Recensito da Daniele CutaliChristina versione solista... (Vers. stampabile )Christina Booth, o semplicemente Christina, meravigliosa voce della new-prog band gallese dei Magenta, debutta con il suo primo album solista pubblicato ovviamente per l’etichetta del gruppo madre, quella Tigermoth Records fondata dal tastierista e compositore Rob Reed. Questo era un album atteso da tutti i fan del gruppo di Cardiff, che ha sfornato piccole pietre miliari del new-prog britannico del nuovo millennio come “Seven” o il doppio “Home/The New York Suite”. Si affranca però totalmente e prende lunghe distanze dalle pomposità e dal flash-rock progressive a cui avevano abituato i Magenta. Neanche a piccole tracce. In questo disco vengono fuori invece tutte le qualità femminili e romantiche di Christina, cioè la sua vera anima musicale, focalizzate in una frizzante miscela di soul, ballad malinconiche e bluesy, e ritmi funk-elettrici.
Il fil rouge di questo album che lo rende praticamente un concept, si concentra sulle relazioni interpersonali e umane che tematicamente fanno da sfondo al variegatissimo calderone di stili, cementati insieme in maniera sopraffina da Christina e dai musicisti ospiti che l’hanno accompagnata in questa sua prima avventura a solo. E non sono ospiti da poco a partire da Chris Fry, abilissimo chitarrista suo compagno nei Magenta, per finire con John Mitchell degli It Bites e non da meno Fran Brimble ai cori, sconosciuta ai più ma bravissima a contrappuntare Christina, nonché sorella della stessa. L’opener “Free” è di assoluto impatto e sembra studiata appositamente per valorizzare la gran bella voce di Christina, che qui sciorina fantastiche discese blueseggianti e si presta al gospel. “Way Back To My Heart” è un bel brano rilassante quasi in stile lounge, in cui la sorella di Christina, come scritto prima, si destreggia molto bene nei cori del refrain.
Dal jazzato di “Deep Ocean” alla ballad struggente “Tales of Broken Hearts”, passando ancora per il blues di “Do or Die”, il soft-prog di “Immorality” e il remix di “Deep Oceans”, effettuato da Jem Godfrey dei Frost e intitolato con poca fantasia ”Oceans Deep”, Christina confeziona un album gradevole da ascoltare, molto pop ma poco rock. E ancor meno progressive. Si rivela comunque un’ottima scrittrice e compositrice, essendo lei stessa l’autrice di ben dieci brani su undici, e solo la sua voce da brividi ne vale l’acquisto.
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