Autore: FACTORY OF DREAMS
Titolo album: Poles
Nazionalità: Portogallo/Svezia
Etichetta: ProgRock Records
Anno di pubblicazione: 2008

Voto medio: (7)

Recensito da Marco Piva

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Hugo Flores, fondatore e cervello dei Project Creation, organizza, scrive ed esegue questo “Poles” con il moniker Factory of Dreams – se sia un progetto parallelo ai Project Creation o se invece la band precedente di Flores si sia sciolta non e’ chiaro, vedremo gli sviluppi. Alle voci, Flores ha reclutato la svedese Jessica Letho, che si occupa anche della produzione delle proprie parti. Tutto il resto – a parte un intervento al basso fretless di Chris Brown dei Ghost Circus – e’ tutto suonato da Flores.

Lo stile e’ una poco comune interazione tra il prog e la musica gotica, sulla quale base la voce della Letho si inserisce alla perfezione in uno stile che ricorda gli inizi di quel genere – mi riferisco a band quali Siouxie & the Banshees o i Cocteau Twins. C’e’ anche qualcosa di Ayreon in questo album, anche se non riesco a puntare il dito su un passaggio preciso. Diciamo che e’ l’atmosfera generale, aiutata dal fatto che si tratta di un concept ambientato su uno strano pianeta nel quale il bene e il male esistono in due aree separate, divise da un fiume, che ricorda un po’ lo stile del musicista olandese cui forse Flores si ispira.

La storia fantascientifica richiede in qualche modo uno stile futuristico, e Hugo Flores si dimostra in grado di aggiungere qualche elemento elettronico senza pero’ perdere la cupezza goticheggiante gia’ nominata.

“The Piano in the Sea” e Crossing the Bridge to the Positive Pole” sono i momenti migliori di questo disco, emozionanti e ben costruiti – a proposito, non fatevi spaventare dal finale del secondo pezzo che ho citato qualche riga sopra, che tra l’altro conclude anche il disco: non si e’ rotto il vostro lettore CD, e’ fatto apposta cosi’, un po’ nello stile di “Pull Me Under” dei Dream Theater. “Air Powerplant” e’ semplice ma forse proprio per questo affascinante, con diversi cambi di tempo. “Electric Boom” e’ il pezzo in cui Hugo Flores dimostra la propria maestria con la chitarra su una base di basso eccezionale grazie al gia’ nominato Chris Brown.

Insomma un disco interessante, non un miracolo di innovazione ma un bel lavoro che vale la pena di conoscere ed ascoltare.


Per ulteriori dettagli:
http://hugoflores.no.sapo.pt/prj_fd_1poles.htm - Pagina del disco dal sito di Hugo Flores
http://www.progrockrecords.com - Sito della ProgRock


I nostri voti:
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Donato Zoppo: (7)
Marco Piva: (7)
MEDIA: (7)



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