Recensito da Donato ZoppoTornano gli A Piedi Nudi, ma con il cuore a Seattle... (Vers. stampabile )Ricordate gli A Piedi Nudi? Una formazione storica del new progressive italiano, che forse ha raccolto molto di meno rispetto a ciò che realmente meritava, con il suo hard-prog agganciato alle atmosfere più fosche e tenebrose dell'Italia anni '70, quella di Balletti, Biglietti e Strani Giri... Oggi il leader della band, il chitarrista Nicola Gardinale, torna con un nuovo progetto insieme al vocalist Massimiliano Ferrari, un po' più dimesso rispetto ai toni altisonanti della precedente band, ma ancora anomalo nel panorama prog dal quale proviene.
Nic-G and the Mogsy è un classico quintetto hard schierato alla Deep Purple-Uriah Heep, e immediatamente, dall'opener "The Palmist", viene fuori un'atmosfera rock decadente e morbosa, un po' Seattle, alla Alice In Chains/Soundgarden per intenderci, con ritmiche squadrate e potenti, una voce "importante" alla Cornell e dei cori studiati bene, con spazi chitarristici incisivi e taglienti. Il sound della band è legato all'hard rock moderno, ancorato come si deve alla tradizione dei maestri Seventies, vedi anche l'allucinato blues elettrico (con ottime deviazioni prog!) alla Mad Season di "Alan Smithee", o quello Delta di "Cucaracha Mezcal".
Fortunatamente i Mogsy selgono di spaziare e apprezziamo la loro versatilità: toccano il funky rock alla Living Colour in "Harpo's Dilemma" e con tocchi acidi in "French horns", il southern più corposo in "Johnny Fisher". Un pezzo come "Dead man's touch" esprime l'intensità e il soul dei Temple Of the Dog e la finale "Stone in the wind" esprime l'inclinazione istintiva e soul del quintetto. Certo, per chi ricorda bene gli A Piedi Nudi l'ascolto potrà essere traumatico, ma la band suona bene e anche se spesso il sound è impersonale sicuramente dal vivo si esprimerà alla perfezione.
Tutto sommato il disco d'esordio di Nic-G è un buon rock album, senza grandi pretese ma con la giusta capacità di prendere il meglio dai classici e di essere in linea con le ultime grandi tendenze dei Nineties, tuttora intriganti. |