Recensito da Marco Piva (Vers. stampabile ) Disco d’esordio per la band guidata da Henning Pauly (chitarra) affiancato dai compatrioti Stephan Kernbach (tastiere), Christian Becker (basso) e Thorsten Hannig (batteria) insieme al vocalist americano Matt Cash, arruolato all’ultimo momento, giusto in tempo per scrivere i testi e naturalmente per interpretarli alla grande.
Si tratta di un concept che racconta la storia del mondo, partendo dagli inizi (“Before There Was”) e spingendosi fino al futuro (“What There Will Be”) attraverso tutta la storia dell’evoluzione, passando per l’inizio della vita (“First Life”) e la nascita della specie umana (“The Augmented Animal”), il tutto intervallato da sette brevi tracce intitolate tutte “Earthscape” che contengono molto recitato, spessissimo esplicative e a volte incentrate sulla Germania, patria della band (eccetto Cash), talora anche ironiche, seguite da una traccia bonus sulla falsariga delle sette "Earthscape".
Il prog metal dei Chain e’ una sintesi delle suggestioni del progressive tastieristico degli anni ’70 (ad esempio Emerson, Lake and Palmer) e del tipico metal tedesco di band storiche come Helloween e Scorpions, che emerge soprattutto, per assurdo, nelle parti vocali di Matt Cash, ovvero l’unico non tedesco della band; la tecnica individuale, eccelsa, si sposa benissimo con un gusto di suonare che trapela da tutto il disco.
“Reconstruct” e’ un bellissimo album d’esordio, e gli ascoltatori possono dormire sonni tranquilli, confidando in un futuro pieno di buona musica proveniente dalle sapienti mani di Pauly e dei suoi Chain. |