Recensito da Donato ZoppoThe Works Of Chamber Music (Vers. stampabile )Certo che la versatilità creativa di questo signore è sorprendente... Uno Zuffanti giapponese! Hoppy Kamiyama, folletto leader della controcultura musicale di Tokyo e dintorni, si veste da ippopotamo in copertina e poi dirige quartetti d'archi nel disco: ammetterete che si tratta di un tipo un po' bislacco! E anche questo "Juice and tremolo - The works of chamber music", non è da meno.
Si tratta di un'antologia curata da Hoppy in persona e pubblicata nel 2002, che raccoglie tutta la musica da camera che il nostro ha composto e diretto tra il 1990 e il 1997. Ad esempio due pezzi furono incisi per clip di tv commerciali, "The Chugoku Electric Power" (92) e "Philips TV" (93): lil primo è un brano dal sapore felliniano, una danza circense molto umoristica, il secondo è da tutt'altro versante, uno strampalato jazz/noise.
Ancora spot con "Toyota Hilux Surf" (percussioni aficane) e "Japan Tobacco" (echi celtici degni del Signore degli Anelli...).
"The philosophy of torture, the wired heaven" (97) è tra le cose migliori della raccolta: quartetto d'archi dall'impronta minimale, sulla scia degli esperimenti delle Orme di "Florian". Non è così per la sfrontata (e probabilmente alcoolica...) pièce di "FFF", dove ai quattro è lasciata maggior libertà e trasgressione, contrapponendosi alla compassata serenità del brano precedente. E dire che furono incisi la stessa notte...
Influenze di Bartòk e Schoenberg - molto importanti per gli studi di Hoppy, come lui stesso ammette - penetrano il tessuto di "Madame Mantys" (96), con un interessante uso del pizzicato.
La filosofia-Kamiyama esplode però in "Fantasm B": da principio soave e leggiadra, poi violentata dalle percussioni metalliche del grande Chu Ishikawa (lo ricordate "Tetsuo"?), chamber rock da collezione. Altrettanto interessante un pezzo targato Optical*8, ovvero "Fresh for the jet set" (96): otto minuti di delirante, assatanato e schizoide free rock.
Ma dato che Hoppy è un tipo a cui piace stupire, non vi sorprenderà ascoltarlo al pianoforte Steinway per 15 minuti, con un lungo brano dedicato a Messiaen: lenti, immobili, profondi, cristallizzati nello spazio e nel tempo ("Nucleon", 96).
Versatile, certo, ma anche fantasioso, ai limiti dell'immaginazione incontrollata: "Insects dream" è infatti stata inviata dal futuro grazie a una macchina del tempo, infatti la data è 2006. Curiosi? Basta ascoltare e scoprirete che ogni notte, entrrando in un campo o in un giardino, anche voi potrete ascoltare questa mirabile "sinfonia naturale". |