Autore: CERIELLO, LUCIANO
Titolo album: Scarico merci
Nazionalità: Italia
Etichetta: Ceriello
Anno di pubblicazione: 2003

Voto medio: (7)

Recensito da Donato Zoppo

Il terzo album del kamikaze superstar (Vers. stampabile )

Negli anni ’70 c’era un interessante manipolo di cantautori che costeggiava il progressive: penso ai vari Alan Sorrenti, Claudio Rocchi, Barbaja, Camisasca, Pelosi, i primi Cocciante e Graziani. Artisti che, tra musica e parole, ben pensavano ad elaborare un discorso diverso dalla tradizionale e melensa canzonetta.

E’ stata poi la volta di Camerini, Finardi, Fortis, Daniele e nomi meno noti come Faust’O ed Enzo Carella. Negli ultimi anni invece un cantautore interessante e originale a nostro avviso è stato Max Gazzè. E’ un po’ anche a lui che si rifà il campano Luciano Ceriello, una bella scoperta per noi.

Cervello è un nome che gira da un po’ di tempo: tre cd all’attivo, la vittoria al Premio Nazionale Augusto Daolio nel 2001 e gli ottimi apprezzamenti in vari concorsi, anche letterari. Lusinghiere critiche le ottenne il suo primo disco “Deserti irreali”, nel quale spiccava una cover di Juri Camisasca (“Scavando col badile”).
Si tratta di un cantautore, o meglio di un “techno-cantautore”. Personalità davvero molto eclettica e interessante.

“Scarico merci” è il terzo lp, un disco pieno zeppo di canzoni originali e appetibili. Il fil rouge del dischetto è il sesso, i rapporti di coppia e le ipocrisie: temi che si dipanano con tante sfaccettature, con gradevole ironia e nonsense.

Piccole perle come “Kamikaze superstar”, “Big Jim e Barbie”, “La violinista e il falegname”, l’esuberante “I timidi” si candidano a brani-manifesto di Ceriello: in bilico tra Alberto Camerini, i Prozac + e Gazzè. Techno, punk, rap e acid rock, new wave e canzone d’autore si sposano in modo frizzante. Ceriello è da solo, bravo polistrumentista, accompagnato dall’ottima vocalist Titti Mignola.

Quando si parla di tempo (“Il tempo”, ovvero: teoria filosofica sull’immobilità del tempo) oppure di passato e presente (“Tra ciò che sono e ciò che sono stato”), la mente corre al miglior Battiato ma anche ai Bluvertigo. “Il videogame”, “La tua stanza da letto tra le mie scale”: salti sbarazzini nel synth-pop. Non mancano episodi pop-rock più ipnotici (“Fammi entrare”, “L’animale strano”, “Il cerchio”), brani evocativi (“Canto della sera”), il funk intelligente di “La reazione” e favolette irresistibili, come quella del “fanciullo perbene”.

E’ un disco molto variegato ma non privo di omogeneità. Ceriello è un artista intelligente, con molte frecce al suo arco. Lo consigliamo agli ascoltatori più curiosi, quelli che indomiti cercano novità nelle pieghe della musica italiana.


Per ulteriori dettagli:
http://www.lucianoceriello.it - Luciano Ceriello


I nostri voti:
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Donato Zoppo: (7)
pas scarpato: (7)
MEDIA: (7)



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