Autore: NAPODANO, FABIO Titolo album: Demo Nazionalità: Italia Etichetta: Autoproduzione Anno di pubblicazione: 2004
Voto medio: 7 |
Recensito da Donato ZoppoUn solitario genio dall'Irpinia...Fabio Napodano è un giovane musicista avellinese, poliedrico e singolare, attivo dal 1992. Compositore felicemente solitario, Fabio utilizza l'elettronica per schiudere all'ascoltatore il suo mondo di visioni, luci e ombre.
Nel dischetto demo che ci ha consegnato troviamo sette brani, sette fermo-immagine della sua produzione, in costante evoluzione. E' importante sottolineare che egli aggiorna continuamente la sua produzione attraverso Internet: un prinicipio di condivisione dell'opera davvero lodevole.
La musica di Fabio oscilla tra rock progressivo, musica contemporanea, jazz rock, ambient e chamber rock. Un'ideale fusione tra Banco, Birdsongs of the Mesozoic, Thinking Plague e Goblin. Brani lunghi e ben costruiti (vedi ad esempio "Bound to reality"), talvolta inquietanti, sottilmente ironici. Suonati da un gruppo sarebbero davvero eccellenti, pur destinati ad un pubblico più di nicchia, quello che magari apprezza le produzioni Cuneiform.
"Thinking of nothing" è spiazzante, jazz-fusion elaborata, dall'approccio cerebrale, un po' alla Tuxedomoon. Più vivace "Samba para mi", un ironico latin jazz rock. "The song I prefer" incontra dark, psichedelia e Nyman.
Che Fabio maneggi bene la materia sonora è chiaro: un saggio è l'imponente "Il principio d'indeterminazione", progressive contemporaneo di notevole spessore. "La terra e il tempo" è un rock classicheggiante d'impatto e atmosfera, davvero incalzante. "Everything I will never have" è una sorta di evoluzione del Banco-sound, con un occhio ad atmosfere gotiche e tenebrose.
Occhio a questo talentuoso musicista, seguitelo sul suo sito. |