Autore: ACOUSTIC ASTURIAS
Titolo album: Bird Eyes View
Nazionalità: Giappone
Etichetta: Poseidon
Anno di pubblicazione: 2005

Voto medio: 8


Recensito da Donato Zoppo

Dal prog alla musica da camera: un cd gentile e leggiadro

Finalmente un disco diverso dal Giappone! Non c'è new prog stucchevole, jazz-rock trito e ritrito, sperimentazioni bizzarre bensì gentile musica da camera. Sono gli Asturias, un quartetto storico del prog dagli occhi a mandorla, che ha deciso di fare un tuffo completo nell'acustico. Attivi da lungo tempo, dopo una lunga pausa i nipponici hanno deciso di rinnovarsi: il nome odierno è infatti Acoustic Asturias, a sottolineare la distanza che separa l'ensemble dalle proprie origini rock.

Il riferimento immediato è a "Florian", il disco delle Orme al quale "Bird eyes view" assimiglia molto, non per le reminiscenze veneziane ma per la struttura compositiva, che è vicina a certo minimalismo alla Glass e Reich ma anche a Bartok. L'opening di "Adolescencia" è impeccabile, con intrecci di violino e clarinetto coinvolgenti, gli stessi che arricchiscono la dolce melodia di "Global network". Il quartetto sfrutta un cristallino pianoforte e una strategica accoppiata chitarra-glockenspiel (Yoh Ohyama, leader e primo compositore).

Alcuni brani sono stati letteralmente stravolti e riarrangiati per il nuovo ensemble. Della prog-fusion dai tratti sinfonici resta bene poco, Ohyama traduce tutto in moderna musica da camera, ingentilita da un'esecuzione ineccepibile per dei musicisti provenienti dal rock. Eppure qualche lontana eco jazz può rinvenirsi tra le righe dell'intensa "Distance". Dolcissimo il finale di "Ryu-Hyu". In alcuni passaggi la ricerca è puramente sul colore ma l'interplay tra gli strumentisti supera i limiti della composizione, come accade nella title-track.

Disco brevissimo (appena 25 minuti) ma intenso e comunicativo, sognante e leggiadro, "Bird eyes view" piacerà molto ai cultori dell'altra faccia della scena prog giapponese, magari anche a quelli dei vari Penguin Cafè Orchestra e Gatto Marte, anche agli appassionati del classico, che avranno modo di verificare come un gruppo di estrazione rock possa evolversi pian piano.