Autore: MAGNI ANIMI VIRI Titolo album: Heroes Temporis Nazionalità: Italia Etichetta: MAV Anno di pubblicazione: 2006
Voto medio: 6.67 |
Recensito da Donato ZoppoUna nuova opera rock per gli "uomini di grande animo"Guardando in retrospettiva la storia del rock, possiamo dire che l'elemento della ridondanza, della grandeur e della maestosità non è mai venuto meno: croce e delizia dell'epopea progressive, le opere rock ne sono una prova lampante. Mai decadute, anche se avversate da larga parte della critica, queste forme di espressione negli ultimi tempi stanno conoscendo anche una particolare fioritura: si intrecciano al musical e al teatro, fanno parte di un business (rappresentazione, tour, DVD, con tutto l'indotto che ne consegue), in generale rappresentano una mai sopita ambizione dei compositori rock. "Dracula" della PFM lo dimostra.
"Heroes Temporis" è una nuova opera rock della formazione Magni Animi Viri: un duo (Giancarlo Trotta e Luca Contegiacomo - estrazione classica il primo, prog il secondo), una coppia di agguerriti salernitani che ha voluto fare le cose alla grande ma sul serio, producendo un disco ricco, ambizioso, di peso. Ospiti internazionali (John Macaluso alla batteria, Randy Coven al basso, la Bulgarian Symphony Orchestra) ma anche italiani di prestigio come Marco Sfogli, chitarrista di James La Brie. Dimensione internazionale, per un lavoro davvero professionale, come pochi nel suo campo e in Italia.
Il tema: la storia di un uomo e di una riflessione esistenziale sulla propria vita, un viaggio di conoscenza che lo porterà alla scoperta del sogno, dell'illusione, che lo indurrà al cambiamento e alla purificazione. Il risultato: un'opera rock magniloquente, statuaria, che tenta anche una via "colta" (i cori sono in latino, il "plot" ha implicazioni gnostiche), ma che purtroppo sconta tutti i limiti di queste operazioni, ovvero quell'approccio aulico ed enfatico che rischia di diventare quasi una caricatura.
I MAV per fortuna si mantengono in equilibrio, probabilmente per un elemento heavy prog che dà all'opera un che di concreto, di "fisico" e roccioso. Interessante l'uso delle voci, sia corali che singole, ad es. la bravissima vocalist Ivana Giugliano (meno riuscito l'inserimento tenorile); una spinta in più proviene dalla prestigiosa sezione ritmica, più in generale l'incontro tra l'area hard progressive e quella sinfonica è riuscito, con un approccio "cinematografico" che rende tutto più scorrevole.
18 movimenti per un esordio "importante", energico, arioso e melodico, che gli appassionati delle rock opera non trascureranno. |