Recensito da Daniele CutaliRacconti d'imperfezione dall'Olanda... (Vers. stampabile )Gli olandesi Flamborough Head, guidati dal tastierista Edo Spanninga, pubblicano nel 2005 questo “Tales of Imperfection”, loro quinto album che segue a “One for the Crow” del 2002, disco che li ha lanciati finalmente nel grande firmamento del new-progressive europeo e li ha marchiati come possibili eredi degli storici connazionali Focus. Squadra vincente non si cambia, per cui la line-up è la stessa di sempre, affiatata e solida. Oltre a Spanninga ci sono Eddie Mulder alle chitarre elettriche e acustiche, Marcel Derix al basso, Koen Roozen alla batteria e la biondissima Margriet Boomsma alla voce e flauto.
La formula musicale dei Flamborough Head è tanto semplice quanto accattivante, con un appeal che affonda le proprie radici nel prog classico e nel folk bucolico che era caratteristica dei primissimi Genesis. Quelli di “Trespass” per intenderci. Ma la forte personalità nel suono della band olandese sta tutta nella voce stentorea della Boomsma e nei momenti concitati dei brani, dove vengono sottolineati i passaggi più graffianti e rock. “Maureen” è una splendido brano melodico, romantico sognante, con passaggi genesisiani, pianoforte, flauto e chitarre in primo piano. “Higher Ground” è invece uno strumentale in cui il romanticismo viene stemperato da un flauto medievaleggiante e da accostamenti a lidi armonici propri degli Yes.
Brano cruciale dell'album è “Silent Stranger”, ancora grande melodia e un bel giro di basso, aperture sinfoniche ariose di chitarra e la voce della Boomsma che non ha incrinature o cali. A seguire la dolce ballad per chitarra acustica e voci corali “Captive of Fate”. Chiudono l'album “Mantova”, palesemente dedicata alla città lombarda in cui i Flamborough Head hanno sostato per il Prog-Fest del 2003, e “Year After Year”, sofferto prog-blues con lunghi assoli di synth.
I Flamborough Head, pur rimanendo in àmbiti melodici e sinfonici, sono una band gustosa, gradevole, da ascoltare più e più volte, lontana dal new-progressive più scontato di altri gruppi d'oltremanica, con una personalità tutta da vedere e sentire. |