Autore: CARPANI, ALEX
Titolo album: Waterline
Nazionalità: Italia
Etichetta: CypherArts
Anno di pubblicazione: 2007

Voto medio: (7)

Recensito da Donato Zoppo

New prog tra passato e presente... sul pelo dell'acqua! (Vers. stampabile )

Ahhh... ogni tanto un bel disco prog fa proprio bene, confessiamolo! Un sound alla Genesis/Orme, la copertina di Paul Whitehead, ospiti di lusso come il grande Aldo Tagliapietra. Ogni tanto nel panorama prog italiano compaiono dischi per nulla innovativi ma che riescono a creare un ponte con il passato, a rispolverare quella tradizione di cui, in fin dei conti, non dobbiamo vergognarci. Mi vengono in mente i Submarine Silence, la Maschera di Cera, qualche anno fa Aviolinee Utopia e Lothlorien.

Nel caso di Alex Carpani, poi, la produzione è ulteriormente interessante. Alex, capace tastierista e compositore, ha pensato in grande al suo progetto, innanzitutto alla band, anzi, al "supergruppo". Il chitarrista Ettore Salati viene dai blasonati the Watch, attualmente la new prog band italiana più amata nel mondo; Marco Fabbri è batterista negli Odessa e anche dei francesi Eclat; Fabiano Spiga è un bassista di provata esperienza, attivo con decine di formazioni. Al quartetto si aggiungono ospiti italiani (Tagliepietra) e stranieri (Tony Spada, Dan Shapiro, Cory Wright, etc.).

Il progetto "Waterline" è ispirato al pelo dell'acqua, a quel confine sottile che unisce mondi diversi: è facile intuire quali suggestioni crei questo tema negli animi prog, abituati a vedere l'unione tra rock, classica e jazz simboleggiata da misteriose allegorie. La copertina del leggendario Whitehead completa la presentazione. Un lavoro così "tradizionalista" stupisce subito per l'assenza di suite: Carpani ha compreso che è necessario snellire il prog canonico e ha confezionato una dozzina di brani di media durata, di più accessibile fruizione. Tuttavia, non ha perso nulla della straordinaria magia che aveva in mente: le classiche aperture tastieristiche, gli assoli di estrazione hackettiana, un'asprezza ritmica più levigata, i "topos" del prog ci sono tutti ma risultano saggiamente amalgamati.

"Waterline" è un disco suggestivo, fatato e appena irrobustito da chitarre a volte più graffianti, impreziosito dalla consueta prestazione vocale di Aldo. La storica voce delle Orme sembra fatta apposta per rendere speciale ogni brano, ed è la ciliegina sulla torta per pezzi già validi come "The siren and the mariner" e "In the rocks". In generale il cd naviga su mari new prog fatti di accattivanti melodie, spunti classicheggianti alla Banco ("Agua Claro" e "The waterfall"), primitivi esperimenti sinfonici di Procol Harum e Nice (il rifacimento del Preludio e fuga in do minore dal Secondo volume del Clavicembalo ben temperato di Bach), ottimi dialoghi strumentali chitarra-flauto ("Song of the pond"). "Starcurrents" recupera gli incantesimi delle Orme e convince per la concretezza, "A gathering storm" e "Catch the wave" (che ricorda i Camel di fine '70s) tirano fuori un ottimo groove jazz-rock, anche grazie all'apporto dei fiati.

Pur non essendo un album perfetto (alcuni brani decollano con difficoltà, altri non sono del tutto compiuti), "Waterline" è un'ottima prova d'esordio, che farà innamorare tutti i fans del progressive dei tempi che furono, dai quali prende le magie sonore, l'intensità melodica, gli arazzi struggenti e la grande capacità espressiva.


Per ulteriori dettagli:
http://www.alexcarpani.com - Alex Carpani
http://www.cypherarts.com - CypherArts


I nostri voti:
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Donato Zoppo: (7)
MEDIA: (7)



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