Autore: BERKELEY, DAVID
Titolo album: Some Kind of Cure
Nazionalità: USA
Etichetta: Straw Man
Anno di pubblicazione: 2011

Voto medio: (9)

Recensito da Marco Piva

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***English version below the Italian – versione in inglese sotto a quella in italiano***

Il cantautore americano David Berkeley ritorna con il suo quarto lavoro in studio, “Some Kind of Cure” dopo tre anni dal precedente – uno dei quali passato vivendo con la famiglia in un minuscolo villaggio in Corsica. Le atmosfere dell’isola mediterranea hanno contribuito alle composizioni di Berkeley, come si sente soprattutto nella title track dove appaiono una registrazione delle campane del paesino nel quale il musicista è vissuto e un coro locale.

Molto più presente che negli album precedenti del cantautore è la chitarra elettrica, estremamente rilevante in “Hope for Better Days”, che si avvicina molto al rock, e nella già menzionata title track. L’aggiunta di questo strumento contribuisce all’evoluzione continua dello stile, già originalissimo, di Berkeley. Immediatamente dopo i due brani appena menzionati, in contrasto, appare una versione di “Shenandoah”, un brano tradizionale qui reso dolcissimo. In “Soldier’s Song”, tra l’altro, la chitarra (di nuovo elettrica) si produce in un assolo, caratteristica non comune nella discografia di David Berkeley.

Un tema che si ripete è quello della nostalgia di casa, forte in “Homesick”; l’album si chiude, non per la prima volta nella discografia del cantautore, con un brano tristissimo ma in qualche maniera ancora positivo, “Winter Winds”, sul tema della morte e dell’assenza.

In generale – e con diffuse eccezioni – questo album mostra un David Berkeley positivo; è il ritratto di un giovane uomo con una bella famiglia (è sposato e ha due figli) che sa leggere ogni lato della realtà che gli appare davanti ed interpretarlo poeticamente. Il lato progressivo (nel senso molto letterale del termine) di questo disco sta nella mescolanza delle influenze più svariate, dalla musica tradizionale al rock.

Un lavoro piacevolissimo, davvero valido.

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The American songwriter David Berkeley is back with his fourth studio album, “Some Kind of Cure”, three years after his previous release – one of such years spent living with his family in a tiny village in Corsica. The atmospheres of the Mediterranean island have rubbed in Berkeley’s compositions, as is particularly evident in the title track where the bells of the hamlet the musician lived in and a local choir are featured.

More present than in the songwriter’s previous albums is the electric guitar, central in “Hope for Better Days”, very close to rock, and in the aforementioned title track. The addition of this instrument contributes to the continuous evolution of Berkeley’s style, already extremely original. Immediately after the two songs just mentioned, as a contrast, appears a version of “Shenandoah”, a traditional song here made extremely sweet. In “Soldier’s Song” a guitar (again electric) plays a solo, an uncommon feature in David Berkeley’s discography.

A recurring theme is homesickness, particularly strong in the aptly named “Homesick”; the record is closed, not for the first time in the songwriter’s career, with an indescribably sad (but somehow still positive) song, “Winter Winds”, on the topic of death and absence.

In general – and with several exceptions – this record shows a positive David Berkeley; it is a portrait of a young man with a good family (he is married and has two sons) able to read every side of the reality as it appears before him and to interpret it poetically. The progressive (in a very literal sense) side of this album lies in the mixture of the most diverse influences, from traditional music to rock.

An extremely pleasant work, really worthy.


Per ulteriori dettagli:
http://www.davidberkeley.com


I nostri voti:
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Marco Piva: (9)
MEDIA: (9)



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