Autore: MIND KEY
Titolo album: Journey of a Rough Diamond
Nazionalità: Italia
Etichetta: Frontiers
Anno di pubblicazione: 2004

Voto medio: 7


Recensito da Giovanni Turco

Ecco a voi....i “Sognatori Partenopei”

Ottima band napoletana di ispirazione dreamtheriana, i Mind Key sfornano questa loro opera prima con tutti i numeri per fare di meglio e di più. Testi metaforici su tematiche esistenziali e sentimenti tormentati fanno di questo lavoro un’ulteriore conferma di come il panorama partenopeo sia stato ed è ancora un crogiuolo di ottimi artisti , talvolta costretti ad “emigrare”.
Pregio delle etichette “nostrane” il prendere in considerazione queste valenti realtà musicali

Inizia “Secret Dream” dove il sound del gruppo statunitense si fa subito notare tra le influenze della band napoletana.
Il ritornello sa di “già sentito”, cosa che se da un lato può essere una pecca, di sicuro ha il pregio di stamparsi nella mente.
Tecnicamente il gruppo è ineccepibile, ma ci vorrebbe quello sforzo in più per far sì che abbia una personalità più spiccata, cosa che permetterebbe di allontanarsi dal gruppo americano al quale si sentono vicini stilisticamente.
Qualcosina dei Symphony-X si può sentire verso la fine del brano, dove l’arrangiamento si fa più lento ed un pianoforte coraggioso prende il sopravvento su un synth che rimane più in secondo piano.

“Love remains the same” è il brano seguente e dal titolo vagamente zeppeliano , anche se del gruppo anglosassone non c’è proprio niente.
Il brano si snoda con un arrangiamento che nelle prime battute può ingannare l’ascoltatore, facendo credere che si tratti della ballad romantica di turno.
Invece poi prende tutt’altra piega colorandosi di un sound alla van halen con sfumature dreamtheateriane, specie quelli di “Awake” e dell’ultimo album più duro.
Il ritornello è melodicissimo, cantabile e facilmente memorizzabile dopo qualche ascolto.
Ottimi i ricami del pianoforte, strumento che ora più che mai sta avendo successo nel prog-metal che però non è mai completamente sostituito dal synth.

“Deep Inside” ha come unica pecca quello di essere un po’ il clone di qualcosa di già sentito nel disco, cosa che però è molto ben compensata da un break in perfetto stile “fusion” richiamando i loro ispiratori americani.
Belli gli intrecci tra la chitarra di Emanuele Colella e le tastiere di Dario De Cicco.
Il drumming di Lele Castaldo è preciso e si “diverte” a costruire architetture sulle quali si arrampica la valente ugola di Mark Basile, ora non più nelle fila della band e valorosamente sostituito (e io aggiungerei “oscurato”) da quel talento miracoloso di Aurelio Fierro Jr. che abbiamo avuto il piacere di ascoltare durante il “Magna Grecia Metal Festival”.

“Memory Calling” continua con sonorità molto romantiche che caratterizzano il lavoro, melodico e forse in questo si pecca di una mancanza di varietà nell’ispirazione dei pezzi , un po’ troppo simili per questa caratteristica che potrebbe stancare nell’ascolto, pur essendo tutti i brani egregiamente arrangiati, composti e suonati.

“Lord of Flies” caratterizzata da un incedere graffiante rompe il sound ascoltato finora molto romantico e certe volte banale proprio per questo.
De Cicco mette qui in primissimo piano un organo Hammond che dà un sapore vintage ma senza tralasciare tastiere più all’avanguardia.
Le sovraincisioni della voce ed i cori sono troppo ispirati alla band statunitense, che ormai aleggia su tutte le composizioni. Nella parte finale il riff di synth ha una molto vaga somiglianza con un brano del Battiato sperimentale.
La “chicca” che rende piacevole il brano è “l’inserto” reggae, cosa veramente nuova e mai proposta finora da un gruppo prog-metal.
Nel finale Emanuele Colella mette in mostra tutta la sua tecnica sopraffina in un solo finale di chitarra a dir poco pirotecnico.

“World of illusion” ,“Without Ann” e “Waiting for the Answer” viaggiano sugli stessi standard qualitativi del resto dei brani prima descritti.

Ragazzi , avete una bella Ferrari, ma non fatela camminare nel traffico di Napoli, ci sono tutte le carte in regola per fare di più e meglio e possibilmente….alla Mind Key!