Autore: SCREAMING HEADLESS TORSOS
Titolo album: 2005
Nazionalità: USA
Etichetta: FuzeLicious Morsels
Anno di pubblicazione: 2005

Voto medio: 8


Recensito da Donato Zoppo

Groove, energia, soul e grande tecnica: SHT!

E' raro trovare dei gruppi così scoppiettanti, piacevoli, ricchi di groove e gasati come gli Screaming Headless Torsos. "2005" è il loro secondo album, che segue ad un omonimo di debutto (pubblicato nel 1995 e successivamente ristampato con bonus tracks) e a due live (uno su cd e il nuovo su DVD).

Il quintetto di Dave "Fuze" Fiuczynski è come al solito in grandissima forma: un impatto ritmico travolgente (Daniel Sadownick e Gene Lake), la vocalità nera, sofferente ma acrobatica, di Dean Bowman, un senso del ritmo e della carica davvero esemplare. Prendete lo Zawinul Syndicate (anche SHT è una band multirazziale), aggiungete cospicue dosi di hard rock e funk, alla Living Colour/Jane's Addiction per intenderci, devozione hendrixiana e memorie del Miles Davis elettrico. Il gioco è fatto.

"Mind is a river" apre le danze e non è un caso che un brano così adrenalinico sia uno dei più riusciti della band, con le sue sfumature soul e i suoi imperiosi stacchi. Sound travolgente, come un treno in corsa senza deviazioni o binari morti, che cambia colore uscendo da ogni galleria, come "Just for now" - cavallo di battaglia anche dal vivo, trascinante - e "Mr. Softee's nightmare", con l'isterico vocalist Freedom Bremner.
Si nota che la band ha concesso maggiore spazio al tecnicismo, alla lunaticità di marca zappiana, alle costruzioni complesse e spiazzanti, vedi "Zoom Zoroc"; anche il blues di "Fuel farms" subisce questo trattamento. Eppure pezzi come "No survivors" sono talmente ricchi di soul e feeling da commuovere.

Degna di nota la vocalità aggressiva e sofisticata di Bowman, che spazia da Stratos a Bobby Mc Ferrin e arricchisce di nonsense un pezzo ispido come "Woe to the conquered". Se "Faith in the free" ricorda i Red Hot Chili Peppers più nervosi e meno commerciali, non mancano momenti più intricati e tecnici ("S.U.V. S.O.B.").

Il solismo di Fuze è sempre eccentrico e fantasioso, il corpo ritmico della band dirompente, il sound vivace e carico. Una grande band americana, che meriterebbe maggiore visibilità.