Recensito da Donato ZoppoTra rock, jazz e lo spirito jam, un interessante trio tedesco (Vers. stampabile )Oh che bello, un trio progressive-fusion dalla Germania... Potrà la proverbiale serietà e rigidità del popolo tedesco adattarsi ad un genere che richiede sempre di più fantasia e creatività? I Trigon ci provano, e già dalla presentazione indicano un voler percorrere strade insolite, già dal 1990, anno del disco d'esordio. Il quinto album "Emergent" prosegue all'insegna di questo Heavy Zen Jazz, ovvero un jazz appesantito dall'approccio rock e al tempo stesso alleggerito all'impianto metafisico del pensiero Zen, che sfida le gabbie della razionalità e fa da saggia guida per l'improvvisazione.
Aspro e spigoloso, capace di abbracciare sia l'hard che il blues, il rock-jazz del trio fa tornare in mente anche i Soft Machine con Alan Holdsworth, gli Uzeb, ma con uno spirito più rockeggiante, da jam band, con il totale predominio del chitarrista Rainer Lange. Come se fossero dei Guru Guru meno acidi (vedi la trascinante "Lederne beistelldamen"), o degli Ozric Tentacles con la fissa del jazz. Certo che pezzi come "Emergent", "Kamasutra debakel" e "Turbulenzen" (molto Djam Karet!) pur carburando lentamente, guadagnano poi un bel groove, mostrano una tendenza a curare le dinamiche, anche se penalizzati da una formazione triadica che limita un po' la verve dei Trigon. Non è un caso che nei pezzi in cui entra in gioco il tastierista Udo Gerhards riescano anche a lanciare meglio le doti di performer di Lange, come in "Raff an dorte" e ancora di più nella tonante "Fette beute", in cui scolpisce un brillante assolo di memoria zappiana.
"Emergent" altro non è che una lunga e libera jam ad alto tasso energetico. Per gli amanti del kraut-rock i Trigon saranno senza dubbio una formazione imperdibile, i fanatici del rock-jazz e delle jam bands potranno trovare qualche spunto interessante. |