Autore: REWIRING GENESIS Titolo album: A Tribute to The Lamb Lies Down on Broadway Nazionalità: USA Etichetta: ProgRock records Anno di pubblicazione: 2008
Voto medio: 8 |
Recensito da Marco PivaRitorna l’agnello Pochi sono gli album che hanno significato cosi’ tanto nella storia della musica da meritare un tributo completo: “The Wall” dei Pink Floyd, “Revolver” e forse “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles... e “The Lamb Lies Down on Broadway” dei Genesis. Nick D’Virgilio, batterista e vocalist degli Spock’s Beard e anche artista solista dopo aver suonato con i Tears for Fears, Mike Keneally, i Fates Warning e gli stessi Genesis in “Calling All Stations”, si allea con il produttore Mark Hornsby (Foreigner, Steve Winwood) e chiama a raccolta Dave Martin (basso), Jeff Taylor (tastiere) e Don Carr (chitarre).
Mentre la versione originale dell’album era fortemente influenzata dal blues e fatalmente inserita in un contesto anni ’70 (del resto e’ stato pubblicato nel 1974), D’Virgilio e Hornsby danno al capolavoro di Gabriel e dei suoi uno spessore diverso, con molti piu’ passaggi orchestrali ed esplosioni di suono che fanno tanto XXI secolo.
Sara’ il fatto che D’Virgilio ha respirato l’atmosfera dei Genesis (pur senza Gabriel e Collins) o il suo amore per la versione originale di questo capolavoro, uniti alla professionalita’ di Hornsby, ma questo tributo e’ molto piu’ che un dignitoso omaggio ad una pietra miliare del prog, si tratta di un lavoro eccezionale, con momenti (“The Lamia”, “Cuckoo Cocoon”, “The Carpet Crawlers”, e scusate se e’ poco) in cui la cover e’ almeno allo stesso livello artistico della versione originale pur essendovi nettamente diversa e molti altri in cui le incisioni di D’Virgilio e compagnia comunque non sfigurano. Forse sono solo le complesse “The Grand Parade of Lifeless Packaging” e “The Waiting Room” che vengono schiacciate qualitativamente dalla versione di Gabriel e compagnia, ma si tratta di pezzi cosi’ specifici del contesto nel quale sono stati creati che un rifacimento piu’ o meno fedele come questo album si propone di essere e’ praticamente impossibile, a meno di non distruggere la struttura del brano per ricorstruirlo dal nulla, cosa che – comprensibilmente – qui nessuno ha avuto il coraggio di fare.
Per chi ama o ha amato i Genesis dei tempi di Gabriel, questo album e’ una maniera per riscoprire “The Lamb Lies Down on Broadway” sotto una luce diversa. Chi non li ama potrebbe comunque apprezzare questo lavoro, visto che i suoni e il feeling sono diversi. Chi non li conosce, pero’, non si fidi di questo tributo per giudicare la versione originale, che consiglio di recuperare ed imparare a conoscere. |