Recensito da Daniele CutaliLe Asturie in Giappone...? (Vers. stampabile )Abbiamo assistito recentemente alla loro esibizione live all'Heron Prog Festival di Novara, organizzato in sinergia con Giovani Espressioni da Paolo Ferrarotti del Castello di Atlante, e ascoltate le premesse non ci hanno deluso. I giapponesi Asturias negli anni hanno cambiato radicalmente la loro proposta musicale tanto da essere etichettati come musica prog da camera, ma nelle intenzioni rimangono comunque realmente progressivi tale è la portata del cambiamento. Un progetto nato dalla mente del geniale chitarrista Yoh Ohyama che alle origini proponeva un new-progressive già abbastanza fuori dalle normali coordinate che si rifanno sempre al movimento inglese. Dopo lo scioglimento a causa del mancato supporto da parte della major giapponese King Records, la quale diede come motivazione le scarse vendite, una decina di anni dopo Ohyama riparte da zero e lo fa con eleganza e raffinatezza.
Questa volta il periodo è quello giusto e il panorama musicale è propizio per la loro musica totalmente rinnovata in acustico, tanto che i nuovi Acoustic Asturias (l'aggettivo aggiunto al nome è quanto di più azzeccato) trovano in Hiroshi Masuda della Poseidon Records un perfetto amico e produttore. Esce nel 2005 lo splendido album “Bird Eyes View”, un incredibile esempio di flebili sensazioni acustiche, dolcezza melodica e idee ben precise rese talvolta anche con verve esecutiva solo con clarinetto, violino, pianoforte e chitarra acustica. Pur nella sua breve durata il disco è una chiara dichiarazione d'intenti e l'attenzione della stampa specializzata si focalizza su di loro. Fioccano così nuovamente anche i concerti grazie alla capillare promozione attuata dal simpatico Masuda. Baja Prog in Messico e ProgSud in Francia su tutte, ma anche il già citato Heron Prog, Milano e Roma in Italia, gli Acoustic Asturias fanno faville dal vivo per la grande tecnica dei musicisti ma soprattutto per il loro cuore.
Il dvd in questione immortala il concerto tenuto dal quartetto giapponese il 14 Agosto del 2005 nella loro terra del Sol Levante, al Coronet di Okazaki City. Una produzione privata di Ohyama, questa, ricavata dalle riprese effettuate dallo staff del Coronet, ma comunque distribuita da Masuda ai vari concerti insieme alle numerose altre uscite della Poseidon.
Pur con i prevedibili difetti di una produzione privata, quindi la mancanza di un booklet rifinito, di vari bonus ed extra, e inquadrature non troppo varie, il filmato è un ottimo spaccato di ciò che i nuovi Asturias sanno fare dal vivo. Si può rimanere ammaliati dalla grazia della violinista Miki Fujimoto e della clarinettista Kaori Tsutsui, ma è la loro loro perizia tecnica a fare da contraltare alla loro leggiadria. Essa ci riporta alla splendida realtà musicale dei loro brani, “Wataridori”, “Distance” e “Bird Eyes View” su tutti. Grande pianista Yoshihiro Kawagoe, il quale con lo sguardo cerca Ohyama per i cambi di tempo e di armonie. Un toccante viaggio acustico che cesella un rilassante immaginario.
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