Recensito da Daniele CutaliUn altro buon musicista ligure... (Vers. stampabile )Musicista ligure, di Chiavari esattamente, Luca Scherani è principalmente un tastierista, ma è anche un multistrumentista con svariate collaborazioni alle spalle soprattutto con altri artisti dell'area genovese. Alcuni di essi sono anche ben conosciuti nei lidi progressivi, come Fabio Zuffanti - Scherani è stato con lui nei progetti Merlin, Finisterre e Hostsonaten. Ma milita anche in band come Trama, 46° Parallelo, Alibi Futuri e Periplo, quest'ultimo con l'amico Fausto Sidri in duo (anche Sidri è un attivo musicista di Genova presente in progetti multipli). Ritroviamo Sidri anche in questo album di debutto di Scherani, insieme ad altri ospiti come Stefano e Carlo Malvasio, rispettivamente batteria e basso, Andrea Cocciardo alla chitarra, Nicola Peirano al violino, Daniele Lagomarsino alla chitarra classica, e Ivano Orio Oliveri alla chitarra. Ospiti alla voce Fabrizio Dallagiacoma, Nadia Scherani, e i piccoli figli di Scherani e Sidri, rispettivamente Alice e Gabriele.
“Everyday's Life” è un album in gran parte basato su tastiere, pianoforte, sintetizzatori ed effetti vari, quasi totalmente strumentale, e non poteva essere altrimenti. Ma non per questo risulta essere monotono, anzi. Scherani ha delle gran belle idee. Imbrocca benissimo i primi tre brani, “In The Darkness”, “In The Morning” e “Anonimous” , i quali a fronte di forti pulsioni spaziali, vibrazioni siderali e sonorità che hanno i loro riferimenti nei corrieri cosmici tedeschi, riescono a mescolare melodie tipicamente mediterranee degli anni '70, provenienti dal quel prog italiano tanto amato da alcuni suoi conterranei, linee evanescenti disegnate da mini-moog e chitarra in background. L'utilizzo del violino e del pianoforte in “In The Darkness” sono azzeccati e danno colore, accentuando certe nuances jazz-rock a là Arti & Mestieri.
Il resto dell'album si attesta su standard qualitativi buoni. Spiccano brani come “Il Dono”, ancora con un violino molto “mestieristico”, la title-track stessa, che sprizza gelida malinconia spaziale sintetica per poi aprirsi a calde armonie, “Solo Chi Ha Sofferto”, sempre vicina al prog italiano dei Seventies con una bella linea di mini-moog a soleggiare, “Soli”, con la bella voce di Nadia Scherani a tenere assieme uno stile jazzato ed elettronica preponderante. Scherani si lascia andare anche a sperimentazioni elettroniche ardite, elaborate, spigolose, come nella stessa “Anonimous” e “In The Evening”, celebrando quello che è il vero spirito progressivo, la ricerca continua.
Un bel debutto di un musicista che si affaccia sul mercato discografico indipendente (la Moonlight è infatti una giovane etichetta romana) con alcune scelte coraggiose ma che possono risultare anche gradevoli a un orecchio non solitamente allenato a certe sonorità. |