Recensito da Donato ZoppoUn prog metal drammatico e oscuro dalla Grecia (Vers. stampabile )Fa sempre piacere ascoltare gruppi provenienti da nazioni che non hanno una spiccata tradizione rock. I greci Tears ci propongono un prodotto simile a quanto ascoltato ultimamente dai milanesi Edera o dai siciliani Fragment, ovvero un prog metal molto teatrale, magniloquente, drammatico e oscuro. Il loro demo-cd "Falling certainty" non aggiunge nulla a quanto realizzato dai vari Queensryche, Saviour Machine o Veni Domine, eppure per un gruppo che proviene da una nazione "minore" nel rock è un discreto traguardo.
Il suono è in generale molto curato e il talento esecutivo notevole, come testimoniato dalla mini-suite "Self Destruction", in cui tutti i musicisti hanno modo di farsi notare sia come singoli che come insieme; peccato che in alcuni passaggi le scivolate verso la banalità siano così evidenti.
"Things imaginary" è un brano carino, con tinte fosche quasi anni '80; sul metallo orchestrale di "Time master" il gruppo mette in scena un dramma amletico sul tempo e la propria identità. Inserti romantici e recitazione gotica, spunti sinfonici e melodie inquietanti, tutto l'armamentario del gothic metal è recuperato e immesso in un contesto tipicamente heavy prog.
Se si fosse trattato di una band tedesca o italiana sarebbe senza dubbio passata inosservata, i Tears dimostrano di avere stoffa ma devono necessariamente cercare la propria via stilistica. |