Autore: FAUST Titolo album: IV Nazionalità: Germania Etichetta: Virgin Anno di pubblicazione: 1974
Voto medio: 8 |
Recensito da Leonardo GabrielliI Faust sono qui al cambio d'etichetta: passati da Polydor a Virgin conoscono un nuovo successo in Inghilterra, e il loro manager forza l'uscita di questo LP prima del tempo. E questo potrebbe essere un male... In realtà il suono che ne risulta non sembra frettoloso e la complessità delle sovraincisioni e delle inclusioni sonore è notevole.
Come sempre per questo gruppo ci sono spunti presi qua e là (come non citare Zappa) e innovazioni che ispireranno alcuni gruppi post-punk, idee che li eleggeranno fondatori dell'Industrial Rock e del RIO (Rock In Opposition).
Per cominciare abbiamo “Krautrock” una trance da 12 minuti sostenuta da un pattern ripetitivo colmato da fuzz di chitarre distorte e sonorità elettroniche. Segue una curiosa parodia reggae “The sad skinhead”, Poi “Jennifer” e “Just a second” due brani inizialmente convenzionali, ma arricchiti, o meglio snaturati da suoni al synth, anche fastidiosi. “Picnic on a frozen river” ricorda in qualche modo i Soft Machine per il cantato e la base ritmica. Un solo di sax si aggiunge e poi armonie ricche di chitarre. Di sapore molto preogressive. Si avanza in terreni sempre più comuni: la jazzy “Giggy Smile” propone un intro con chitarra acustica che evolve in un groove 6/8+7/8. Ma non potevano mancare inclusioni di “cucchiai in crescendo”: altrimenti non sarebbero i Faust! Infine un inno per cornamusa interpretato con un synth distorto ed una ballata rilassante interrotta da urla di synth e chitarra.
Questo è IV, un disco inadatto alla musicoterapia, sconsigliato agli amanti di Handel o Keith Jarret.
E' un disco pieno di dissonanze e disarmonie, che al suo interno nasconde messaggi da cogliere con attenzione. |