Recensito da Matteo StradaEtno-Roma in evoluzione (Vers. stampabile )L’addizione è una delle operazioni fondamentali dell’aritmetica. In sostanza si tratta di combinare due o più termini in un singolo numero, la somma.
Bastasse l’aritmetica, Funkallisto sarebbe un gruppo di sei elementi.
E allora perché tutto questo meltin’ pot sonoro, questa mescolanza bizzarra di volti? Proviamo a fare di nuovo i conti.
Peter Crucioli. All’inizio non ce lo trovi, si lima le unghie come nella migliore manicure del quartiere. Uno che si lima le unghie, andando ad intuito, è un perfezionista. Accanto a lui, Un chitarrone.
Francesco Abbatiello. E il suo basso. E i suoi occhiali da vista. E il suo groove,centro nevralgico della band. Uno che fa poche assenze.
Martino Onorato. Calato in una realtà apparentemente lontana dalla sua, il ragazzo si presenta alla vista come farebbe un londinese intento ad interpretare i suoi brani emo-core. Ma poi anche lui suona, e si cala nel contesto in maniera totale. Si fa emozionare dalle sue stesse dita, si muove da dentro. E non te le manda di certo a dire quando si tratta di prendere il faro della scena e puntarlo su di lui. Prima o poi cadrà dallo sgabello tant’è il coinvolgimento.
Enrico Antinori. Congas e altri accessori. Il tocco etnico della band. Valore aggiunto ed utilissima soluzione ritmica. Un omone grande e grosso, mani pesanti, sudore, voglia.
Alex De Martino. Più che dietro ad una batteria virtuosa come la sua, starebbe apparentemente bene dietro ad una cattedra. Elegante nella sua semplicita, il "batterista della porta accanto" sfodera una sorprendente varietà di idee ritmiche, che saranno poi caratteristiche di Funkallisto.
Danilo Desideri. Un suonatore di sax, prima di tutto, poi il resto; ideatore del progetto, frontman, public relator, web master del sito internet. Polivalente e operativo.un ruolo tra le linee. Trequartista di faringe e di cervello, mediano quando serve al gruppo.
La somma è un disco autoprodotto di sei brani interamente strumentali di buona qualità e idee davvero interessanti. Un trito di latinjazz, funky, soul e quant’altro lasci all’estro le chiavi del cancello d’ingresso. A voi l’ascolto.
P.S.
Doverosa postilla va scritta a riguardo della produzione "dal vivo" dei Funkallisto. Attività in perenne fervore, suonano sempre e ovunque, manifestando palesemente la loro mancanza di altezzosità e la non meno importante volontà di far conoscere la propria musica in qualsiasi circostanza. Roma li ringrazia
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