien sono ancora tra noi...

Un'opera. Gli Ainur, vasto ensemble musicale di Venaria Reale (nella prima cintura di Torino) la cui musica è devota al fantastico e immaginario universo inventato da J.R.R. Tolkien, ha creato un'opera. Anzi, una rock-opera. Stavolta, musicalmente parlando, c'è da rimanere quasi a bocca aperta per la varietà delle idee, il condensato di tecnica e melodia a cavallo tra prog classico e graffiante metal mai scontato, e il dipanarsi su un doppio cd di tutta la genialità dei fratelli Catalano, Luca alle chitarre e Marco alla batteria, e dei loro soci, tra i quali spicca lo zoccolo duro formato da Alex Armuschio (Ossi Duri) alle tastiere e voce, Gianluca Castelli al piano e tastiere, Beppe Ferrante al basso, Max Clara (Vurtula) e il dinamico ma soave duo Federica Guido-Elena Richetta alle bellissime voci. Gli Ainur sono da sempre un gruppo aperto, quindi i musicisti vanno e vengono attorno ai membri citati poc'anzi, e questa volta è stata ingaggiata anche una grande orchestra. Ricordiamo i testi sempre scritti da Vilma Collo, e questa volta uno anche dalla Richetta; Luca Marangoni al violino e Cecilia Lasagno all'arpa. Ma è quasi impossibile ricordare tutte le collaborazioni.

Gli Ainur con questo doppio album continuano la loro trasposizione personale in musica del Silmarillion, l'opera più epica e cosmogonica del professore di Oxford. Dopo l'album d'esordio “From Ancient Times” (2006) e il cd+dvd “Children of Hùrin” (2007), continuano a essere prodotti dall'etichetta discografica di Beppe Crovella (Arti & Mestieri), l'attivissima e mai doma Electromantic Music. “Lay of Leithian” è il loro terzo album e con oltre due ore di musica che si dipanano su due cd questa volta raccontano la storia di Beren e Luthien, l'immortale e contrastata storia d'amore tra l'umano Beren e l'elfa Luthien che avrà poi un forte riflesso nella Terza Era, durante la guerra dell'Anello, tra Aragorn e Arwen.

Apre l'album degli Ainur un inizio epico, come per l'appunto si confà ad un'opera come il Silmarillion e ad una storia come quella di Beren e Luthien. Dopo la titletrack “Lay of Leithian” il doppio album prosegue tra forti citazioni classiche a cui rimandano inevitabilmente gli arrangiamenti orchestrali suonati dall'Orchestra Sinfonica di San Grato, prog classico e prog metal potente, energico, adrenalinico (“Barahir's Son”), momenti di quiete bucolica (“Coming to Doriath”), delicate ballad (“Song of the Night”) e ancora velleità da musical (“Daeron's Betrayal”, “Thingol and Beren”). Tutto il doppio album è permeato da una vena Queenica. Le chitarre di Luca Catalano e i cori sovraincisi a più piste spiccano in quasi tutta l'opera, e l'intenzione dell'ensemble venariese è stata proprio quella di omaggiare in una maniera personalissima la storica band londinese.

Per tentare di arrivare a una sorta di completezza, impossibile però da raggiungere per un'opera di questa portata, citiamo ancora canzoni come “The Two Songs”, “The Hound of Valinor”, “The Bat and the Wolf”, “Carcaroth”, “Conquest of the Silmaril”, “Hell's Awakening”, “Hunt to the Death” e “Touch of the Silmaril”. Grandi brani drammatici, epici e trionfali, perle di composizione dei vulcanici fratelli Catalano, di Armuschio e dei pochi altri che hanno partecipato alla scrittura attiva, fanno di questo terzo disco degli Ainur un riferimento per il genere e per tutti i gruppi la cui musica è devota a Tolkien.