Autore: SEGAL, GREG
Titolo album: An awareness of frameworks
Nazionalità: USA
Etichetta: Phantom Airship Records
Anno di pubblicazione: 2004

Voto medio: (7)

Recensito da Donato Zoppo

70 minuti di bizzarrie: torna Greg Segal (Vers. stampabile )

Nelle sue cose Grewg Segal è insuperabile. Prende le sue innumerevoli chitarre, quintali di pedaliere, un basso e quanti più aggeggi possibile e si rinchiude nel suo studio di Portland, in compagnia di una batteria, una consolle, tastiere e tutto quanto occorra per incidere senza dover mettere la testa fuori.

Stavolta ci è stato sei mesi, la prima metà del 2003, e agli inizi del 2004 ha pubblicato il suo nuovo lp “An awareness of frameworks”. Sei mesi di ritiro: non ci si deve stupire che da questo ascetismo musicale vengano fuori settanta minuti di musica… E la sua non è tra le più semplici, in questo cd in particolare.

Questa volta è molto frammentaria, spezzettata in ventitre tracce. L’inizio di “Calling”, con i suoi tenui flauti, è solo illusorio: a partire da “Spontaneous knowledge” il nostro comincia a darci dentro con le chitarre, realizzando una forma di free rock alquanto coraggiosa. Greg non disdegna il RIO, Zappa e certo kraut sound alla Can.

Se nel progetto Jugalbandi Greg dà il massimo spazio all’improvvisazione, questa forma qui viene dominata e compressa. E’ un disco che comunque si ricollega al suo precedente “In search of the fantastic”, nel suo viaggiare ai confini di tutto ciò che è spregiudicato e sperimentale. D
icevamo di un lp frammentario: è così, si passa dall’elettronica di “The worlds open” e “Black cavern river” alle visioni space di “The knowing eye”, dal fragoroso psycho-prog di “Personal view” alla sperimentazione chitarristica che balza un po’ ovunque.

Segnaliamo ancora la world music sciamanica di “Soul catcher”, l’acid rock di “Return of the supernatural”, l’ambient astratto di “What is seen” e l’ipnotica “Moist Earth 2”, il trionfo della marimba. Tutti brani molto brevi e concisi, che sicuramente cattureranno solo gli ascoltatori più curiosi.

In controtendenza con tutto ciò che la precede arriva la suite: posta in chiusura, “The Great Theta Drive” è un macigno di 25 minuti, un buon riassunto delle idee di Greg, con una decisa prevalenza per le sue fiammeggianti chitarre, in totale libertà. Rock, fusion, psichedelia, minimalismo, tutto con grande disinvoltura.

Un disco per prog lovers coraggiosi.


Per ulteriori dettagli:
http://www.gregsegal.com - Greg Segal


I nostri voti:
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Donato Zoppo: (7)
MEDIA: (7)



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