Autore: ENIMA
Titolo album: Demo - Enima
Nazionalità: Italia
Etichetta: Autoproduzione
Anno di pubblicazione: 2009

Voto medio: 6


Recensito da Daniele Cutali

L'Anima degli Enima...

Se tempo fa era passata al vaglio di Movimenti Prog un'interessante formazione fiorentina emergente che rispondeva al nome di Biofonia, è questa la volta di un'altra band proveniente dalle stesse lande che circondano Firenze e molto vicina ai Biofonia stessi in quanto conoscenti e amici di musica e di vita. Gli Enima, questo il monicker, si formano nel 2003 un po' sotto la guida, i consigli e l'egida dei Biofonia, pur essendo i due gruppi con una caratura musicale differente. In soli sei anni di vita il gruppo ha già visto avvicendarsi diversi componenti al proprio interno stabilizzandosi quindi con una formazione a cinque che vede la frontwoman Ilaria Boero alla voce, Mauro Strozzieri alla chitarra elettrica, Stefano Sciolè alle tastiere, e il nucleo fondatore Giacomo Cipriani al basso e Federico Ottati alla batteria.

Questa line-up, la più recente, in Gennaio entra in studio e registra questo demo omonimo di quattro brani, sufficienti a dare un'idea del corpus musicale del gruppo fiorentino. “L'Eremita” apre il demo, un brano rock che miscela un tempo dispari con la melodia tipica del nostro paese. Chitarre graffianti che seguono la bella voce di Ilaria e un flauto che volteggia nell'aria, le influenze dei Biofonia e lo stile melodico del loro cantante, Gabriele Marconcini, si sente. Ma gli Enima hanno comunque un sound più ruvido degli amici, pur se il confronto resta inevitabile in quanto a riferimenti. Infatti la chitarra di Strozzieri è ben più presente di quella di Zepo, rendendo il tutto un rock gradevole, al limite del progressivo per atmosfere malinconiche e talvolta pregne di profumi italianissimi.

Canzone semplice, orecchiabile e che strizza l'occhio al pop, la seguente “Il Bivio”. Ottima per gli eventuali futuri passaggi radio. “La Guida” rientra invece in ranghi più progressivi, con chitarre pizzicate e un pianoforte profondamente malinconico, mentre il cantato di Ilaria è caratteristico e li rende distinguibili da altre band nello stesso panorama. La Boero è capace di trasformare positivamente una ruvida canzone rock in una dolce fiaba, riuscendo a stemperare alcune spigolosità proprie del rock.

Chiude questo gradevole demo di debutto la titletrack che dà anche il nome al gruppo, “Enima”, un brano strumentale vicinissimo allo stile marillioniano ma quello meno neo-progressivo, più vicino allo spirito hogarthiano, senza esserne però succube, e viene stemperato da fluenti vene meditarranee. Se proprio si vuole trovare un neo nella Boero, è che dovrebbe studiare un po' di più sull'estensione e la malleabilità delle proprie corde vocali, talvolta con un registro troppo poco grintoso. Però sono molto bravi e personali, gli Enima. Speriamo di sentirli presto in un lavoro più articolato, la campagna fiorentina ha da dare molto musicalmente.