Recensito da Donato ZoppoNulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si restringe... (Vers. stampabile )Me lo ricordo dal vivo ad Avellino. Un festival rock con tanti giovani gruppi, indie, alternative, punk, stoner. Poi arriva lui: una sorta di santone stralunato, un Caparezza con il sari e un'immensa spirale cosmica in movimento dietro di lui. Un flusso di parole e suoni, di Ferretti e Coltrane, di Zappa e Elio. Un piacevole ricordo, durato nel tempo, fino alla scoperta del cd.
"Poste e telegrafi" è il disco d'esordio di Il Ristretto: questo stravagante personaggio potentino ha elaborato un'interessante teoria sul "restringimento del cerbello", e la applica nel suo album, un autentico stream of consciousness tanto strampalato e folle quanto serio e profondo. O forse, nella follia e nella liberazione, egli trova il senso delle proprie azioni.
"PT" è un concept album dichiaratamente ispirato al progressive-rock anni '70, anche se devia completamente da una possibile direzione rock: a partire dalla pulsante "Mestruazioni cerebrali" viene da pensare a Moby, agli Ozric Tentacles più dance, all'elettronica più ipnotica e disturbante, con spiazzanti citazioni floydiane ("S'azzecchene 'e ponte"), un ethno-pop estraniante ("Chill'ommemmerda e l'ANTI cerb") e il bel tentativo di dub psichedelico e jazzato di "Sanghe 're brigante" e "Elastico".
Ipnotico e avvolgente come la sua spirale, curioso e bizzarro, "PT" lascia l'ascoltatore con un drammatico interrogativo: ma avrà fatto sul serio o mi avrà preso per il culo? Nell'attesa di una risposta, mi restringo. |