Recensito da Donato ZoppoIndie-noise-post-something... (Vers. stampabile )Coraggiosa, spartana e minimalista, molto Do It Yourself, l'etichetta Stuprobrucio esordisce con il quarto EP dei Drink To Me, provenienti anch'essi da Ivrea (TO). Ci cattura quella non-definizione "indie-noise-something-rock", una sorta di manifesto incerto e indefinito per un quartetto rock che accosta l'impatto fragoroso del noise alla ricerca timbrica dell'art rock, in particolare con l'uso di un vecchio sintetizzatore Crumar, che si accosta alla chitarra conquistando spazio, come in "Devil and her".
Queste "Kralle Brau Sessions" odorano di psichedelia traballante ("Drink to Celia"), di kraut rock (i suoni fluttuanti di "Masetti") e, perchè no, anche di tentazioni progressive, sia nei cambi di tempo improvvisi che nelle costruzioni, lo-fi quanto si vuole ma mai lineari e scontate. Melodie suadenti quanto alcooliche spuntano fuori da "Paso adelante", tutto suona però molto americano, poco europeo, vagando tra le plaghe indie-post-emo etc. etc. Ricordi di Sonic Youth e Television, My Bloody Valentine e Flaming Lips, "Interstellar overcock" ha solo nel titolo un richiamo floydiano, tra suoni post punk e acid rock.
Dischetto grazioso per un gruppo che ha molto da dire. Le ultime news li vogliono pronti per un album vero e proprio: lo aspettiamo. |