Recensito da Donato ZoppoRock, folk e... Arberesh! (Vers. stampabile )Il rock come divertimento ed evazione, certo, ma c'è anche il rock che si carica di impegno, di veicolare un messaggio, di farsi promotore di un'istanza. E' il caso della Peppa Marriti Band, che con il suo folk-rock mediterraneo si fa portavoce della lingua e della cultura Arberesh: trasmessa oralmente da secoli, sopravvissuta alla modernizzazione e alla globalizzazione imperante, tale lingua si conserva intatta tra le minoranze italo-albanesi nel Meridione d'Italia, tra Puglia e Calabria in particolare.
La PM Band (originaria di S. Sofia d'Epiro, Cosenza), dopo anni di gavetta fatta di concerti e partecipazioni a festival e raduni vari, arriva al sospirato disco d'esordio il cui titolo è altamente programmatico. "Rockarberesh" è un manifesto di combat-rock/folk che raccoglie una lingua e uno spirito, imprimendolo al proprio sound. Sonorità focose, incalzanti, dominate spesso dal violino e da chitarre ruggenti.
Brani festosi e danzanti come "Ohj Manu Chao!" e fanno da contraltare a episodi più malinconici e raccolti ("E para" e "Vjershet"). Non sono solo i testi a recuperare le radici albanesi ma anche la musica ne risente fortemente: è il caso di "Nje petrit" e "rrini mire se jam e vemi". Più anonimi dei pezzi di rock cadenzato e aggressivo come "Ruajta"; "Vaite" è invece un rock arioso con qualche venatura prog.
"Rockarberesh" è un disco che non si discosta dalla media delle produzioni folk-rock; nella sua ampia ispirazione musicale si avvicina alla proposta dei pugliesi Radicanto pur non avendone la raffinatezza, guadagnando anzi in energia e comunicatività. Un debutto grazioso, anche se altalenante: consigliamo al gruppo di focalizzare meglio obiettivi e proposta. |