Recensito da Donato ZoppoArriva il grande rock dei Ten Midnight! (Vers. stampabile )Con la rapidità del macchinone americano dipinto in copertina, i Ten Midnight tornano all'assalto subito dopo la pubblicazione del loro demo, con un disco d'esordio che conferma la bontà della loro proposta. Per la serie "pochi ma buoni", il quintetto bolognese fa parte di quello sparuto manipolo di rockers italiani il cui progressive è vicino alla "vulgata" nordamericana (Styx, Loverboy, Touch, Kansas, Rush, Triumph e Saga), con piccoli interventi alla Queen: con Top Left Corner, Asgard, Evil Wings e pochi altri la band predilige suoni duri, cromati, pomposi, senza sconfinare nel prog metal.
La coppia iniziale "A better tomorrow" e "Storm" chiarisce le idee sul connubio melodia-potenza: voce e ritmiche robuste, tastiere ariose e chitarre roventi, spiazzanti breaks di flauto, reminiscenze di Deep Purple e Graham Bonnet, una vena melodica più spiccata che in passato, con bei cori, assoli intensi e comunicativi, atmosfere mai troppo aggressive. Interessante la scelta dell'italiano, una lingua certamente non adatta a tal genere, benchè la band abbia lavorato molto per raggiungere una perfetta integrazione testo-musiche. In tal senso funziona meglio "Illusion of mind", un brano che ha influenze progressive più marcate.
La concezione prog dei TM è legata più ai lunghi e grandi assoli, inseriti in costruzioni armoniche snelle e mai ridondanti, come accade ad esempio nelle "deviazioni" di "Unknown destination"; l'ottima "My life, my soul" manifesta legami con il rock adulto e con certi New Trolls, rivelando una buona tenuta di gruppo. Dall'altra parte bisogna anche notare che il difetto principale dei brani è che decollano con lentezza (vedi "Mission", che però ha un delizioso intermezzo strumentale), ma alla band serve un po' di attività dal vivo per capire meglio quali sono i punti dolenti dei propri brani. Menzione a parte per "Io cerco te", eseguita dal solo batterista Bovini, sulla scia del Nick Mason di "Ummagumma", più concreto e meno sperimentale.
Gradevole album d'esordio, "Ten midnight" propone al pubblico un gruppo anomalo per il prog italiano, anche se consigliamo ai ragazzi di affinare ancora meglio la propria cifra stilistica. |