Recensito da Marco PivaDa Napoli… i Dream Theater? (Vers. stampabile ) La ProgRock pubblica l’album d’esordio dei napoletani Soul Secret, nati nel 2004 come cover band dei Dream Theater per opera del chitarrista Antonio Vittozzi. Gia’ nell’estate del 2005, pero’, i Soul Secret avevano deciso di trovare lo status di cover band troppo limitante, pubblicando un primo demo. Dopo una serie di cambi di formazione, la band schiera ora, insieme al gia’ nominato Vittozzi, Luca Di Gennaro alle tastiere, Lucio Grilli al basso e Antonio Mocerino alla batteria. Per quanto riguarda il vocalist, la pagina MySpace della band non indica un cantante fisso, ma accredita la composizione dei brani da parte di Michele Serpico ma la registrazione di tutte le voci da parte di Mark (anzi, “MArk”) Basile a causa di problemi di salute per Serpico.
L’influenza dei Dream Theater e’ chiarissima in questo album, gia’ solo dalla sua struttura. Il disco e’ infatti composto da sei soli brani, cinque dei quali oltre i sei minuti con uno che supera i sedici. Ascoltando i pezzi, poi, il paragone con i maestri del prog-metal e’ ancora piu’ palese. Gia’ solo nel primo brano, “Dance of the Waves”, si sente con chiarezza che tutti gli strumenti, voce compresa, si rifanno anche troppo a LaBrie/Petrucci/Rudess/Myung/Portnoy. “Inner War”, gia’ presente nel demo del 2005, inizia con uno stile da ballata per accelerare mantenendo pero’ un feel vagamente malinconico nella voce. Come fanno i Dream Theater.
Sia chiaro – “Flowing Portraits” e’ un bel disco. I fan dei Dream Theater e del prog-metal non se lo devono perdere, perche’ si tratta di un’aggiunta ottima ad una collezione incentrata su quel genere. Anzi, direi che e’ il disco che i Dream Theater avrebbero fatto bene ad incidere dopo “Six Degrees of Inner Turbulence”. Fatto sta pero’ che i pur bravissimi Soul Secret qui hanno composto ben poco di originale; d’accordo ispirarsi ad una particolare band, ma qui forse si e’ esagerato. Insomma un disco che se fosse dei Dream Theater si meriterebbe un bell’otto o forse di piu’, ma che essendo firmato da un’altra band non si merita piu’ di un sette – non di meno perche’ e’ oggettivamente molto bello, ma nemmeno di piu’ perche’ lo stile non ha nulla di originale. |