Recensito da Donato ZoppoLa ristampa BTF che recupera l'impianto originario dello storico disco (Vers. stampabile )Tanto rapida è stata la sua durata, quanto longeva la sua fama: uno dei ricorrenti paradossi del prog italiano introduce il Campo Di Marte, gigante del pop italiano anni '70, con un disco pubblicato subito dopo lo scioglimento e una considerazione da parte degli appassionati che ha reso il gruppo fiorentino una delle "one shot-bands" più amate.
Negli ultimi anni c'è stata una vera e propria riscoperta della fulminea storia del CDM, cosa che si è riflessa anche sull'attività solista di Enrico Rosa, mente storica del gruppo. Enrico ha anche realizzato un'episodica reunion nel 2003 (vedi "Concerto Zero") ma prosegue con i suoi album, sempre inclini ad una raffinata fusion di marca chitarristica.
Con questa ristampa la BTF bissa l'operazione compiuta dalla Mellow nel 1994: la casa sanremese ristampò per la prima volta su cd il disco, ora BTF (nella collana AMS - Italian Prog Remasters) va oltre, non solo per la confezione cartonata che recupera anche parte dell'artwork e delle foto originali, ma anche perchè la scaletta è proprio quella pensata da Rosa prima che la United Artists intervenne a stravolgere le intenzioni. La UA volle infatti aprire il disco in modo più duro e solenne, scelse dunque di cambiare la disposizione dei brani, modificando anche l'impianto concettuale.
Oggi è possibile riascoltare il disco in quelle che furono le originarie idee di Rosa e compagni, ricordando che, al tempo dell'uscita (1973) la band era già sciolta e subito riformata con un personale diverso, che fece anche alcuni concerti. Tutto questo rende l'album un imperdibile gioiello: un disco già noto agli appassionati, presente senza alcun dubbio nelle discografie degli ascoltatori. Un disco fatto di dinamismo, cambiamenti repentini, soluzioni accattivanti, di influenze classiche e jazz, del chitarrismo espressivo, fluido e rovente al contempo, di Enrico Rosa.
I sette tempi testimoniano la perfetta forma del gruppo, che spaziava dal classico all'hard rock, dall'acustico al jazz con una propria personalità e un'originale formazione con due batterie e un corno francese, un vero unicum nel nostro progressivo. Il nuovo mix dà finalmente all'opera quella compiutezza persa già nel 1973, all'atto della propria uscita. |