Recensito da Donato ZoppoA guitar hero from Naples! (Vers. stampabile )Sarebbe interessante fare un censimento dei "Guitar-heroes", un fenomeno che dagli anni '80 ha invaso il mondo musicale, portando invenzioni e svolte (pensiamo ai lavori di Steve Vai, Joe Satriani, Scott Henderson), modelli imitati a dismisura (Malmsteen!), tanti canoni e clichč. Questo censimento potrebbe chiarire le idee sui punti di riferimento per questi eroi della sei corde: Allan Holdsworth e Steve Morse in primis. Gli stessi che sono alla base del lavoro del bravo chitarrista campano Fabrizio Fedele.
Fedele č autore del disco "The invisible part of me", prodotto dalla Afraką di Lino Vairetti agli inizi del 2003. Nel lavoro del giovane chitarrista ci sono citazioni e referenze evidenti ma anche una spinta melodica che prevale, rendendo la sua fusion gradevole, equilibrata, piacevole. In questo un pezzo come "As she does" la dice lunga, con la chitarra elettrica che detta legge e l'acustica che ammorbidisce i toni.
Attenzione: l'aspetto tecnico per Fabrizio č alla base, non a caso ha studiato con un maestro del calibro di Frank Gambale, tuttavia c'č il giusto peso al feeling (come in "Martina, stop moving!") e alle armonie mediterranee ("2 unfinished minutes"), elemento centrale per la sua concezione sonora. Forse questo aspetto deriva anche dalla sua collaborazione con un cantautore passionale come Gigi Finizio.
C'č hard rock al quale non mancano scariche funk (l'ottima "Traffic"), heavy fusion serrata e tagliente ("B.b.b. Bomb"), accenni folk rock/west Coast ("Essential") e interessanti episodi elettro-acustici (l"Maybe Fredy"). Il solismo appassionato emerge in "Scared, she was!", con suggestivi interventi di tastiere.
E' un sound caldo e accattivante, solo a tratti impersonale, ma piacerą agli appassionati della fusion chitarristica. |