Recensito da Lucio LazzaruoloScacco Matto (Vers. stampabile )Ben prima che Hammill fosse definito lo Schopenauer del rock (come vedete la stupidità di certa critica è infinita) era stato pubblicato dalla Charisma il suo primo album solista. Un disco sfaccettato nel quale Hammill, o forse dovremmo dire Peter e il suo produttore si affidano a molti musicisti, proprio il contrario dell’autarchia musicale (non sempre convincente a dire il vero) che caratterizzerà molti episodi successivi della carriera solistica di Peter. Nel disco infatti ci sono Robert Fripp, vari componenti dei Lindisfarne oltre i fidi Banton, Jackson e Evans.
Fool’s mate è connotato da brani piuttosto brevi, molto diversi, in genere dalla produzione coeva dei VdGG, probabilmente pescati da vecchie composizioni che ci mostrano un Hammill scanzonato divertente (e divertito) in Imperial Zeppelin e Sunshine (il primo brano preannunciato da quelle che si potrebbero definire i Frippertronics che poi concluderanno anche il disco), sereno in Happy, autore di una deliziosa canzone d’amore (Vision), più inquieto e meditativo in Solitude, Child e Viking brani che sembrano preannunciare i toni intimistici di Chameleon in the shadow of the night, il successivo disco solista di Hammill che vedrà la luce dopo il primo scioglimento dei VdGG. Da notare, tuttavia, che anche in questi brani il produttore saggiamente decide di servirsi di una strumentazione abbastanza nutrita, per evitare che le canzoni risultino monocordi. I toni che saranno poi consueti nella sua produzione li si trovano in The birds, uno stupendo brano punteggiato dagli interventi di Robert Fripp e soprattutto in I once wrote some poems. Richiami vagamente folk, più per la presenza dei mandolini dei Lindisfarne, si trovano in Candle, un altro brano suggestivo, certo non inferiore a tanta produzione successiva di Hammill.
Nella ristampa su cd manca l’originale inner sleeve che riprendeva Peter intento a suonare il pianoforte durante le sessions di registrazione e mancano soprattutto i testi che sono un aspetto fondamentale dell’arte di Peter. E qui si potrebbe fare qualche considerazione sull’industria discografica sempre pronta a piangere miseria per i download illegali. Ma altrettanto pronta a lesinare il centesimo quando si tratta di fare un lavoro grafico decente o stampare i testi. Fra l’altro la ripubblicazione su cd di questi vecchi album ha significato per l’industria un guadagno notevole perché si sono drasticamente abbattuti i costi di stampa delle copertine e nel contempo si sono più che raddoppiati i prezzi…….
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