Recensito da Donato ZoppoEsordio solista per l'esplosivo organista dei Wicked Minds (Vers. stampabile )Un domani più grande: è quello che auguriamo a Paolo "Apollo" Negri. Uno dei musicisti italiani più produttivi e prolifici, che lavorano di più nell'ombra ma che - potenza della qualità e del talento - sono ammirati di più all'estero. Frizzante hammondista di Link Quartet e Wicked Minds, Apollo è inarrestabile: collabora con Ray Daytona, Modulo 5, Mastica, ma non trascura di coltivare una carriera solista che per la prima volta si esprime in "A bigger tomorrow".
Un album d'esordio incentrato sul poderoso organo Hammond A 102, che vibra, brucia, tuona sotto le dita di Apollo. Anzi, un'occasione per divertirsi e suonare buona musica con tanti amici e ospiti, togliendosi anche lo sfizio di coverizzare Brother Jack McDuff e Horace Silver. I brani viaggiano su binari acid-jazz e soul-rock cari a Negri, come se il progetto fosse un'appendice dei Link Quartet, e pezzi del calibro di "Applecore", "Let the sun catch you sleepin'", "Slices of funk" hanno il passo suadente di una pantera e mostrano una semplicità solo apparente, perchè dietro al temino di facile presa si nasconde una perizia di esecuzione e di ricerca del timbro giusto, ma in particolare un groove che pompa pulsante.
L'atmosfera è anni '60, molto "vintage" (ascoltate "Under the rain"!), tra funk hancockiano, bossanova, i primi vagiti jazz-rock, il soul jazz e grintose accelerate rock. Non c'è solo Hammond: l'irresistibile "Mr. & Mrs. Thunderbird" oscilla tra il funk massiccio e certo rock di fine 60s, "3 in a bed" accosta un moog d'annata e un acidissimo guitar solo, "Closer" è un seducente soul e l'entusiasmante "Filtersweeping" una sarabanda di tasti d'avorio (trionfale coda di Mellotron!) con Massimo Paparella e Guillaume Methenier.
Gli auguriamo un domani più grande, ma il suo oggi è già radioso. Complimenti ad Apollo. |