Recensito da Donato ZoppoLo sconfinato pop di un bel quintetto americano (Vers. stampabile )Il piacere di ascoltare gruppi eclettici e stravaganti spesso è impagabile. Molto meglio di un'attesa reunion di una grande rock band degli anni '70. E' così per il quintetto americano dei Point Juncture, WA, autore di questo interessante EP dal titolo "Juxtapony", con quelle due sagome cavalline incrociate in copertina che creano uno strano effetto ottico. E strani lo sono anche loro, con una voce femminile un po' "borderline", un intreccio di melodie Sixties, elettronica vintage, un approccio elettroacustico un po' jazzato, quasi confinante coi suoni di Canterbury.
"The siesta movement" mette le carte in tavola, una sorta di miscuglio tra i Sonic Youth, la new wave e certo indie rock; le atmosfere un po' sospese, in bilico tra elettrico e pop acustico, con quel vibrafono che punzecchia le chitarre acide. Tutto è decomposto e disarticolato, come in un gruppo simile quali gli Ebb And The Flow; eppure ritorna all'alveo della melodia con facilità, basta ascoltare l'intenso finale voce e piano di "Oh, pioneers".
E' moderna psichedelia quella della stralunata "Transient attack", con brillanti aperture melodiche; "Comments in jars" ti spiazza per quella leggerezza quasi evanescente, "Superer" per l'accostamento melodia zuccherosa-chitarre devastanti, come facevano i Jesus And Mary Chain.
Mini album intelligente per una band promettente, solo un po' dispersiva. E' in arrivo un altro disco, attendiamo con fiducia. |