Autore: MALIBRAN
Titolo album: The wood of tales plus...
Nazionalità: Italia
Etichetta: Mellow Records (reissue 2002)
Anno di pubblicazione: 1989

Voto medio: (8)

Recensito da Donato Zoppo

Riesumato uno storico album del new prog italiano (Vers. stampabile )

Diverse le bands di cui parlo sempre con estremo piacere, tra queste spicca il sestetto catanese dei Malibran, autentica istituzione del prog italiano degli anni 80/90 che ancora oggi continua la sua avventura con lusinghiero successo.
Dopo l'ultima e felice fatica di "Oltre l'ignoto" e "A live show", i Malibran tornano con la ristampa dell'ormai leggendario album d'esordio "The Wood of Tales", risalente al 1989: a dire il vero era già stata la brasiliana Rock Symphony a ristampare su cd quel lavoro, uscito esclusivamente su vinile, la Mellow provvede al ripescaggio di tre brani inediti che faranno felice ogni ammiratore del gruppo di Giuseppe Scaravilli.
I brani di "The Wood" erano all'epoca tra le maggiori composizioni dell'asfittico prog italiano, la band era molto quotata tra colleghi del calibro di Ezra Winston, Notturno Concertante, Nuova Era o Leviathan, con i quali spesso e volentieri condivideva il palco: conosciamo tutti lo stato del progressive degli anni '80 e sappiamo quanto importante fu il tentativo dei gruppi di quel periodo, quello di riportare in auge un suono che il tempo, le mode, la mentalità avevano seppellito senza tante cerimonie e che gli inglesi al seguito di Marillion ed IQ avevano condotto verso controverse mete.
"Malibran", "The Wood of Tales", "Sarabanda", "Pyramid's Street" e "Prelude" ancora oggi (naturalmente con le dovute riserve) conservano un fascino sottile e magnetico, come suggestiva è la storia alle loro spalle, quella di sacrifici e passione premiati con l'incisione del sospirato lp.
Il sound della band sicula era così, passionale e drammatico, caldo e teatrale, tra i Jethro Tull (amore dichiarato e mai nascosto) e i Genesis, l'hard rock, il folk ed il new prog allora imperante, con i suoi intrecci di chitarre, tastiere e flauto, le atmosfere sognanti e fiabesche, l'intensità ed il vigore "rockeggiante" che era in fondo la marcia in più che li caratterizzava, soprattutto on stage, dove non si sono mai risparmiati. Certo i Malibran sono cresciuti, l'ultimo lavoro in studio ne è prova tangibile, qui si era agli inizi ma era già chiara la caratura ed il talento dei sei, formazione tra l'altro particolarmente stabile ancora oggi.
I tre brani bonus qui presenti sono un pelo sotto i precedenti ma non malvagi, in particolar modo l'impetuosa e trascinante "Trequanda", con un bel flauto ed un dirompente drum solo del bravo Alessio Scaravilli. "Song for Lisa" evidenzia il classico sound sinfonico e romantico della band, con le chitarre ed il flauto a sottolineare l'atmosfera sognante e fiabesca. Stesso discorso per "Mystery", più ipnotica ed oscura, con venature folk, inserti di sax ed aperture ariose ed intense dal sapore paleocrimsoniano.
Tributate il giusto omaggio ad una band coerente e coraggiosa, avete l'occasione di farlo.


Per ulteriori dettagli:
http://www.malibran.it - Sito band
http://www.mellowrecords.com - Sito label

Per contatti:
malibranprog@hotmail.com - Contatti


I nostri voti:
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Donato Zoppo: (8)
MEDIA: (8)



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